toto fantasma

CHIAMATE GLI ACCHIAPPAFANTASMI: A NAPOLI IL FANTASMA DI TOTÒ SI AGGIRA A PALAZZO SAN GIACOMO - QUATTORDICI SONO GIÀ I TESTIMONI E C’E’ “L’AVVISTAMENTO” DEL 12 SETTEMBRE 2018, QUANDO TRE PERSONE IN PIAZZA MUNICIPIO SI TROVANO DI FRONTE UNA FIGURA VESTITA DI GRIGIO CHE DICE LORO… - IL COMMENTO DI PIETRANGELO BUTTAFUOCO

pausa caffe toto

Pietrangelo Buttafuoco per “il Fatto quotidiano”

 

Non è vero ma ci crediamo. Totò, allegro fantasma, attraversa i muri. Il principe Antonio de' Curtis - tra i sommi della Commedia - da cinque anni a questa parte entra ed esce da palazzo San Giacomo, il municipio di Napoli. Si degna di mostrarsi e una volta è perfino andato incontro ai passanti. L'ultimo spettro municipale di cui si ha memoria è quello di cui ha parlato il sindaco Virginia Raggi. Le porte si chiudono da sole al Comune di Roma. Gianni Alemanno, nel 2011, convocò gli acchiappafantasmi. Pare si tratti di un tal frate avvistato nella sala della Musica, proprio sopra l'Aula Giulio Cesare.

 

toto' vigile

Totò prende domicilio al Comune e torna fantasma in allegria. Quattordici sono già i testimoni, tre si sono intrattenuti in conversazione con lui e Il Corriere del Mezzogiorno nell' edizione di ieri porta notizia dell' arrivo - prossimamente, verso la fine del mese - di Massimo Merendi, un cacciatore di fantasmi, che ha già approntato un dossier su Totò che cerca casa.

 

Non è vero ma c'è da crederci perché il fatto è inoppugnabile: è il 12 settembre scorso - sono le ore 22;00 - e un elegante spirito si aggira nei pressi del Maschio Angioino.

Eccolo. Forse cammina, forse volteggia ma di certo incede quell' apparizione di grigio vestita. Nelle fattezze di un uomo alto, giovane e distinto incrocia un turista, gli indica l' edificio comunale, si presenta e chiede: "Sono il principe de' Curtis, questo è il palazzo San Giacomo?".

TOTO

 

Chi non crede non sa che è vero e il passante - non poco irrispettoso - invece di rispondere educatamente, domanda: "Lei è una controfigura di Totò?". Fa 48 il morto che parla e Anna Paola Merone, sul Corriere del Mezzogiorno, nel suo articolo riferisce dell' infastidito silenzio dell' illustre principe, dopodiché - onorando il palazzo di Città - l' ombra arrivata dall' aldilà, profferisce una lucente profezia: "Napoli sarà sempre più grande, la prima in Italia; diventerà la capitale di un regno".

 

Invece che l'autonomia differenziata per la Campania, Totò già vede il ritorno al reame perché, insomma, signori si nasce - ci mancherebbe - e cos'altro si può sognare con Gelsomino di Santa Paola in arte Alberto di Torrefiorita, il figlio segreto di Pantaleo e di una cavallerizza da circo? È uno dei tanti ruoli di Totò ne L' Allegro fantasma, il film del 1941 dove i mobili si spostano, i candelabri si spengono e le zie zitelle scappano via terrorizzate.

TOTO' FALDINI

 

Giammai il ridere e il morire sono agli antipodi, non fosse altro che si muore dal ridere con un lenzuolo addosso - con i fori all' altezza degli occhi - e così vedere l' effetto che fa.

La morte è la maschera messa a nudo: "Amo la notte", dice Totò, "le strade vuote, morte, la campagna buia, con le ombre, i fruscii, le rane che fanno cra cra, l' eleganza tetra della notte". E la comicità è il discorrere intorno al catafalco: "È la vita", gli risponde Totò a Ferribotte in I Soliti ignoti, "oggi a te, domani a lui!".

 

La morte riconosce nella risata il suo degno coronamento. In 47 morto che parla (sarebbe il 48 nella Smorfia napoletana) la messinscena impone allo spilorcio barone Antonio Peletti l'espiazione per la propria avarizia tra i trapassati - "senta che freschezza, sono un morto di giornata!" - ma l'Aldilà non lo esenta dal giudicare quel che c'è qua. Totò, infatti, in quello che crede l'Inferno incontra un conoscente con regolamentare sudario addosso e commenta: "Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiesero il bis!".

toto iettatore

 

In Totò cerca casa, ritrovandosi custode del cimitero, il principe vive la sua gag al cardiopalma alle prese con lenzuola, un secchio di biacca che gli cola in volto e poi ancora - nel pallore lunare di una notte - un continuo capitombolo tra tombe, lapidi e fossi.

