pamela mastropietro

CLAMOROSO A MACERATA! - SOSPETTI SU UN GIRO DI BABY SQUILLO DIETRO L'OMICIDIO DI PAMELA MASTROPIETRO - UNA TESTIMONE RIVELA ALLA RAI: “GRAZIE AI NIGERIANI, CHE GESTISCONO LO SPACCIO A MACERATA, UN GRUPPO DI NOTABILI DELLA CITTA’ SI PROCURAVA DROGA E RAGAZZINE PER PARTY A LUCI ROSSE. MI CI HANNO PORTATO E LÌ AD ASPETTARMI C'ERANO PERSONAGGI FACOLTOSI, HO RICONOSCIUTO ANCHE…”

Carlo Cambi per “la Verità”

 

pamela mastropietro

Più che uno scoop è uno choc: Macerata, la città consacrata alla Madonna, scopre che l' orrore che la pervade non ha limiti. A due mesi dall' efferato delitto di Pamela Mastropietro - la ragazza romana di 18 anni, ammazzata il 30 gennaio scorso, il cui corpo fu fatto a pezzi e nascosto in due trolley - emerge una sconvolgente realtà: la città alle cui porte, all' Hotel House di Porto Recanati, ospizio di clandestini e malavitosi, è stata rinvenuta una discarica di cadaveri è teatro di festini a luci rosse con ragazze minorenni.

 

pamela mastropietro

A questi festini partecipano «insospettabili» che si servono d' immigrati clandestini, per lo più nigeriani, per adescare le giovani grazie alla droga. È come se la morte della Mastropietro avesse scoperchiato il vaso di Pandora: quotidianamente ci sono ingenti sequestri di stupefacenti (ieri, a Monte San Giusto, arrestate quattro persone con oltre 2 quintali di hashish) e fatti di sangue, che indicano come la città sia ormai fuori controllo e sia diventata la base operativa degli spacciatori - forse della mafia nigeriana - di un sistema criminale alimentato dall' abnorme presenza d' immigrati clandestini.

pamela mastropietro

 

Da Macerata emerge il volto nero della provincia italiana, pervasa da apparenti pubbliche virtù e concretissimi vizi privati. Nello stesso giorno in cui si è tenuta a Roma la marcia in ricordo di Pamela Mastropietro voluta dalla madre della ragazza, Alessandra Verni, con a fianco il Sindaco di Roma Virginia Raggi, che ha sfilato con la maglietta «io sono Pamela» (al contrario del sindaco di Macerata, Romano Carancini del Pd, che non ha mai manifestato solidarietà alla famiglia della ragazza uccisa), la giornalista di Rai News 24 Angela Caponnetto ha raccolto la testimonianza di una ragazza che tra le lacrime denuncia: «Esiste un sistema Macerata. Droga e prostituzione minorile per alimentare un giro di festini a luci rosse in cui sono coinvolti personaggi bene della città».

 

pamela mastropietro

Selvaggia - questo il nome di fantasia della donna, ripresa di schiena e con la voce camuffata - testimonia: «Mi sono decisa a parlare perché mi ritrovo nella tragica storia di Pamela, anche lei come me era una ragazza sola».

 

Le accuse sono precise: il suo fidanzato l'ha portata, dopo averla stordita con la droga, in un casolare dove più volte ha incontrato molti uomini. Questo casolare potrebbe essere una villa nella frazione Sant'Egidio di Montecassiano, hinterland di Macerata. «Lì ad aspettarmi c'erano personaggi facoltosi, ho riconosciuto anche tre poliziotti, un avvocato, tanti dell' alta borghesia di Macerata. Davanti alla villa erano parcheggiate Bmw, Mercedes, Maserati».

la morte di pamela mastropietro desmond lucky e awelima lucky

 

Questa storia risale a 10 anni fa «ma è stata insabbiata perché di mezzo c' è la massoneria, c' è la mafia». Ricostruendola si scopre che i genitori di Selvaggia fecero un esposto alla Procura della Repubblica a nome della figlia allora minorenne. Ma il fascicolo per un anno scomparve. Dopo un secondo esposto l' indagine fu «riesumata» ma s' insabbiò di nuovo fino a quando il gip, su richiesta del pm, non ha archiviato tutto

 

