giuseppe conte piero amara

CHI È PIERO AMARA, L’UOMO DEI DOSSIER E DEI DEPISTAGGI CHE DA TEMPO RIEMPIE I VERBALI DEI PM CON LE SUE TESTIMONIANZE SU POLITICI POTENTI VARI E TOGHE? – “IL GIORNALE”: “I PM SANNO CHE LE SUE RIVELAZIONI VANNO PRESE CON LE PINZE MA DA ULTERIORI VERIFICHE EMERGE CHE FABRIZIO CENTOFANTI HA DAVVERO RICEVUTO DA AMARA LA RICHIESTA DI INCARICARE CONTE. PUÒ DARSI ANCHE CHE AMARA MENTA, MA C' È UNA LETTERA DEL 2012 DOVE CENTOFANTI SCRIVE AL PROFESSOR CONTE PER…”

piero amara

Fabrizio Boschi per "il Giornale"

 

Un nome che torna spesso. Piero Amara, l' uomo dei dossier e dei depistaggi, al centro di un sistema di relazioni tra consiglieri di Stato e aziende. Dalle vicende Eni - di cui è stato avvocato esterno - alle sentenze pilotate al Consiglio di Stato, dal «Sistema Siracusa» al caso dell' ex pm Luca Palamara. Coinvolto in vari procedimenti penali (deve scontare in carcere quasi 4 anni), l' avvocato siciliano è diventato ora il grande accusatore.

 

GLI AFFARI SEGRETI DI CONTE - L'INCHIESTA DI DOMANI

Amara riempie da tempo i verbali dei pm raccontando le vicende di politici di partiti diversi, potenti assortiti e toghe d' ogni genere. L' ultimo suo bersaglio è l' ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che è adesso in forte imbarazzo per via di certi incarichi svolti prima di diventare premier.

 

Il quotidiano Domani scrive che Amara avrebbe spifferato ai pm di aver «raccomandato» Conte per fargli ottenere, nel 2012-2013, consulenze dal Gruppo Acqua Marcia Spa (la più antica società immobiliare italiana) pagate circa 400mila euro. Una cifra legittima, ma sospetta secondo il testimone.

 

michele vietti

Il nome di Conte sarebbe stato fatto ad Amara da Michele Vietti, l' ex Udc, eletto vicepresidente del Csm nel 2010. Vietti sarebbe stato a conoscenza del fatto che Francesco Bellavista Caltagirone, che controllava Acqua Marcia, doveva far omologare dal tribunale di Roma il concordato preventivo della sua società. L' impero dell' immobiliarista, infatti, prima di sfiorare il fallimento nel 2013 per un debito con le banche superiore al miliardo, spaziava dagli hotel ai porti, dagli aeroporti ai servizi finanziari e alla comunicazione.

FRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONE

 

Secondo Amara la nomina di Conte come avvocato di Acqua Marcia (insieme a Guido Alpa ed Enrico Caratozzolo) era condizione fondamentale «per riuscire a ottenere l' omologazione del concordato stesso». Conte annuncia querela per calunnia: «Mai visto Amara in vita mia, non ho avuto rapporti professionali nemmeno con Vietti. Quanto percepito è congruo».  E anche Vietti smentisce: «Amara mente».

 

PIERO AMARA

Uomo senz' altro da prendere con le pinze, i pm lo sanno, ma da ulteriori verifiche emerge che Fabrizio Centofanti (l' imprenditore accusato di aver corrotto Palamara e che nel 2012 era a capo delle relazioni istituzionali di Acqua Marcia) ha davvero ricevuto da Amara la richiesta di incaricare Conte. Può darsi anche che Amara menta, ma c' è una lettera del 2012 dove Centofanti scrive al professor Conte per chiedergli formalmente il «conferimento di un incarico professionale per la società dell' Acqua Pia Antica Marcia Spa».

 

fabrizio centofanti

Due anni dopo Conte agevolerà anche l' acquisizione dell' hotel Molino Stucky di Venezia, controllato da Acqua Marcia, da parte dello sconosciuto imprenditore pugliese Leonardo Marseglia, che sbaragliò la concorrenza dei più importanti fondi immobiliari al mondo. Qualcuno potrebbe insinuare il conflitto d' interessi dato che Conte era stato prima consulente di Acqua Marcia (di cui conosceva i documenti del concordato) e poi di Marseglia, che di quel concordato ha beneficiato.

 

luca palamara

Gli incarichi di Conte, scrive Domani, sono probabilmente tutti leciti, ma i suoi comportamenti non sono molto vicini all' homo novus senza macchia descritto dalla propaganda del M5s potenziale nuovo capo dei grillini. E l' ex premier, in un post su Facebook, respinge anche questa affermazione: «Attività pienamente lecita».

PIERO AMARA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…