principe william kate middleton

COME SALVARE LA MONARCHIA? TOGLIENDO OGNI FORMA D’ARISTOCRAZIA - DOPO IL DISASTROSO TOUR NEI PAESI DEL COMMONWEALTH DOVE SONO RISULTATI “INOPPORTUNI E TROPPO IMPERIALISTI”, QUEI DUE MERLUZZI LESSI DI WILLIAM E KATE VOGLIONO RINUNCIARE AI TITOLI E AGLI INCHINI AL LORO COSPETTO - I DUE SEGUONO LE ORME DI HARRY E MEGHAN, CHE ALLONTANANDOSI DALLA CORTE E ANDANDO A VIVERE NEGLI STATI UNITI, SONO DIVENTATI PIU’ POP (E PURE PIU’ SIMPATICI)

Erica Orsini per “il Giornale”

 

katle middleton e il principe william 1

Chiamateci per nome, così, si spera, vi piaceremo di più. Ancora traumatizzati dal fallimento del loro ultimo tour nelle isole del Commonwealth, i Duchi di Cambridge hanno deciso che è ora di modernizzare la monarchia e bisogna farlo subito se si vuole che l'istituzione sopravviva. Perciò niente più titoli o servili inchini quando ci si trova al cospetto del principe William e della consorte Kate.

 

A rivelarlo è stato ieri il tabloid Sunday Mirror a cui una fonte vicino ai Reali avrebbe raccontato del loro desiderio di dare una forte scrollata al protocollo di corte, che appare ormai obsoleto e sorpassato.

Kate e William alla fattoria di cacao ai Caraibi 7

«Motivati dal disastroso viaggio ai Caraibi - avrebbe confidato la fonte - i Duchi vogliono essere più vicini, meno formali e tagliare i ponti con molte delle antiche tradizioni, per entrare più in sintonia con i tempi attuali».

 

Una mossa che non sorprende visto il codazzo di feroci polemiche e proteste che aveva accompagnato il loro primo viaggio di rappresentanza nei Paesi del Commonwealth. Organizzato in modo da essere un omaggio a quello trionfale della Regina e del Principe Filippo, il tour era invece finito per risultare inopportuno e troppo «imperialista».

 

Meghan, Harry, William e Kate

Proprio per questo sembra che la coppia, appena tornata a Londra, abbia convocato una riunione d'emergenza con i consulenti reali per fare il punto su che cosa non aveva funzionato e come migliorare la loro immagine e quella della stessa monarchia. Se infatti è il Principe Carlo il diretto successore al trono d'Inghilterra, al suo primogenito spetta l'incarico ben più oneroso dì riavvicinare l'istituzione ai sudditi della sua generazione. Sudditi molto spesso distratti e sempre più indifferenti, se non addirittura ostili ad una famiglia che negli ultimi anni ne ha combinate dì tutti i colori.

William e Kate

 

Secondo la fonte del Mirror, i Duchi di Cambridge sono ora perfettamente consapevoli di questa realtà e stanno pianificando tutta una serie di importanti ritocchi al galateo cerimoniale, a partire dall'abolizione dei titoli nobiliari e degli inchini di rito a cui vorrebbero rinunciare quando sono «in servizio». Del resto c'è chi li ha preceduti con un'azione ben più clamorosa. Il fratello di William, Harry e la moglie Meghan, hanno persino rinunciato ad ogni incarico di rappresentanza, pur di poter vivere la propria vita più liberamente. E sebbene siano stati criticati da molti, piacciono molto ai più giovani che li percepiscono più simili alla gente comune, sebbene siano ben lungi dall'esserlo realmente.

il matrimonio del principe william e kate middleton 5

 

Un buon palcoscenico per queste prove di moderna monarchia saranno sicuramente le celebrazioni del Giubileo di Platino di Elisabetta, che vedrà in campo l'intera famiglia reale a sostegno di una Regina sempre più fragile ed affaticata. È recente la notizia che, a causa dei suoi problemi di mobilità, la sovrana non sarà presente quest' anno ai tre «garden party» che si svolgeranno nel giardino di Buckingham Palace.

 

il principe william e kate middleton 6

Una cautela dovuta, visto il fitto programma di festeggiamenti per i 70 anni di Regno della monarca che avrà i suoi momenti più importanti nella prima settimana di giugno.

In programma, oltre ai ricevimenti dì rito, un mega concerto e la parata ufficiale lungo il Mall con il consueto saluto dalla balconata dì Buckingham Palace.

Tra gli eventi più attesi infine, il Derby dì Epsom, la corsa dei cavalli tanto amata dalla sovrana, prevista per il 4 giugno. Lilibet, come ormai tutti sanno, non se la perderebbe per nulla al mondo.

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?