Ma oggi, dice Selvaggia: «Basta tacere, dopo quello che è successo a Pamela e che poteva succedere a me, bisogna che queste cose vengano fuori». Anche perché il sospetto è che questi festini siano continuati e che il clima di omertà che c' è in città possa trovare fondamento nei ricatti incrociati. Vedremo se dopo lo scoop di RaiNews 24 il procuratore della Repubblica, Giovanni Giorgio, vorrà riprendere il filo di quella denuncia caduta nel vuoto 10 anni fa.

innocent oseghale

Come si è scoperto che Macerata è al centro di un ingentissimo traffico di droga controllato dai nigeriani, così ci sono segnali che la città è luogo di reclutamento di giovanissime prostitute - anch' esse nigeriane - che vengono «comprate» nei centri di accoglienza.

 

Già nel 2015 la Corte d' Assise di Macerata condannò a pene pesanti sette nigeriani per sfruttamento della prostituzione. Un' indagine condotta dall' allora procuratore antimafia di Ancona, Vincenzo Luzi, appurò che due uomini e cinque «madame» reclutavano le giovani in Nigeria, le facevano arrivare passando per i progetti di assistenza ai profughi e poi con riti wodoo le ricattavano fin quando le giovani non pagavano tra i 40.000 e i 60.000 euro.

 

innocent oseghale desmond lucky awelima lucky

E tutt' oggi alla stazione di Macerata giovanissime immigrate si vendono e le telecamere di sicurezza, le stesse che hanno inquadrato Pamela Mastropietro prima di essere uccisa, hanno filmato centinaia di incontri. Ma su questo fronte nessuna indagine pare sia stata aperta anche se il legame tra droga, prostituzione, criminalità nigeriana e delitto di Pamela sembra sempre più evidente. Del resto altre denunce attendono da più di un anno di sortire qualche effetto: sono quelle della Guarda di Finanza che imputa alle Onlus che si occupano dell' assistenza ai migranti un' abnorme evasione fiscale.

 

la morte di pamela mastropietro il fossato in cui e stato ritrovato il corpo

In particolare il Gus - oltre 35 milioni di fatturato provenienti interamente da soldi pubblici, 407 dipendenti, la più consistente azienda della provincia di Macerata - a cui il Comune attraverso il sindaco Carancini ha di fatto concesso il monopolio dell' assistenza ai migranti. L' Onlus presieduta da Paolo Bernabucci e guidata da Giovanni Lattanzi, responsabile nazionale delle politiche sociali del Pd, è accusata dalla Finanza di aver occultato redditi per 40 milioni e di aver evaso l' Iva per 6 milioni di euro.

PAMELA MASTROPIETRO

 

Intanto al Gus arrivano da Prefettura e Comune altri appalti milionari per ospitare profughi in una città e in una provincia che hanno già un numero rilevantissimo di migranti. Peraltro il Gus è la Onlus che si è occupata anche dell' accoglienza di Innocent Oseghale, il principale accusato del delitto Mastropietro.

 

LA MORTE DI PAMELA MASTROPIETRO - LUCKY AWELIMA

Ma ora alla luce della denuncia di Selvaggia c' è da capire se Pamela non sia stata vittima del giro dei balletti a luci rosse e se questo giro - ammesso esista ancora - non condizioni la vita pubblica di Macerata, se Pamela non sia incappata nel giro di chi, arrivato a Macerata accolto dalle Onlus, gestisce eroina e sesso. Oggi diventa indispensabile rileggere la presenza di esponenti del Black Axe - l' Ascia Nera una delle più feroci organizzazioni della mafia nigeriana - ai funerali di Emmanuel Chidi Namdi ucciso dopo una lite con l' ultrà Amedeo Mancini due anni fa a Fermo.

 

PAMELA MASTROPIETRO

Anche perché tra le province di Macerata e Fermo lo spaccio di droga e la prostituzione sono diventati fenomeni abnormi: si stima che tra Porto Sant' Elpidio, Civitanova, Macerata, Lido di Fermo, Porto Recanati e Numana ci siano 420 prostitute nigeriane clandestine. Queste fruttano circa 3.000 euro al mese ciascuna all' organizzazione.

