piercamillo davigo luca palamara

DAVIGO UNA NE FA E CENTO NE DICE - AL PROCESSO PER RIVELAZIONE DEL SEGRETO CHE VEDE SUL BANCO DEGLI IMPUTATI LUCA PALAMARA E STEFANO ROCCO FAVA (ACCUSATI DI AVER MESSO IN PIEDI NEL 2019 UNA CAMPAGNA DENIGRATORIA CONTRO PIGNATONE E PAOLO IELO), DAVIGO AMMETTE: “ESCLUDO CHE FAVA MI DISSE CHE VOLEVA PRESENTARE UN ESPOSTO CONTRO PIGNATONE E IELO” - PECCATO CHE LO STESSO “PIERCAVILLO” FOSSE GIUDICE DISCIPLINARE NEL COLLEGIO CHE HA RADIATO DALLA MAGISTRATURA LUCA PALAMARA CHE ORA SBOTTA: “SONO SCONVOLTO DAL FATTO CHE DAVIGO MI ABBIA GIUDICATO SENZA CONOSCERE NEMMENO IL CONTENUTO DELL'INCOLPAZIONE CHE MI RIGUARDAVA…”

piercamillo davigo in tribunale a brescia per il caso amara 1

Paolo Ferrari per “Libero quotidiano”

 

«Dopo tutta una serie di vicende sono arrivato anche a ipotizzare che Ardita mi fosse stato mandato dietro da Cosimo Ferri». Sono volati gli stracci ieri al tribunale di Perugia fra Piercamillo Davigo ed il magistrato antimafia Sebastiano Ardita. L'ex pm di Mani pulite era stato chiamato come testimone nel processo per rivelazione del segreto che vede sul banco degli imputati Luca Palamara e Stefano Rocco Fava, quest' ultimo già pm a Roma ed ora giudice al tribunale di Latina.

luca palamara foto di bacco

 

Palamara e Fava sono accusati di aver messo in piedi nella primavera del 2019 una campagna denigratoria per screditare l'allora procuratore della Capitale Giuseppe Pignatone ed il suo vice Paolo Ielo.

 

Palamara, in particolare, avrebbe "istigato" Fava a presentare un esposto al Csm dove si evidenziavano alcune mancate astensioni di Pignatone e Ielo in diversi procedimenti penali. La campagna avrebbe raggiunto l'apice con degli articoli pubblicati il 29 maggio 2019 su Il Fatto Quotidiano e La Verità.

 

ielo pignatone

Anche se gli autori dei pezzi avevano negato qualsiasi coinvolgimento di Palamara e Fava, i due magistrati erano stati comunque rinviati a giudizio. Ma torniamo alla testimonianza di Davigo. Prima dei fatti dell'hotel Champagne il suo rapporto con Ardita era solidissimo. Insieme avevano scritto Giustizialisti, così la politica lega le mani alla magistratura, un libro edito da Paperfirst (casa editrice del Fatto).

 

Come raccontato dall'ex pm, Ardita voleva fare proselitismo a Roma in vista delle elezioni dell'Anm e aveva organizzato a marzo del 2019 un pranzo con Fava. Durante il pranzo, puntualizza però Davigo, «escludo categoricamente che Fava mi disse che voleva presentare un esposto contro Pignatone e Ielo. Se mi avesse detto che intendeva presentare un esposto contro Ielo, me ne sarei ricordato, visto che conosco quest' ultimo da anni come un pm integerrimo».

SEBASTIANO ARDITA

 

E qui entra in ballo Ferri, ora deputato renziano. Davigo e Ardita sono infatti fra i fondatori di Autonomia&indipendenza, la corrente nata dopo la scissione dal gruppo di Magistratura indipendente a seguito di contrasti con l'allora leadership di Ferri. In questo scenario fratricida, dove nessuno si fida dell'altro, Davigo è stato però il giudice disciplinare che ha composto il collegio che ha radiato Palamara dalla magistratura.

 

piercamillo davigo

«Contrariamente a quanto dichiarato da Davigo in aula, io non ho mai avuto nessuna contestazione per concorso nell'esposto nei confronti di Ielo. Sono sconvolto dal fatto che il mio giudice cioè Davigo mi abbia giudicato senza conoscere nemmeno il contenuto dell'incolpazione che mi riguardava», ha detto allora Palamara, prendendo la parola dopo Davigo.

 

«Questa deposizione rafforza i miei ricorsi fatti alla Corte Europea per essere stato giudicato da un giudice che non è stato terzo e imparziale. Io mi auguro che Davigo possa fare chiarezza su quello che ha raccontato oggi senza trincerarsi dietro a omissioni o non ricordo: non può passare il messaggio che la giustizia sia vendetta», ha quindi aggiunto l'ex magistrato.

 

giuseppe pignatone

Sempre ieri il gup di Roma ha disposto nuove indagine sulla ex segretaria di Davigo, accusata di aver diffuso i verbali degli interrogatori di Piero Amara. Verbali che erano stati consegnati dal pm milanese Paolo Storari all'ex paladino di Mani Pulite.

 

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