barriera corallina

CORALLINA INDIGESTA – SCONTRO TRA L’AUSTRALIA E L’UNESCO SULLA BARRIERA CORALLINA: L’AGENZIA DELL’ONU VORREBBE INSERIRLA NELLA “LISTA NERA” DEL PATRIMONIO MONDIALE A RISCHIO (DOVE POTREBBE FINIRCI ANCHE VENEZIA) E QUESTO POTREBBE CAUSARE UN GROSSO DANNO D’IMMAGINE ALL’AUSTRALIA CON L'ESCLUSIONE DAL WORLD HERITAGE CHE SI TERRÀ A LUGLIO A FUZHOU IN CINA – DA CANBERRA SONO CONVINTI CHE LA SCELTA SIA STATA FATTA SOTTO PRESSIONE DELLA CINA, CHE...

Manila Alfano per "il Giornale"

 

BARRIERA CORALLINA

L'Australia non ci sta a finire nella lista nera dell'Unesco e ha già annunciato che impugnerà la decisione dell'Organizzazione di includere la Grande Barriera Corallina nella black list del Patrimonio mondiale in pericolo. La mossa era nell'aria da anni, eppure il governo australiano era sempre riuscito a respingerla. Questa volta si prepara battaglia.

 

Sarebbe infatti un danno enorme per l'Australia e il suo sistema corallifero, il più esteso del mondo, più grande dell'Italia e situato nel settore nord-orientale del Paese. L'Unesco sarebbe preoccupata dai livelli di inquinamento che stanno mettendo a rischio l'habitat e le creature viventi e minaccia così di «declassare» la Grande Barriera australiana.

 

BARRIERA CORALLINA

Lo stesso preoccupante monito arriva anche per l'Italia, il dito puntato su Venezia che insieme alla Grande Barriera Corallina potrebbero finire nella categoria «endangered» dei siti Unesco, la lista nera che indica le aree patrimonio dell'umanità considerate a rischio di sopravvivenza. Una lista che normalmente annovera luoghi minacciati dal clima, se non da guerre o da contingenze politico-economiche particolarmente disastrate. Insomma uno smacco anche sotto il profilo dell'immagine, che può essere addirittura il preludio all'esclusione dal World Heritage che si terrà a luglio a Fuzhou in Cina, Paese che al momento regista un rapporto con l'Australia non dei migliori.

 

BARRIERA CORALLINA

Un tema ambientale dunque o piuttosto politico? L'Australia avanza il sospetto che ci sia proprio la Cina a fare pressioni. «Ci appelleremo, ma Pechino ha molto potere, il meeting si svolge in casa loro, quindi non abbiamo molte speranze», ha spiegato alla Reuters una fonte governativa. Il comitato che si riunirà tra poche settimane avrà il compito delicatissimo di scegliere le new entry, ed escludere anche gli inadempienti. Non di scelte dettate dalla politica, ma di reazioni dettate da realtà oggettive parlano invece gli ambientalisti.

 

grande barriera corallina in australia

Nella bozza della decisione sullo status dei vari luoghi dichiarati come Patrimonio dell'Umanità, l'agenzia delle Nazioni Unite fa notare che il governo australiano deve prendere impegni «più forti e chiari» per proteggere lo stato della Grande Barriera Corallina, inclusa nel patrimonio mondiale dal 1981 e minacciata dal cambiamento climatico.

 

Secondo le organizzazioni ambientaliste, questa raccomandazione denuncia la mancanza di volontà del governo di Canberra di ridurre le emissioni responsabili dell'«effetto serra». Nella bozza della decisione sullo status dei vari luoghi dichiarati come Patrimonio dell'Umanità, l'Unesco fa preciso riferimento alla necessità di «migliorare la qualità dell'acqua» e quando parla del suo deterioramento fa esplicito riferimento agli episodi di sbiancamento dei coralli, conseguenza del surriscaldamento climatico.

barriera corallina australia

 

«Sono d'accordo che il cambiamento climatico globale è la più grande minaccia per le barriere coralline del mondo, ma è sbagliato, a nostro avviso, designare la barriera corallina meglio gestita del mondo in un elenco di siti in pericolo», ha osservato il ministro australiano dell'ambiente, Susan Ley.

 

la barriera corallina australiana

La Grande Barriera Corallina, che si estende per 2.300 chilometri ospita 400 tipi di corallo, 1.500 specie diversi di pesci e 4.000 varietà di molluschi; ha però cominciato a deteriorarsi negli anni '90 a causa del doppio impatto, da una parte il riscaldamento dell'acqua del mare, dall'altra l'aumento della sua acidità dovuto alla maggiore presenza di anidride carbonica nell'atmosfera.

piovra nella barriera corallinagrande barriera corallina, australia 2tetiaroa barriera corallinagrande barriera corallina, australiaGRANDE BARRIERA CORALLINA

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…