giuseppe conte enrico letta campo largo

IL CAMPO LARGO DI LETTA E' DIVENTATO UN ORTICELLO – ENRICHETTO FISSA I PALETTI PER L’ALLEANZA CON IL M5S MA GIA' SI GUARDA INTORNO: “APERTI A INTESE DIVERSE” – L’INCIUCIONE CON IL CENTRODESTRA NON È (PER ORA) UN'OPZIONE - IL GRANDE CENTRO RESTA SOLO UNA PERVERSIONE NONOSTANTE LE SPARATE DI RENZI CONVINTO DI ARRIVARE A UN 10% - IL VERO NODO RESTA SEMPRE LA LEGGE ELETTORALE, CHE LETTA VUOLE CAMBIARE. IL PROPORZIONALE CON LO SBARRAMENTO AL 5% RESTA SULLO SFONDO…

Francesco Malfetano per il Messaggero

 

ENRICO LETTA

Petto in fuori e cacciavite in mano, dal palco della Direzione del Pd, ieri Enrico Letta ha provato a serrare i ranghi dem. «Nessuno ci toglierà le castagne dal fuoco» arringa i suoi al Nazareno provando a solleticare il senso di responsabilità di chi - in un impeto crescente - non vede di buon occhio l'intesa con i cinquestelle e ragiona sull'opportunità di uno strappo. Un'asse che Letta però puntella, ancora una volta, fissando nuovi paletti.

 

Sul punto, il più caldo, al netto del tentativo di slegare le due questioni, il discorso si incrocia con la necessità di una riforma elettorale. E così il segretario da un lato bacchetta gli isolazionisti dem: «Sono convinto che la autosufficienza non sia sintomo di forza, ma di debolezza».

 

enrico letta al corteo del 25 aprile

Ma dall'altro, poche ore prima del secco no del centrodestra alla riforma della legge elettorale, fa un passo proprio verso di loro: «Questa ricerca di alleanze va svolta qualunque sia la legge elettorale con la quale voteremo». Non lo nomina neppure, ma dalle parole di Letta - da sempre sostenitore del maggioritario - trasuda l'apertura ad un passaggio al proporzionale già maturata dalle diverse anime del partito la scorsa settimana in un convegno a porte chiuse organizzato negli uffici del Pd alla Camera.

 

L'idea di queste ultime, con giovani turchi ed ex renziani in testa, sarebbe quella di tenere le mani libere la prossima primavera, per ragionare poi di intese sui temi e non sulle coalizioni. Un punto su cui però, Letta è più freddo: «Sono convinto che questa legge elettorale sia la peggiore in assoluto», specie dopo il taglio dei parlamentari. Ma poi precisa, tenendo sullo sfondo la proposta del Germanicum con sbarramento al 5%: «Dobbiamo fare in modo di arrivare a una nuova legge elettorale, ma non per cambiare le alleanze».

 

enrico letta in mezzora in piu 2

IL MOVIMENTO E qui sta il nodo di tutto. Le larghe intese con il centrodestra non sono un'opzione («Chi oggi è alleato di Orban, anche in Italia, è alleato di Putin») anche perché Letta esclude possa spaccarsi: «Non fatevi illusioni» dice. Il grande centro invece per ora resta solo un'idea. Altri ipotetici alleati solitari non danno garanzie nonostante l'ottimismo di Matteo Renzi di ieri alla presentazione del suo libro: «Prevedo che si voterà a maggio del 2023.

 

Penso che possiamo arrivare a un 10%». Allora il segretario del Pd - che sotto traccia terrebbe in caldo l'idea di un campo largo che vada da Azione ad Articolo 1, fino proprio a Iv e LeU - non molla affatto il M5S, anzi. Il rapporto però scricchiola, e allora l'ex premier recapita un messaggio proprio ai grillini: «Dobbiamo e vogliamo aprirci ad alleanze che siano compatibili con noi, col nostro programma e con la nostra idea di paese». Tradotto e attualizzato: la linea sono europeismo e l'atlantismo. Posizioni non possono conciliarsi con i dubbi 5S.

 

ENRICO LETTA

Per stare assieme bisogna remare nella stessa direzione, non segnare nuove distanze ad ogni passo. Uno su tutti ancora ieri. Il Sì convinto del Pd alla richiesta di Finlandia e Svezia di aderire alla Nato, cozza con quello meno convinto di Conte: «Non possiamo dire di no». Distanze appunto, anche se oggi entrambi i leader pranzeranno insieme alla premier finlandese Sanna Marin.

 

LETTA RENZI

E, soprattutto, anche se ieri il leader 5S ha disconosciuto un post sul blog di Beppe Grillo in cui la facevano da padrone posizioni filo-Putin e anti-Nato: quelle considerazioni «non sono la linea politica del M5S».

 

Tornando alla Direzione dem è una sottile opera di rammendo di tutte le posizioni. Così Letta marca il territorio sui diritti, sul ddl Zan e lo Ius Scholae, spiegando come «Noi dobbiamo essere quelli che spingono il cambiamento anche a costo, in alcuni passaggi, di strappare». E poi chiude sminando il terreno sulla giustizia confermando la posizione dem - ovvero 5 no ai quesiti - ma nel rispetto delle scelte dei singoli. Il Pd, ha detto, «non è una caserma». Andando così incontro a quanti, da Andrea Marcucci a Stefano Ceccanti e Giorgio Gori, hanno annunciato alcuni Sì ai referendum. 

conte letta

enrico letta matteo salvini meeting rimini 2ENRICO LETTA MATTEO SALVINI

Ultimi Dagoreport

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…