pier gaetano marchetti bazoli massiah ubi banca

COME E' FINITO IL PROCESSO UBI? - BAZOLI E' STATO ASSOLTO DA OGNI IMPUTAZIONI, PER L'EX AD MASSIAH (ACCUSATO DI ILLECITA INFLUENZA DELL'ASSEMBLEA) È SCATTATA LA PRESCRIZIONE - PER PIER GAETANO MARCHETTI LA PROCURA AVEVA IPOTIZZATO LA FALSA TESTIMONIANZA: UN'IPOTESI CHE SEPPURE NON SIA STATA SPOSATA DAL COLLEGIO DEI GIUDICI CHE HANNO SCRITTO LA SENTENZA FINALE, PUÒ PORTARE SVILUPPI VISTO CHE E' STATA DISPOSTA LA TRASMISSIONE DEGLI ATTI ALLA PROCURA DI BERGAMO…

Giovanna Faggionato per "Domani"

 

carlo messina

Le motivazioni del maxi processo su Ubi Banca sembrano non interessare a nessuno al di fuori della provincia di Bergamo, stando alla copertura mediatica praticamente inesistente che hanno avuto.

 

Ubi Banca non c’è più, ridimensionata dopo la scalata di Carlo Messina a ramo di Intesa San Paolo, Banca d’Italia in quel processo ha rifiutato di costituirsi parte civile e secondo i giudici lo ha fatto perché le informazioni che aveva come autorità preposta alla stabilità del sistema finanziario erano sufficienti. Il decano dei banchieri italiani, Giovanni Bazoli, è stato assolto da ogni imputazione e con lui molti altri. Tutto è bene quel che finisce bene.

 

giovanni bazoli

Eppure si tratta di un maxi processo ai vertici di quella che è stata la quinta banca italiana e di una sentenza che in un paese normale avrebbe attirato molte più attenzioni. Prima di tutto perché l’ex l’amministratore delegato, Victor Massiah, è stato ritenuto colpevole del reato di tentata illecita influenza sull’assemblea, per essere stato a capo di una raccolta di deleghe per il voto in assemblea degli azionisti prive del delegato «in violazione palese delle regole normative» e condotta «in modo sistematico e organizzato».

 

Una raccolta a favore della lista del consiglio di amministrazione contro quella degli altri soci. A salvare dalla condanna il banchiere, che al momento ambisce a una ricollocazione e guarda a gruppi come Nomura, è intervenuta la prescrizione e la pandemia.

 

VICTOR MASSIAH

L’emergenza sanitaria ha dapprima contribuito al rinvio delle udienze, sotto l’ombrello di un decreto che prevedeva la sospensione dei termini di prescrizione, e poi una sentenza della Corte costituzionale ha dichiarato illegittima quella sospensione. Risultato: nell’ultima fase del processo, i tempi sono saltati e a giugno del 2021, il reato di Massiah è andato prescritto.

 

L’ALTRO PROTAGONISTA

In più c’è un altro protagonista di primo rango della finanza italiana di cui parlano quelle motivazioni ed è il notaio Pier Gaetano Marchetti, gran tessitore, in punta di diritto, degli equilibri e dei rapporti di forza economici del paese. Giurista a cui tutti si rivolgono, dalle stesse autorità di vigilanza, dai fondatori di Ubi Banca fino, giusto l’altro ieri, alle assicurazioni Generali alla ricerca di una nuova formula al riparo dalle obiezioni per la nomina della lista per il consiglio di amministrazione.

Bazoli e Victor Massiah

 

Per Marchetti la procura aveva ipotizzato la falsa testimonianza, una ipotesi che seppure non sia stata sposata dal collegio dei giudici che hanno scritto la sentenza finale, può portare sviluppi. I giudici, infatti, per Marchetti hanno disposto la trasmissione degli atti nuovamente alla procura di Bergamo.

 

Il pubblico ministero, si legge nelle motivazioni della sentenza «non ha inteso contestare singole risposte dal contenuto falso, ma correttamente ha mosso agli imputati un rimprovero complessivo, consistito nell’avere ostacolato l’autorità procedente negando l’esistenza di interazioni specifiche tra le due associazioni..., strumentali all’indicazione delle candidature per le cariche di Ubi banca o di società del gruppo».

 

Pier Gaetano Marchetti

Secondo i giudici non si può dire che siano state fatte dichiarazioni mendaci per ostacolare la vigilanza, è invece il caso di continuare a indagare e raccogliere evidenze sull’eventuale ostacolo. Almeno un fascicolo a Bergamo, dunque, resta aperto.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…