conte salvini di maio toninelli

CHE DIRANNO CONTE E TONINELLI IN TRIBUNALE? – I TRE GIUDICI DI MAGISTRATURA DEMOCRATICA CHE HANNO COSTRETTO LA PROCURA DI CATANIA A PORTARE ALLA SBARRA SALVINI POTREBBERO AVER INNESCATO UN PASTICCIO CHE VA NELLA DIREZIONE CONTRARIA A QUELLA CUI PUNTAVANO, CIOÈ FAR FUORI SALVINI  – È POSSIBILE CHE IL PREMIER CHE FIRMAVA I DECRETI SICUREZZA NON SAPESSE NIENTE DELLA “LINEA DURA” CONTRO GLI SBARCHI? NON SI PARLAVANO IN CONSIGLIO DEI MINISTRI?

 

 

Luca Fazzo per “il Giornale”

 

GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI DECRETO SICUREZZA

Anche questa volta si potrebbe dire: il diavolo ha fatto le pentole ma non i coperchi. Perché i tre giudici, tutti di Magistratura Democratica, che nel gennaio 2019 costrinsero la Procura di Catania a portare Matteo Salvini sul banco degli imputati, potrebbero avere innescato un pasticcio che va esattamente nella direzione contraria a quella cui loro puntavano.

 

Infatti il pasticcio è approvato sul tavolo di un magistrato che sembra deciso davvero a vederci chiaro, senza accontentarsi di mettere in croce il solo Salvini. Il giudice preliminare Nunzio Sarpietro ieri decide di portare sul banco dei testimoni il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il suo ex vice, Luigi Di Maio. E insieme a loro gli ex ministri dei Trasporti e della Difesa, Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta, nonché l'attuale ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese.

toninelli salvini

 

È una decisione che ha un solo significato: esplorare le dinamiche interne al consiglio dei ministri all'epoca del governo Conte 1, quando la nave Gregoretti venne bloccata in porto; capire se la scelta fu solo del ministro Salvini o un passo conosciuto e condiviso dall'intero governo.

 

Il cadavere di una donna sulla nave Gregoretti

È esattamente il contrario del risultato che avevano in mente Nicola La Mantia, Sandra Levanti e Paola Corsa, i tre componenti del tribunale dei ministri catanese che all'inizio dello scorso anno respinse la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura del fascicolo per sequestro di persona a carico di Salvini. Per i tre giudici, Salvini doveva essere processato: lui e solo lui.

 

Lo stesso tribunale infatti archiviò la posizione di Conte, Di Maio e Toninelli. Benché facessero parte dello stesso governo del leader leghista, loro della «linea dura» contro gli sbarchi non sapevano niente. Possibile? No, evidentemente, secondo il giudice che ieri decide di convocarli per il prossimo 20 novembre e 4 dicembre, prima di decidere la sorte di Salvini.

 

DANILO TONINELLI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI

E anche se il premier Conte ostenta serenità, («Riferirò tutte le circostanze di cui sono a conoscenza, in piena trasparenza come ho sempre fatto e come sempre farò») la decisione del giudice di chiamarlo a deporre insieme ai suoi ministri ed ex ministri apre un fronte delicato, dove dettagli tecnici e giuridici si trasformano in questioni politiche assai ingombranti.

 

Perché se saltasse fuori che anche i grillini condivisero la linea dura, dovrebbero oggi spiegare come mai si apprestano a fare retromarcia in compagnia dei loro nuovi alleati del Pd. Il dettaglio giuridico destinato a diventare elemento politico ha un numero preciso: articolo 210, la norma che regola gli interrogatori di chi non è un semplice testimone dei fatti, ma è indagato o è stato indagato in un procedimento collegato.

Migranti scendono dalla nave Gregoretti

 

 Per Conte, Di Maio & C. venire convocati in questa veste cambierebbe molto: sarebbero assistiti da un avvocato, non avrebbero l'obbligo di rispondere, potrebbero persino mentire. Dal punto di vista dell'immagine, però, apparirebbero in aula non come testimoni di giustizia ma come una sorta di complici che l'hanno fatta franca.

 

NAVE GREGORETTI

Nel dispositivo pronunciato ieri dal giudice in conclusione dell'udienza, dell'articolo 210 non si fa cenno. Testimoni semplici, dunque: almeno per ora, perché nei giorni che separano dal 20 novembre, il giudice o la Procura potrebbero cambiare idea. E invitare premier, ministri ed ex ministri a portare con sé un avvocato di fiducia, pronto a entrare in aula se - come è accaduto in casi analoghi e potrebbe accadere anche stavolta - nel corso degli interrogatori emergessero fatti che coinvolgono anche loro.

matteo salvini e giuseppe conte approvazione decreto sicurezza bis 2

 

In quel caso l'interrogatorio dovrebbe venire subito sospeso, per riprendere nella nuova veste e alla presenza del difensore. E in quell'istante la tesi difensiva di Salvini, il blocco della Gregoretti come atto politico condiviso dall'intero governo, uscirebbe trionfante. Per non parlare dello scenario, questo sì inatteso, che potrebbe aprire l'interrogatorio della Lamorgese: chiamata a spiegare se e cosa sia cambiato nella lotta agli scafisti da quando ha preso lei il posto di Salvini.

 

 

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?