BOSSETTI, ABBIAMO SCHERZATO? - SVOLTA NEL CASO YARA, IL MURATORE POTREBBE USCIRE DAL CARCERE (DOPO7 MESI): IL DNA, ALMENO PER METÀ, NON CORRISPONDE A QUELLO DEL KILLER - DAI PELI AL CAMION, L’ACCUSA VACILLA

Davide Milosa per “il Fatto Quotidiano”

   

BOSSETTI BOSSETTI

Se la scienza ha portato in carcere Massimo Giuseppe Bossetti con l’accusa di essere l’assassino di Yara Gambirasio, ora sempre la scienza rischia di rimetterlo in libertà sollevando ragionevoli dubbi sull’esistenza dei gravi indizi e, dunque, sul fatto che il 44enne muratore di Mapello la sera del 26 novembre 2010 non rapì e non uccise la 13enne di Brembate, ritrovata cadavere nei campi di Chignolo d’Isola il 26 febbraio del 2011.

 

BOSSETTI PM IN MOTO PER INTERROGARLOBOSSETTI PM IN MOTO PER INTERROGARLO

La svolta clamorosa, infatti, sta nelle oltre cento pagine con cui il perito della Procura di Bergamo ha rianalizzato e confrontato la prova regina di tutta questa inchiesta, vale a dire le tracce ematiche trovate sugli slip tagliati della ragazza.

   

Si tratta, è sempre stato detto, di una sostanza mista, ovvero un mix di Dna della vittima e di quello del killer, che fino al 16 giugno 2014 era identificato come Ignoto 1 e che da allora ha preso il nome e il volto di Bossetti, sposato con tre figli. Incastrato, hanno raccontato gli atti dell’inchiesta, dopo un controllo causale con l’alcol test e dopo aver capito che Ester Arzufi aveva avuto un figlio illegittimo con l’autista di Gorno Giuseppe Guerinoni. In quel momento il Dna estratto fa il “match” con quello di Ignoto 1.

   

massimo giuseppe bossettimassimo giuseppe bossetti

Questi i fatti, fino a poche settimane fa, quando il ricercatore dell’università di Pavia Carlo Previderè deposita la sua perizia. E qui iniziano i problemi, per la procura in futuro e d’interpretazione in generale. Secondo quanto ricostruito, infatti, la parte mitocondriale, legata al ceppo materno, di Ignoto 1 non corrisponde in alcun modo a quella dello stesso Bossetti. Il punto è certamente a favore della difesa. Va detto, però, che la cellula di Dna è composta anche da una parte nucleare che fissa il ceppo paterno e che, al contrario, corrisponde a Massimo Giuseppe Bossetti.

 

genitori di yara gambirasio 9c401bce3532bd5f3871918ef8d14934genitori di yara gambirasio 9c401bce3532bd5f3871918ef8d14934

La svolta, dunque, se c’è potrebbe non essere decisiva per la conclusione del processo, ma certamente fondamentale per la richiesta, già annunciata dall’avvocato Claudio Salvagni, di scarcerazione del suo assistito. Tanto più che oltre all’anomalia clamorosa della non coincidenza della parte mitocondriale, dalla relazione del perito escono totalmente ribaltati i rapporti quantitativi tra il Dna di Yara e del presunto killer.

 

Nella perizia, infatti, si sottolinea come sulla traccia catalogata 31G20 prevalga decisamente il Dna di Yara rispetto a quello di Ignoto 1. E ancora: secondo quanto ricostruito dal rapporto, gli esperti hanno dovuto rifare, dal punto di vista genetico, la traccia trovata sugli slip di Yara e questo perché “i campioni risultano essere esauriti”.

yara gambirasio  d7a292f8d5e35ef475ed66a895b53186yara gambirasio d7a292f8d5e35ef475ed66a895b53186

   

INSOMMA, a questo punto dell’inchiesta, che va ricordato resta ancora nella sua fase preliminare (la Procura ha tempo fino al prossimo 16 giugno), i dubbi aumentano esponenzialmente . E non solo sul Dna. La relazione, infatti, spiega che dall’analisi dei peli trovati attorno e sul corpo della ragazza emergono almeno due profili genetici identici ma ad ora sconosciuti e non certo corrispondenti ad Ignoto 1. E del resto è fatto accertato che il Dna di Bossetti non compaia sul cosiddetto “cuscino di peli” repertato attorno al corpo della vittima.

 

Non solo: le analisi del Ris di Parma hanno escluso presenza di Dna di Yara nel camion Iveco casso-nato dello stesso muratore di Mapello. A questo, infine, va aggiunto il ragionamento del tribunale del Riesame di Brescia che nell’ottobre 2014 ha respinto la richiesta di scarcerazione di Bossetti.

 

yara cf401a5faf007fbcd6479de0c571972byara cf401a5faf007fbcd6479de0c571972b

In quel frangente i giudici hanno considerato come vera e unica prova il Dna, mentre tutti gli altri indizi (compresi i filmati del furgone di Bossetti attorno a casa Gambirasio) sono stati definiti “dati neutrali” perché “potrebbero aver valore per ricostruire la dinamica degli eventi ma sono poco significativi per istituire una relazione univoca con Bossetti solo perché lavora come muratore”.

 

A sette mesi dall’arresto dell’operaio di Mapello, buona parte del castello dell’accusa sembra seriamente vacillare. Tanto più, e questo è agli atti dell’inchiesta, che sul corpo di Yara Gambirasio sono stati trovati molti profili genetici diversi da quelli di Ignoto 1. Tracce che ora potrebbero aprire scenari inediti.

 

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...