tiziano renzi laura bovoli

I DOLORI DI BABBO RENZI - SULLA VICENDA CONSIP E’ IN ARRIVO LA DECISIONE DEL GUP, CHE A LUGLIO HA GIÀ RESPINTO LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEI PM - IL PROCEDIMENTO PER IL FALLIMENTO DELLE TRE COOPERATIVE CHE RUOTAVANO ATTORNO AI RENZI, LA “DELIVERY SERVICE ITALIA”, LA “EUROPE SERVICE” E LA “MARMODIV”, APPRODA ALL' UDIENZA PRELIMINARE. IL GUP, SU RICHIESTA DELLA PROCURA DI FIRENZE, HA FISSATO LA CAMERA DI CONSIGLIO PER IL 9 GIUGNO…

1 – IN ARRIVO LA DECISIONE DEL MAGISTRATO SU TIZIANO RENZI PER IL CASO CONSIP

TIZIANO RENZI

Giacomo Amadori per “la Verità”

 

In queste ore è attesa la decisione del giudice dell' udienza preliminare del Tribunale di Roma Gaspare Sturzo sulla vicenda Consip e c' è chi scommette che la sua ordinanza giungerà a conclusioni molto diverse da quelle della Procura di Roma. Il giudice a luglio aveva respinto la richiesta di archiviazione dei pm per Tiziano Renzi (accusato di traffico di influenze illecite) e altri nove, tra cui l' ex ministro Luca Lotti (per l' imputazione di rivelazione di segreto), l' imprenditore napoletano Alfredo Romeo e l' ex parlamentare di Futuro e libertà Italo Bocchino.

 

Secondo voci di corridoio negli ultimi giorni la toga siciliana avrebbe limato gli ultimi punti di una robusta ordinanza. La lunga incubazione del provvedimento e la sua ipotizzata corposità (solitamente l' accoglimento di una richiesta di archiviazione è un atto stringato) fanno ipotizzare a molti che il gup potrebbe disporre il rinvio giudizio coatto di gran parte degli indagati.

 

Del resto aveva già preso questa decisione controcorrente nel processo al broker di Carlo De Benedetti, quel Gianluca Bolengo che aveva scommesso sulle azioni delle banche Popolari dopo che lo stesso De Benedetti aveva appreso a Palazzo Chigi dall' allora premier Matteo Renzi che stava per essere licenziato un decreto sul tema. Grazie a quell' imbeccata l' ex patron del gruppo Gedi portò a casa una bella plusvalenza da 600.000 euro.

tiziano renzi con la moglie

 

CELLE TELEFONICHE

Per il pm napoletano Henry John Woodcock e il maggiore Gianpaolo Scafarto tra Renzi senior e Romeo ci sarebbero stati incontri e promesse di denaro per il ruolo di facilitatore di Tiziano. I magistrati di Roma, invece, hanno chiesto ben due volte il proscioglimento di babbo Renzi e dei suoi coindagati, l' ultima nell' ottobre scorso, dopo un supplemento di investigazioni.

 

Per gli inquirenti capitolini «non sono stati individuati elementi da cui inferire la conoscenza e la condivisione da parte di Tiziano Renzi delle trattative che Russo stava conducendo con Romeo anche a suo nome», ovvero un contratto da 30.000 euro al mese per il babbo e di 5.000 ogni 60 giorni per Russo per il loro ruolo di lobbisti.

GIANPAOLO SCAFARTO

 

Eppure, come ha certo notato anche il gup, «un probabile incontro» tra Romeo e Renzi ci sarebbe stato, nel luglio del 2015. I carabinieri sono riusciti, incrociando le celle telefoniche a individuare un abboccamento del terzetto a Firenze, mentre non sono riusciti a stabilire con certezza incroci tra i tre a Roma, per la vastità dell' area coperta dai ripetitori, almeno inizialmente.

