eros ramazzotti monica bellucci

CALO DELL’EROS (RAMAZZOTTI) – UN GENTILUOMO GODE MA NON TACE: “HO DETTO “NO” A MONICA BELLUCCI. ERA UN MOMENTO IN CUI SIA LEI CHE IO ERAVAMO LIBERI. È RIMASTO UN BEL RICORDO” – “NEGLI ANNO 90 CLIVE DAVIS MI VOLEVA A NEW YORK PER LANCIARE LA MIA CARRIERA IN AMERICA” – LA STOCCATA A MADAME: “ANCHE SE CHI MI CHIEDE UN SELFIE MENTRE MANGIO È MALEDUCATO, MI ALZO E LO FACCIO. AL LIMITE SI FREDDA LA PASTA…” -  VIDEO

 

Andrea Laffranchi per il "Corriere della Sera"

 

monica bellucci 2

Sul pullman con gli Azzurri che lasciano Wembley con in braccio la coppa, domenica notte si cantava - è documentato nelle stories di Marco Verratti - «Più bella cosa» di Eros Ramazzotti. A lui è dedicato l'Artista Day di oggi, l'iniziativa di «Corriere» e «Radio Italia» che ogni due martedì celebra i protagonisti della musica con interviste, speciali e approfondimenti. Un trionfo calcistico internazionale con la colonna sonora di uno che la nostra canzone l'ha portata nel mondo.

 

fiorello monica bellucci eros ramazzotti 1

«Sono molto amico di Verratti che già nei giorni scorsi mi mandava video dei loro cori... che bella sensazione. Ho visto la finale in Grecia con amici italiani e polacchi. Una gioia dopo tanta sofferenza, e non intendo solo quella della tensione di una partita cominciata male. Complimenti anche a Berrettini per la finale di Wimbledon e ai Maneskin cui consiglio di rimanere umili. E ora speriamo che le cose vadano bene in tutti i sensi, non solo nello sport e nella musica», racconta Eros in vacanza in Grecia mentre è in radio con Fabio Rovazzi e «La mia felicità» e con in arrivo la prima uscita («Dove c'è musica») di un progetto di rimasterizzazione dei suoi album più importanti.

monica bellucci

 

Oggi è l'Eros Ramazzotti Day, ma le chiedo di ricordare altri giorni fondamentali nella sua vita. Quello in cui ha capito che avrebbe voluto fare il cantante?

«Avrò avuto 4-5 anni. La musica era in casa: papà cantava e anche il nonno, che non ho mai conosciuto, era musicista. Il momento in cui ho pensato che potesse essere la mia strada fu quando Ravera mi fece fare Castrocaro».

 

Quello in cui si è sentito «nato ai bordi di periferia»?

«È una sensazione che non muore mai e ti resta sempre dentro. Un'esperienza bellissima che mi ha temprato in positivo. La famiglia, però, è stata fondamentale: mio padre e mia madre sono state le persone giuste per crescere nella maniera migliore. Da quelle parti mi sembra che il tempo sia fermo, vedo gli amici di allora che hanno vite semplici e felici, ogni tanto mi vengono a trovare in giro per il mondo. Proprio loro mi hanno dedicato un murales sulla facciata di una casa vicino a quella dove sono nato e cresciuto: lo hanno inaugurato a ridosso del primo lockdown e non vedo l'ora di poter andare a vederlo».

monica bellucci eros ramazzotti 2

 

Il giorno in cui la pandemia le ha fatto saltare l'ultima data del tour mondiale a Los Angeles che ha pensato?

«Che siamo stati fortunati perché, a differenza di altri, siamo riusciti a fare tutte le date tranne quell'ultima. Per la musica spero che riparta tutto, piano piano, ma sembra che ci siamo... Tornando a quei giorni ricordo la paura. Eravamo a Cancun durante una pausa e, vedendo quello che iniziava ad accadere in Italia, abbiamo pensato che sarebbe stato meglio tornare dalle nostre famiglie. Siamo rimasti bloccati qualche giorno per questioni legate ai voli. Sapevo i miei stavano bene, anche se il fatto che fossero in Franciacorta, vicino alla zona più colpita, mi preoccupava. Durante la pandemia la mia creatività si è allargata, ho scritto 60 brani per il nuovo album che uscirà nel 2022: il virus mi ha dato la spinta per migliorarmi».

monica bellucci eros ramazzotti 3

 

Il giorno in cui ha capito che dalla periferia era arrivato al tetto del mondo?

«Cuore e testa sono ancora lì dove sono nato. Non ho mai pensato "sono il numero 1". Però ricordo con piacere i racconti di viaggio estremi del mio manager Roberto Galanti: una volta tornò dalle montagne intorno a Teheran e mi disse che anche lì aveva sentito le mie canzoni».

Il giorno in cui ha temuto di non essere più Eros?

«Anche se non vendo più i dischi di prima non è un problema. Però ho ritrovato la strada giusta, la stessa di 10-13 anni fa, che è quella di creare una squadra. Avevo lasciato da parte quel modo di lavorare, forse mi sentivo appagato e ho frenato un po'».

 

 Il giorno in cui si è pentito di qualcosa?

«Mi capita quando tratto male qualcuno e lo mando a quel paese. Succede a volte in auto, ma ci resto male. Sono uno cui piace stare in un angolo senza essere invadente. E anche se chi mi chiede un selfie mentre mangio è maleducato, mi alzo e lo faccio. Al limite si fredda la pasta».

eros ramazzotti michele hunziker

 

Il giorno delle lacrime?

«Quando se ne è andata mamma. È stata dura perché purtroppo non potevo essere lì con lei. Quando era in vita me la sono goduta. E se la parte artistica viene da papà, il carattere forte l'ho preso da lei, calabrese doc».

 

Il giorno del «no» che le è costato di più in carriera?

«Negli anno 90 Clive Davis (uno dei discografici più influenti della storia ndr ) mi voleva a New York per lanciare la mia carriera in America. Ma avevo bisogno di stare in famiglia con Michelle, Aurora stava per arrivare... Gli direi ancora no. Non sono uno che cerca il successo».

 

Quello del «no» privato?

«A Monica Bellucci. Era un momento in cui sia lei che io eravamo liberi. È rimasto un bel ricordo».

monica bellucci eros ramazzotti 4eros ramazzottimonica bellucci nuda malena 8monica bellucci by helmut newton 3irreversible1pregnant nude monica belluccipregnant nude monica bellucci 1Monica Bellucci monica bellucci ph adolfo franzo'monica bellucci ph adolfo franzo'irreversible monica bellucci vincent casselmonica bellucci pregnant nude monica bellucci 2monica bellucci pubblicitamonica bellucci by helmut newton 2monica bellucci by helmut newton 1monica bellucci n io e napoleone monica bellucci malena2monica bellucci malena 5monica bellucci malenamonica bellucci malena fiorello monica bellucci eros ramazzotti 2monica bellucci eros ramazzotti 1

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…