CRASSO CHE COLA - IL FINANZIERE, SOTTO PROCESSO PER LO SCANDALO BECCIU, CONTROLLA TRE SOCIETÀ NELLE ISOLE VERGINI BRITANNICHE. LO RIVELANO LE CARTE DEI “PANDORA PAPERS”, IN CUI IL NOME DI ENRICO CRASSO RICORRE PIU VOLTE - POCO PRIMA DI ESSERE TRAVOLTO DALLA VALANGA GIUDIZIARIA CHE LO HA PORTATO SUL BANCO DEGLI IMPUTATI, HA VENDUTO LA SUA CASA IN FLORIDA PER 1,3 MILIARDI. GLI SCHEMI OFFSHORE CHE HANNO PER AZIONISTA E BENEFICIARIO ECONOMICO L’EX CONSULENTE DEL VATICANO SONO TRE E…

Paolo Biondani, Vittorio Malagutti e Leo Sisti per https://espresso.repubblica.it/

 

ENRICO CRASSO

Nel gigantesco intrigo finanziario che va quest’oggi a processo in Vaticano, tra alti prelati, presunti falsari e consulenti d’alto bordo, c’è un filo rosso che porta a Miami, in un lussuoso appartamento della South Tower of Porto Vita, residenza esclusiva nel cuore del quartiere di Aventura. Enrico Crasso era solito trascorrere lunghi periodi in questo buen retiro per giocare a golf e rilassarsi.

 

LA LETTERA DI ENRICO CRASSO A ANGELO BECCIU

Quest’anno, però, niente vacanze americane. Crasso ha venduto la sua casa in Florida per 1,3 milioni di dollari (1,1 milioni di euro) nel febbraio scorso, poco prima di essere travolto dalla valanga giudiziaria che lo ha portato sul banco degli imputati insieme al cardinale Angelo Becciu, ex sostituto della Segreteria di Stato vaticana, e ad altri presunti complici come i finanzieri Gianluigi Torzi e Raffaele Mincione, tutti accusati di aver depredato le finanze della Santa Sede.

PROCESSO A ANGELO BECCIU IN VATICANO

 

L’appartamento messo in vendita era intestato alla HP Finance, una società di Miami citata nelle carte dell’inchiesta vaticana come uno degli snodi principali dei traffici illeciti di Crasso, che per oltre vent’anni, prima come manager del Credit Suisse e poi in proprio, ha gestito decine di milioni di euro su incarico, a partire dal 2012, del cardinale Becciu.

 

GIANLUIGI TORZI

Secondo la ricostruzione dei magistrati, una parte di quei soldi veniva sistematicamente dirottata nei conti bancari del consulente, ora chiamato a rispondere, tra l’altro, di peculato, estorsione, truffa e riciclaggio.

 

Adesso, grazie alle carte dei Pandora Papers, è possibile seguire le tracce del denaro fino al paradiso fiscale delle British Virgin Island (BVI), nei Caraibi. Il nome di Crasso, infatti, ricorre più volte nell’immenso archivio di società offshore, oltre 11,9 milioni di documenti, svelato dall’Icij (International consortium of investigative journalism) e pubblicato da L’Espresso in esclusiva per l’Italia.

PANDORA PAPERS

 

Sono tre gli schermi offshore delle Bvi che hanno per azionista e beneficiario economico l’ex consulente del Vaticano. Si chiamano Dexiafin group, Dexia structures re e Dexie Miami. Quest’ultima nel 2007 aveva acquistato un altro appartamento in un condominio di lusso a Miami, il Grovenor House nel quartiere di Coconut Grove. La casa, pagata 2,2 milioni di dollari (circa 1,9 milioni di euro) è poi stata rivenduta nel 2018 al prezzo di 2,7 milioni di dollari (2,3 milioni di euro).

RAFFAELE MINCIONE

 

Nell’atto depositato nel registro pubblico della Florida troviamo come compratore Miguel Angel Larach, un milionario dell’Honduras che l’anno successivo si è visto sequestrare su richiesta dei creditori gran parte del suo impero economico.

 

Sempre a Miami, nella locale filiale del grande istituto di credito svizzero Ubs, Crasso aveva aperto un conto intestato alla Dexiafin structures re, un’altra società delle Bvi che compare nei Pandora Papers.

 

fabrizio tirabassi enrico crasso gianluigi torzi

Secondo le carte dell’accusa, questa sponda bancaria sarebbe servita per muovere buona parte dei 7 milioni di euro al centro di una manovra truffaldina. In sostanza, la Segreteria di Stato ha sottoscritto titoli strutturati (credit link notes) legati a obbligazioni della Dexiafin Municipal Agency, ma l’investimento sarebbe stato deciso sulla base di documentazione falsa.

 

I soldi in teoria destinati ad acquistare i bond sono invece approdati all’Ubs di Miami sul conto della Dexiafin structures re. Chiamato in causa dagli inquirenti vaticani, Crasso ha dapprima respinto questa ricostruzione per poi ammettere, nell’interrogatorio del 9 dicembre dell’anno scorso, che il «documento era stato effettivamente predisposto» da lui.

 

PANDORA PAPERS

Il gioco di sponda via British Virgin Islands è solo una delle numerose complesse operazioni di cui il consulente per quasi trent’anni di casa in Vaticano è ora chiamato a rispondere in Tribunale. È stato Crasso, nel 2013 a introdurre in Vaticano Raffaele Mincione, il finanziere con base a Londra destinato di lì a poco a diventare, come viene definito dagli inquirenti, “l’indiscusso dominus delle politiche d’investimento della Segreteria di Stato”, suggeritore e principale beneficiario del fallimentare investimento nel palazzo londinese di Sloane Avenue, pagato 200 milioni di dollari.

 

fabrizio tirabassi enrico crasso gianluigi torzi

Nel frattempo, lasciato il Credit Suisse nel 2014, Crasso si è messo in proprio con sua fiduciaria personale a Lugano, la Sogenel e poi, dal 2016, è arrivato a gestire oltre 70 milioni di fondi del Vaticano con un fondo d’investimento di Malta, il Centurion. Denaro che è stato impiegato nelle iniziative più disparate, comprese alcune che potevano risultare imbarazzanti per la Santa Sede come il film hollywoodiano Rocketman, sulla vita del cantante Elton John.

GIANLUIGI TORZI

 

La lista delle operazioni sospette comprende anche l’acquisto di 7 milioni di obbligazioni della già citata Hp finance di Miami. Nel 2016 Crasso propose questo investimento alla Segreteria di Stato, senza rivelare, però, di essere il proprietario della società che avrebbe incassato quei soldi. Un’altra accusa, l’ennesima, per il finanziere che, contattato dall’Icij, si dichiara innocente ma ormai rassegnato alla condanna. «È un verdetto già scritto», dice. «Il Papa detta legge e tutti obbediscono».

giovanni angelo becciuPROCESSO A ANGELO BECCIU IN VATICANO

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…