 

Che il babbo e l'imprenditore si siano visti sarebbe confermato anche dalle chat estratte dal cellulare di Russo (a Tiziano gli inquirenti non hanno sequestrato il telefonino) che registravano «le buone impressioni» che Romeo e Renzi senior avrebbero tratto l' uno dell' altro. Qualunque sarà la decisione di Sturzo, il padre dell' ex Rottamatore è il convitato di pietra, seppur non imputato, anche nel filone dell' inchiesta già approdata a processo e che vede alla sbarra Lotti e i generali in pensione Emanuele Saltalamacchia e Tullio Del Sette (i primi due accusati di favoreggiamento all' ex ad di Consip Luigi Marroni, il terzo anche di rivelazione di segreto).

luigi marroni foto di bacco

 

Infatti in aula verranno ascoltati decine di testimoni e alcuni di loro dovranno rispondere a domande riguardanti anche Renzi senior e gli scoop della Verità. In un articolo del novembre 2016 avevamo rivelato che Tiziano aveva ricevuto una soffiata su un' inchiesta a suo carico e avevamo scritto che aveva «convocato l' amico sindaco di Rignano Daniele Lorenzini e vari politici del Pd, compresi diversi collaboratori del figlio» per condividere con loro le sue preoccupazioni.

 

Dopo il nostro articolo i carabinieri del Noe piazzarono delle cimici nel giardino della villa dei genitori dell' ex premier Matteo Renzi e Lorenzini è stato sentito due volte su questo punto ed è stato inserito dal pm Mario Palazzi nella lista dell' accusa. Il primo cittadino, oltre a confermare quanto da noi scritto, aggiunse che Tiziano Renzi «temeva di essere arrestato» e che a una grigliata era stato consigliato dal generale Saltalamacchia «di non parlare al telefono».

MATTEO E TIZIANO RENZI

 

le ceneL' altro nostro scoop finito al centro delle indagini riguarda l' ex tesoriere del Pd campano Alfredo Mazzei. A fine dicembre 2016 il commercialista ci raccontò di una cena a cui avrebbero partecipato l' imprenditore Romeo, Renzi senior e l' aspirante faccendiere Carlo Russo, all' epoca stretto collaboratore del babbo. Dopo quell' intervista Mazzei fu convocato dai carabinieri e successivamente venne sentito dai magistrati di Roma, ai quali confermò: «Romeo mi raccontò che il Russo aveva organizzato un pranzo o una cena in un ristorante di Roma, a cui, oltre che lo stesso Russo, vi era il Renzi Tiziano».

 

TULLIO DEL SETTE

 Il 10 ottobre 2017 Mazzei ha riferito ulteriori particolari: «Romeo mi disse di essere rimasto sorpreso dalle modalità e dal luogo dell' incontro: lo avevano portato (non specificò chi) in un palazzo a Roma e, varcato il portone, erano usciti da un ingresso secondario che affacciava su una diversa strada, ove vi era un locale, piuttosto disadorno, nel quale aveva incontrato Carlo Russo e Tiziano Renzi». I magistrati capitolini non hanno considerato tutti questi elementi sufficienti a chiedere il rinvio a giudizio di Renzi senior. Il giudice Sturzo potrebbe essere di diversa opinione.

 

2 – BABBO E MAMMA DEL BULLO VERSO IL PROCESSO PURE PER I CRAC DELLE COOP

Fabio Amendolara per “la Verità”

CARLO RUSSO

 

Il procedimento per il fallimento delle tre cooperative che ruotavano attorno ai Renzi, la Delivery service Italia, la Europe service e la Marmodiv, approda all' udienza preliminare. Il gup, su richiesta della Procura di Firenze, ha fissato la camera di consiglio per il 9 giugno. Gli imputati sono 18. E tra loro ci sono i genitori del già Rottamatore, babbo Tiziano e mamma Laura, e la galassia che gli girava intorno. L' inchiesta, coordinata dal pm Luca Turco, è quella che esattamente un anno fa portò i genitori del leader di Italia viva ai domiciliari per 18 giorni.