Appunto, l' eleganza tetra della notte: la famosa Livella. Quella che ci fa, con Totò, tutti fantasmi.

 

2 - IL FANTASMA DI TOTÒ A PALAZZO SAN GIACOMO, IL RE DEI GHOSTBUSTER ARRIVA A NAPOLI PER CERCARLO

Anna Paola Merone per www.corriere.it

 

«Sono il principe de’ Curtis. Questo è palazzo San Giacomo?». È il 12 settembre 2018 sono quasi le 22 e tre persone in piazza Municipio si trovano di fronte una figura vestita di grigio. Un giovane alto ed elegantissimo. «Lei è una controfigura di Totò?» replica sorridendo un turista, pensando di trovarsi davanti un figurante. Ma non ottiene alcuna risposta. Poi la figura — prima di allontanarsi e passare attraverso il muro all’interno del palazzo del Comune — si lascia andare ad una profezia: «La città sarà sempre più grande, la prima in Italia. Diventerà la capitale di un regno».

MASSIMO MERENDI ACCHIAPPAFANTASMI

 

Senza specificare se ci sarà un ritorno al borbonico Regno delle Due Sicilie o ai Savoia. E lasciando così dietro di sé una serie di inspiegabili dubbi. Sono quattordici le persone che negli ultimi cinque anni si sono trovate di fronte — dentro e fuori Palazzo San Giacomo — Totò. Una sola volta il principe ha parlato, lo scorso settembre, e si è deciso allora di chiamare una squadra di acchiappafantasmi.

 

La segnalazione è arrivata sulla scrivania di Massimo Merendi, re dei ghostbuster italiani e presidente della «National Ghost Uncover». Dal gennaio 2010 ad oggi ha esaminato duemila segnalazioni relative ad apparizioni di fantasmi, poltergeist, licantropi, vampiri, Ufo... E nell’ultimo mese si è confrontato con il fantasma di Totò. Con i suoi associati è arrivato a Napoli — la città dei munacielli — attrezzato con rilevatori sonori supersofisticati, decifratori di raggi gamma, telecamere a infrarossi, strumenti a onde elettromagnetiche.

 

PALAZZO SAN GIACOMO - SEDE DEL COMUNE DI NAPOLI

«Mezzi che non servono ad accertare la presenza dei fantasmi — sottolinea Merendi —, ma semplicemente a escludere che la suggestione possa essere riferita a situazioni diverse. Ci siamo trovati di fronte a fatti che erano stati determinati da ripetitori o da circostanze varie. Noi procediamo con scrupolo cercando spiegazioni scientifiche. Quando arriviamo ad escluderle tutte possiamo affermare che ci troviamo di fronte a qualcosa che non si può spiegare».

 

toto' a venezia

E Totò? «A fine marzo saremo in città, con apparecchi e tute, sulle tracce del principe. Abbiamo fatto le nostre rilevazioni, ascoltato dodici dei quattordici testimoni — di ciascuno abbiamo raccolto generalità — e disponiamo di una serie di verifiche vengono eseguite da una squadra dove, in assoluto equilibrio, devono esserci elementi che credono nei fantasmi e scettici». Merendi, che dispiega abbondanti dosi di ironia per raccontare lo strano mestiere che si è scelto, racconta che «i fantasmi più pericolosi sono solo nella mente e nel cuore» e che «non esiste alcune immagine di fantasma. Dunque o vuol dire che non è possibile fotografarli o che magari non esistono».

 

Del resto l’associazione, che ha 128 soci in tutta Italia, è per il 40 per cento composta da persone che non credono a fenomeni paranormali. «Abbiamo sedi in tutta Italia e interveniamo gratuitamente su ogni segnalazione, siamo scrupolosi e decisi a fare chiarezza dove possibile» aggiunge Merendi, che è presidente dell’associazione Romagna - Stati Uniti. Formazione diplomatica, vive fra Forlì, Riccione e il Principato di Monaco, ha 59 anni, una decisa idiosincrasia per i mezzi di comunicazione contemporanei, non ha un profilo sui social e si definisce «un ragazzo di 59 anni».

 

anna campori toto

Ma lei ai fantasmi ci crede? «Domanda difficile. Diciamo che questa attività mette in circolo la domanda con una serie di risposte possibili» replica ricordando che si è trovato sulle tracce di molti personaggi storici fra cui lo spettro di Teodolinda a Monza e quello di Napoleone a Monza: «fantasma alto un metro e novanta. L’imperatore ci avrebbe messo la firma — se la ride l’acchiappafantasmi —. Ma, come è capitato anche a Totò è una crescita spettrale».

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...