andrea scanzi

DIO CE NE SCANZI - COME HA FATTO IL "CAREGIVER DI SE STESSO" A SALVARSI DALLA PROCURA? IL DIRETTORE DELLA ASL DI AREZZO HA DICHIARATO DI ESSERSI SBAGLIATO PER UN CASO DI OMONIMIA! – FACCI: “POCO SPETTABILE ANDREA SCANZI, HAI CONTINUATO A DESCRIVERTI COME ER MEJO FICO DER BIGONCIO, A DIRE CHE TUTTI TI CRITICAVANO PER INVIDIA. ERI UN BANALE CAGASOTTO CHE HA CERCATO UNA CORSIA PRIVILEGIATA, MA LA NOSTRA OPINIONE SU DI TE RESTA IMMUTATA..."

andrea scanzi

1 - SCANZI

Filippo Facci per "Libero quotidiano"

 

Poco spettabile Andrea Scanzi, vorremmo chiudere il caso del vaccino che ti hanno fatto senza che tu ne avessi diritto, saltando la fila. Chiuderla qui è la cosa migliore, anche perché altri (tipo il tuo giornale) ti avrebbero viceversa bollato sine die. Noi no. La procura di Arezzo ha chiesto l’archiviazione: ha scritto che non rientravi in nessuna categoria particolare e che non avevi diritto ad anticipare il vaccino, ma questo, secondo il pm, non ha configurato reati in virtù della riforma dell’abuso d'ufficio, riforma che dalle tue parti è stata combattuta ferocemente.

 

Meno male che avete perso anche questa. Noi non auguriamo a nessuno conseguenze giudiziarie (non per queste cose) e ci basta che i fatti siano stati messi nero su bianco, sperando che il gip accolga l’archiviazione.

filippo facci

 

Preso da ego-bulimia, il 22 marzo avevi raccontato ai lemuri dei tuoi social che avevi ricevuto il vaccino come «riservista» in qualità di «caregiver familiare».

 

Due balle, come è stato accertato ascoltando i responsabili della Asl. Hai fatto tutto da solo, e hai continuato a descriverti come er mejo fico der bigoncio, a dire che volevi fare da esempio (tu) e a dire che tutti ti criticavano per invidia, o perché vorrebbero essere come te. Eri un banale cagasotto che ha cercato una corsia privilegiata, ma la nostra opinione su di te resta immutata. Bastava una parola prima, ci basterà in futuro.

ANDREA SCANZI SI VACCINA BY OSHO

 

2 - 'SCANZI NON AVEVA IL DIRITTO DI VACCINARSI MA NON C’È REATO': IL PM CHIEDE DI ARCHIVIARE

Salvatore Mannino per "La Nazione  - Arezzo"

 

Non aveva il diritto di vaccinarsi, anche se non ha commesso alcun reato. E’ il giudizio, non esattamente l’ideale in termini di immagine, col quale il Pm Marco Dioni chiede l’archiviazione del fascicolo sulla dose di Astrazeneca somministrata il 21 marzo ad Andrea Scanzi, il più popolare dei giornalisti aretini, influencer e opinion leader di prima grandezza nel panorama mediatico nazionale, uno che spesso si autodefinisce come il più seguito in Italia sui social, forte del suo milione di follower che però per quella dose galeotta gli ri rivoltarono contro, a lui che si considera, ed è considerato, un maestro nel girare in proprio favore il vento che spira su Facebook, Twitter e gli altri social media.

ANDREA SCANZI MARCO TRAVAGLIO

 

Caso chiuso, anche se Scanzi non è mai stato indagato: quello nei suoi confronti è sempre rimasto un modello 45, cioè un fascicolo senza ipotesi di reato. La bufera che ne è nata, quella che portò alla temporanea sparizione del giornalista dagli schermi di Rai Tre («Carta bianca» di Bianca Berlinguer) e la 7 (Otto e mezzo di Lilli Gruber), quella che l’ha portato a difendersi con le unghie e coi denti dalla stanza di un lussuoso relais trentino in cui era in cura, quella anche che gli è costato il rimprovero di Marco Travaglio, direttore del suo giornale, il «Fatto Quotidiano, è rimasta una tempesta mediatica, di cui qualcuno dei tanti nemici che si è fatto negli anni per la sua penna tagliente, ha approfittato per regolare qualche conto, ma senza conseguenze giudiziarie.

 

SCANZI CRUCIANI FACCI

 

L’unico reato astrattamente ipotizzabile, l’abuso d’ufficio a carico del dirigente Usl che lo indirizzò all’hub del Palaffari, avrebbe richiesto un’espressa violazione di legge o atto avente forza di legge. Ma tutte le norme che regolano la vaccinazione sono linee guida, al massimo regolamenti amministrativi.

 

meme su Andrea Scanzi

E poi, scrive Dioni, i comportamenti non si sono mai elevati al rango del dolo, rimanendo colposi, cioè imprudenti o negligenti. Conviene comunque riassumere. Scanzi, almeno questo è il suo racconto, contatta il suo medico di famiglia e si dichiara disponibile a ricevere una dose di Astrazeneca fra quante ne avanzano dopo la giornata di iniezioni. Il dottore lo indirizza alla Usl e il direttore del distretto Evaristo Giglio, dopo qualche settimana, lo avvia al Palaffari dove avviene la vaccinazione.

 

andrea scanzi e il vaccino - meme

A che titolo? Lo stesso giornalista avanzerà più di uno scenario: semplice volontario per le dosi in eccesso, caregiver di genitori malati, testimonial. In realtà, secondo Dioni, «sulla scorta delle linee guida e delle raccomandazioni non aveva alcun diritto di essere vaccinato, non rientrando in alcune delle categorie delle linee guida», anche se «in quel momento la situazione era particolarmente confusa».

 

ANDREA SCANZI CON IL PADRE LUCIANO

In effetti, era il marzo difficile in cui la campagna di massa stentava ancora a decollare, specie in Toscana, coi quarantenni come Scanzi spesso vaccinati prima degli over 80 ancora in mezzo al guado e dei settantenni e sessantenni fermi al palo. Fu per questo che la confessione social del giornalista scatenò il dagli al «furbetto».

Giglio, sentito sia nell’indagine Usl che in quella della procura, riconosce di aver sbagliato, «ritenendo che appartenesse alla categoria dei caregiver», anche se la certificazione sulla quale si basò era quella di un’omonima della madre di Scanzi. Colpa non dolo. Il passato appunto, il presente è fatto di un’archivazione imminente.

andrea scanzi con i suoi genitorigiuseppe conte con andrea scanzi e il cazzaro verdeLA REGINA DEGLI SCANZIANDREA SCANZI BY KRANCICandrea scanzistanza hotel palace di merano stanza hotel palace di merano ANDREA SCANZI CON IL PADRE LUCIANO

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