 

tiziano renzi e laura bovoli

Ai due, come da avviso di conclusione delle indagini preliminari che fu notificato all' indomani della Leopolda, viene contestato l' utilizzo e l' emissione di fatture per circa 390.000 euro che avrebbero prodotto un' evasione, tra Iva non pagata, Ires e Irap, di circa 204.000 euro. Curioso che la contestazione sia arrivata proprio mentre il leader di Italia viva stava battagliando per alzare la soglia oltre la quale per gli evasori scatterebbero le manette.

 

La prima accusa è quella di aver cagionato in modo doloso il crac della Delivery service Italia, dichiarata fallita il 17 giugno 2015. Per quel crac sono indagati, oltre ai genitori, considerati amministratori di fatto, anche gli ex componenti del cda: si va da Pier Giovanni Spiteri, amico fotografo della famiglia Renzi, a Roberto Bargilli, ex autista del camper del fu Rottamatore alle primarie per la carica di segretario del Pd, da Simone Verdolin a Pasqualino Furii (altro storico collaboratore del babbo con precedenti per bancarotta).

LAURA BOVOLI E TIZIANO RENZI

 

Nell' elenco compaiono anche Mariano Massone e la moglie Giovanna Gambino, accusati pure loro di essere stati per un periodo amministratori di fatto. La coppia ha collaborato per anni con i genitori dell' ex premier in diverse avventure imprenditoriali.

 

Per quanto riguarda la Europe service, fallita ad aprile 2018, invece i Renzi, indicati come «amministratori di fatto fino a dicembre 2012», sono accusati di aver sottratto, «con lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto e di recare pregiudizio ai creditori», i libri e le altre scritture contabili. La maggior parte degli indagati è sotto accusa anche per la gestione della Marmodiv, dichiarata fallita nel marzo 2019. Per esempio i coniugi Renzi e Spiteri nella dichiarazione Iva del 2015 e nel modello Unico dello stesso anno presentato ai fini Ires avrebbero inserito 32 fatture considerate dall' accusa fittizie e utilizzate per abbattere gli utili.

 

Giuseppe Mincuzzi, presidente del cda fino al marzo 2018, babbo Renzi, Massone e il genovese Massimiliano Di Palma (legale rappresentante della Dmp Italia) avrebbero infine aggravato, secondo i magistrati, il dissesto della società con una «colpa grave». Quale?

laura bovoli

 

Durante la procedura prefallimentare avrebbero stipulato un contratto di cessione di ramo d' azienda della Marmodiv in favore della Dmp Italia, ma non vi avrebbero dato esecuzione, non trasferendo i dipendenti all' acquirente, né saldando i debiti entro il 31 dicembre 2018. I costi di gestione sarebbero rimasti a carico della Marmodiv, che addirittura avrebbe fornito servizi alla Dmp Italia senza conseguire alcun ricavo. L' unico ad uscire di scena è l' avvocato Luca Mirco, già presidente della Marmodiv, che compariva nell' avviso di chiusura indagini e che non è nell' elenco degli imputati. Le sue memorie difensive devono aver convinto la Procura ad avanzare una richiesta di archiviazione.

LAURA BOVOLI MAMMA MATTEO RENZI

 

Tutti gli altri dovranno presentarsi in tribunale il 9 giugno. La richiesta di rinvio a giudizio non ha sorpreso i difensori dei coniugi Renzi, gli avvocati Federico Bagattini e Lorenzo Pellegrini, che hanno dichiarato: «Era ampiamente scontata, trattandosi della questione per la quale i Renzi sono stati arrestati, provvedimento poi annullato dal Tribunale del riesame». Che, però, nelle motivazioni confermò l' esistenza dei gravi indizi di colpevolezza. «Nel merito», comunque, sostengono gli avvocati, «siamo assolutamente convinti che in sede processuale dimostreremo come non vi sia alcun nesso tra il fallimento della Marmodiv e l' attività dei Renzi, che erano clienti e non amministratori». Ora sarà il giudice a stabilirlo.

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