 

È in questo contesto che s' inserisce il delitto di Pamela Mastropietro. È esasperato da questo degrado che Luca Traini il 3 febbraio sparò all' impazzata tenendo per due ore Macerata in ostaggio e ferendo sei immigrati. Ci si è mobiliatati contro il razzismo di Traini - al quale peraltro una recentissima perizia riconosce la seminfermità mentale - ma non si è guardato alla sostanza delle cose. E forse oggi anche il rapporto tra Traini e Pamela va riletto. Si è detto che i due non si conoscevano, ma nell' inchiesta ci sarebbero almeno 45 sms scambiati fra Pamela e Luca. I punti oscuri attorno al delitto di Pamela, col passare delle settimane, invece di diminuire sembrano aumentare. Intanto Macerata è sempre più sotto choc.

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO CON LA MADRE ALESSANDRA VERNI

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – DAJE E RIDAJE, CON CONTE IN MODALITÀ VENTRILOQUO DI TRAVAGLIO, CON I SONDAGGI CHE SPROFONDANO UN PD SUBALTERNO AL M5S SOTTO IL 20%, CON IL CAMPO LARGO RIDOTTO A UNO SPETTACOLO SEMPRE PIÙ UMILIANTE E GROTTESCO, ELLY AVRÀ PENSATO CHE ERA GIUNTA L'ORA DI FINIRLA: CARO GIUSEPPE, HA ROTTO IL CAZZO CON 'STE PROVOCAZIONI QUOTIDIANE SU EUROPA E UCRAINA, E SEMPRE CON QUEL TONETTO DA "PICCOLA, TORNA A PETTINARE LE BAMBOLE". ORA LA MISURA È COLMA: VEDIAMO CHI CE L'HA PIÙ LUNGO: “NEL PROGRAMMA UNO NON VALE UNO, IL PD HA IL DOPPIO DEI VOTI” - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE I NEURONI DI SCHLEIN FUORI DALLE SINAPSI È STATA LA DICHIARAZIONE DELL'AZZECCAGARBUGLI STELLATO: “ERO A FAVORE DI UN FEDERATORE NEL CENTROSINISTRA, MA MI È STATO DETTO DI NO”. UNA FRASETTA CHE HA STIZZITO OVVIAMENTE ELLY (MANCO NOMINATA), MA ANCHE GLI ESPONENTI DI SPICCO DEL VERTICE DEL M5S (IN PRIMIS, PATUANELLI), I QUALI DI UN EVENTUALE "TERZO UOMO" NON NE AVEVANO MAI SENTITO PARLARE - STASERA CONTE HA REPLICATO AL TURBO-VAFFA SPARATO DA ELLY FARFUGLIANDO LA SOLITA SUPERCAZZOLA CON SCAPPELLAMENTO NEL VUOTO DEI GAZEBO: "A QUESTO PUNTO NON CI SONO ALTERNATIVE ALLE PRIMARIE" (E LA GIOSTRA RICOMINCIA...) - VIDEO

sicilia toto cuffaro renato schifani gaetano armao geremia lombardo elvira amata gaetano galvagno

DAGOREPORT – IL TINTINNIO DI MANETTE FA TREMARE IL CENTRODESTRA SICILIANO IN VISTA DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2027 – LA RICHIESTA DI ARRESTO PER L’EX VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE, GAETANO ARMAO, MARITO DELL’EX “ZARINA” GIUSI BARTOLOZZI, ACCUSATO DI CORRUZIONE, HA FATTO SCALPORE. MA LE ANTENNE DI DAGOSPIA IN SICILIA CI SEGNALANO CHE IL NOME PIÙ “PESANTE”, IN TERMINI POLITICI, TRA I NOVE COINVOLTI NELL’INCHIESTA È QUELLO DI GEREMIA LOMBARDO, NIPOTE DELL’EX GOVERNATORE RAFFAELE - LOMBARDO È DEPUTATO DELL’MPA E PRESIDENTE DELL’UFFICIO DI QUESTURA DELL’ASSEMBLEA REGIONALE, DA DOVE PASSANO LE DECISIONI SULLE SPESE – I GUAI GIUDIZIARI DEL CENTRODESTRA NELL'ISOLA NON RISPARMIANO FDI: SONO A PROCESSO PER CORRUZIONE L’ASSESSORE AL TURISMO, ELVIRA AMATA, E IL PRESIDENTE DELL’ARS GAETANO GALVAGNO – E ORMAI È FUORI DAI GIOCHI ANCHE TOTO’ CUFFARO...

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO