CIRO NON C’È MA HA MANDATO GLI AMICI – NELLA NUOVA UDIENZA DEL PROCESSO CHE VEDE CIRO GRILLO E TRE SUOI AMICI ACCUSATI DI STUPRO DI GRUPPO A DANNI DI UNA RAGAZZA ITALO-NORVEGESE A SORPRESA SI SONO PRESENTATI IN AULA DUE DEGLI INDAGATI, EDOARDO CAPITTA E VITTORIO LAURIA – I DUE POTREBBERO RILASCIARE DICHIARAZIONI SPONTANEE AL GIUDICE – QUELLO CHE È CERTO È CHE NELLE PROSSIME UDIENZE LA DIFESA FAR' LEVA SUL SELFIE SCATTATO DALLA RAGAZZA PROPRIO CON CAPITTA SUBITO DOPO LA PRESUNTA VIOLENZA...

Giuseppe Filetto per genova.repubblica.it

 

Edoardo Capitta e Vittorio Lauria

A sorpresa, oggi nell’aula dove si svolge il processo (a porte chiuse) a Ciro Grillo e ai suoi tre amici genovesi accusati di violenza sessuale e di stupro di gruppo a danno di una ragazza italo-norvegese, si sono presentati Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, due degli imputati. Arrivati stanotte ad Olbia, provenienti da Genova in traghetto. Hanno viaggiato insieme ai loro avvocati.

 

I due giovani poco più che ventenni potrebbero fare spontanee dichiarazioni al giudice Marco Contu. Anche se i loro difensori (Ernesto Monteverde e Mariano Mameli per Capitta;  Alessandro Vaccaro per Lauria), lo escludono categoricamente.

 

il video di ciro grillo e vittorio lauria con la ragazza che dorme 2

E però certo che la difesa farà leva (non oggi ma durante le prossime udienze) su quel selfie fatto da Silvia (nome di fantasia) insieme a Capitta nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019. Foto scattata subito dopo il primo rapporto sessuale tra la ragazza e Francesco Corsiglia (avvocato Gennaro Velle e Antonella Cuccureddu), anche questo imputato nel processo ma oggi non presente in aula. "Vi sembra normale quella foto dopo un rapporto sessuale non consenziente?", chiedono gli avvocati.

 

Lo stupro di gruppo sarebbe avvenuto solo dopo con Lauria, Capitta e Ciro Grillo (difeso dal cugino Enrico Grillo e da Andrea Vernazza), figlio del fondatore dei Cinque Stelle. Quando, secondo il racconto della studentessa milanese, lei sarebbe stata prima costretta a bere vodka lemon. Quindi ubriaca.

 

Quella notte, nella villetta di Cala di Volpe (in Costa Smeralda) in uso alla famiglia Grillo, i quattro giovani genovesi oltre ad abusare di Silvia, avrebbero compiuto violenza sessuale contro Roberta, una sua amica milanese in vacanza con lei ed entrambe ospitate in un B&B di Palau.

 

il video di ciro grillo e vittorio lauria con la ragazza che dorme 3

L’incontro tra le ragazze ed i giovani si era verificato la sera prima al Billionaire di Porto Cervo. Da qui poi il trasferimento in taxi a Cala di Volpe e la notte di sesso e a quanto pare anche di droghe leggere.

 

Secondo il racconto di Silvia reso ai carabinieri della compagnia Duomo di Milano nove giorni dopo, la ragazza sarebbe stata costretta ad avere rapporti sessuali in entrambi i casi, mentre i giovani sostengono che sia stata consenziente.

 

Comunque, la seconda udienza di oggi del processo iniziato il primo giugno scorso, vede in aula come testimoni Maria Beatrice Picco, Maria Luisa Attena e Ibrahim Badaui, vicini di casa di Grillo, i quali in un primo interrogatorio reso al procuratore capo di Tempio Gregorio Capasso, non avrebbero sentito nulla in quella notte agitata a Cala di Volpe.

 

il video di ciro grillo e vittorio lauria con la ragazza che dorme

In aula sempre come testimoni, anche Andrei Horcun, il tassista che portò le ragazze dalla casa del loro amico Alex Cerrato al Billionaire la sera prima; e Roberto Pretto, amministratore delegato della nota discoteca di Porto Cervo.

 

Il giudice, inoltre, oggi interrogherà come testi i carabinieri delle prime indagini e che hanno accolto la denuncia si Silvia e dei suoi genitori: il maresciallo Cristina Solomita, il luogotenente Luca Levrini e il brigadiere Antonio Cossu. In particolare Solomita è quella che ha parlato per prioma con la ragazza e verbalizzato la sua denuncia.

 

Nelle prossime udienze con ogni probabilità saranno presenti anche le due presunte vittime, Silvia e Roberta. Su quest'ultima tre dei quattro giovani (Ciro, Capitta e Lauria) hanno scattato foto sconce, con i genitali vicini alla sua faccia mentre lei dormiva sul divano. Da qui il reato di violenza sessuale.

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