iphone processi streaming

DIRITTO DI STREAMING – I MAGISTRATI VOGLIONO CHE LE UDIENZE PENALI DA REMOTO DIVENTINO LA REGOLA. DALL’ANM A DAVIGO E PIERO GRASSO, IN MOLTI SONO FAVOREVOLI E PARLANO DI OPPORTUNITÀ – GLI AVVOCATI NON LA PENSANO ALLO STESSO MODO E ATTACCANO LE “SPINTE GIUSTIZIALISTE” DEL GOVERNO: “È INCOMPATIBILE CON I PRINCIPI COSTITUZIONALI. IMPLICAZIONI DEVASTANTI”

 

 

Cristina Bassi per “il Giornale”

 

Piercamillo Davigo

Il processo da remoto, anche detto «smaterializzato» o «cancellato dall' Amuchina», è il futuro della giustizia oppure spazza via una serie di diritti sanciti dalla Costituzione? Con la conversione in legge del decreto Cura Italia le udienze via webcam, almeno per i casi «urgenti», sono una realtà.

 

nicola gratteri

Una strada alternativa al dibattimento in carne e ossa che è stata messa nero su bianco e che spaventa molti. Il timore è che possa essere battuta anche dopo l' 11 maggio, giorno fino a cui le udienze in aula sono ferme per l' emergenza Coronavirus. Sui fronti opposti stanno, a grandi linee, i magistrati (ma non solo) e gli avvocati. Al Csm la corrente che fa capo a Piercamillo Davigo, Autonomia e Indipendenza, ha proposto che le novità «telematiche» diventino la regola, anche dopo la fine del lockdown.

 

piercamillo davigo

Nicola Gratteri ha argomentato a Otto e mezzo: «Se il potere politico avesse dato ascolto alla mia commissione del 2014, quando parlavo di processo a distanza, e quindi di convalida degli arresti con il detenuto in carcere, il giudice nel suo ufficio, il pubblico ministero nel suo e l' avvocato da casa, oggi saremmo arrivati preparati e avremmo risparmiato non milioni ma bilioni di euro».

 

piero grasso con i giornali del gruppo espresso

Pure Piero Grasso ha definito una «opportunità» la possibilità di effettuare le udienze penali da remoto. Si è detto «favorevole» all' opera di «ammodernamento della macchina giustizia anche mediante la digitalizzazione». A Italpress ha dichiarato: «Lo sostengo da anni». Non solo: «Non si capisce questo clima di scontro e barricate» da parte degli avvocati «verso strumenti che non saranno mai obbligatori ma condizionati» alle circostanze. Da parte sua l' Anm spiega che il processo da remoto «è l' unica risposta adeguata» alla situazione. Risposta che «consentirà una parziale ma significativa ripresa delle attività nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale e delle ulteriori cautele che dovranno accompagnare le nostre vite nelle prossime settimane. Non si tratta di derogare ai principi e alle garanzie proprie del modello costituzionale di processo».

luca poniz

 

Questa disciplina, assicura l' Associazione nazionale magistrati, durerà solo fino al superamento dell' emergenza. Tuttavia non è razionale «rimettere alla sola volontà delle parti la scelta della modalità da remoto». Sottolinea il presidente Luca Poniz (Rai Radio1): «Nessuno immagini scenari orwelliani». Le polemiche sono «senza fondamento» per una soluzione «strettamente legata a questa fase». Comunque, nella fase della ripresa «bisognerà continuare con i processi a distanza» nell' attesa di riaprire le aule «a macchia di leopardo».

 

gian domenico caiazza

I presidenti delle Camere civili e delle Camere penali, Antonio De Notaristefani e Gian Domenico Caiazza, si ribellano all'«intervento a gamba tesa» dell' Anm e alle «spinte giustizialiste» del governo. Il processo da remoto, si legge in una nota, ha «devastanti implicazioni» ed è incompatibile «con i principi costituzionali». Ancora: «Le dichiarazioni di alcuni (soliti) magistrati adusi ai proclami mediatici svelano poi il disegno di rendere tali misure, che oggi si intendono sperimentare, stabili nel nostro ordinamento». Aggiunge Caiazza: «Non c' è nulla di più fisico della discussione in aula». Così gli avvocati milanesi Eugenio Losco e Mauro Straini sul blog Giustiziami: «Il processo è innanzitutto un diritto dell' imputato», fin qui basato su «tre fondamentali pilastri: oralità, immediatezza, contraddittorio». Un rito oggi compresso nelle due dimensioni di uno schermo, spazzato via «con un colpo di Amuchina» che rende «impossibile» esercitare la difesa.

GIAN DOMENICO CAIAZZAluca poniz 1

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…