erri de luca

ERRI MOSCIO – DE LUCA AL SALONE DEL LIBRO SE LA PRENDE CON GLI ANZIANI CHE RUBANO IL FUTURO AI GIOVANI: “MI DÀ FASTIDIO CHE ANDIATE A VOTARE, MA COME VI PERMETTETE?” – LA PROVOCAZIONE DEL CONFORMISTISSIMO SCRITTORE CHE HA DIFESO IL TERRORISTA CESARE BATTISTI, ESORTATO A SABOTARE I LAVORI DELLA TAV E SI FACEVA SELFIE CON L’EX BRIGATISTA BALZARANI...

Alfonso Piscitelli per “la Verità”

 

ERRI DE LUCA AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO

«Morte ai vecchi!», o perlomeno morte civile con la privazione del diritto di voto, è l' ultimo grido di pace e amore che si è levato dall' appena concluso Salone del Libro di Torino del 2019 con la voce di Erri De Luca. Che almeno, dall' alto dei suoi quasi 70 anni, non può essere accusato di interesse personale; sicuramente di interesse ideologico.

 

De Luca parla con una cadenza napoletana, un po' alla «professor Bellavista», ma quel che dice non riflette la bonomia del personaggio partenopeo creato da Luciano De Crescenzo. Il vecchio intellettuale, già membro del servizio d' ordine di Lotta Continua, ragiona davanti a un pubblico amico sui pericoli dei nazionalismi e la soluzione che propone è drastica: l' abolizione del suffragio universale, con la speranza che gli orientamenti elettorali dei giovani riescano a salvare l' Unione europea dal rischio di naufragio.

 

erri de luca

Il voto dei vecchi non può valere quanto quello dei giovani, sostiene: «Mi dà fastidio che andiate a votare, ma come vi permettete?» chiede ai suoi coetanei. E dal momento che questa forma di discriminazione non è sanzionata penalmente, può esprimere tranquillamente il suo concetto. Certamente si tratta di una provocazione e De Luca pensa di essere brillante nel buttarla lì, tra i frequentatori del Salone che già si sono inebriati nel cantare Bella Ciao allo stand Feltrinelli invocando, democraticamente, la cacciata dell' autrice del libro Io sono Salvini.

 

Il punto è che la boutade di De Luca ha il sapore delle provocazioni conformiste. In passato De Luca era stato più esplosivo nel difendere il pluriomicida Battisti o nell' esortare al sabotaggio dei lavori della Tav o nel farsi selfie con la ex brigatista Barbara Balzarani, sostenendo che la «lotta» degli anni Settanta quando era all' ombra delle bandiere rosse non era terrorismo. Ma ora che ripete il motivo risaputo dei vecchi che non sanno votare, più che provocante, risulta essere patetico.

BARBARA BALZERANI CON ERRI DE LUCA

 

Il simpatico vecchietto che ancora si atteggia a rivoluzionario ripete a modo suo il panegirico dell' Europa e lo stesso interminabile elogio che risuona in altre circostanze ben poco rivoluzionarie come il discorso di Capodanno dal Quirinale. Dice De Luca riferendosi ai mitici giovani: «Con la stessa moneta si possono prendere un caffè dappertutto. Il loro titolo di studio vale dovunque in questo spazio europeo».

 

FILIPPO FACCI E ERRI DE LUCA

E uno subito pensa alla Svizzera, dove evidentemente ti negano un caffè oppure smetti di essere ingegnere o architetto La fiera delle banalità europeiste prosegue con un tono da provinciale ingenuo: «Uno dice beh io mi trovo in questo Paese e mo' vado a vedere che aria tira in un altro Paese: questo è un privilegio magnifico». Forse però per questo privilegio più che i trattati di Maastricht bisogna ringraziare i fratelli Wright che inventarono l' aereo.

 

ERRI DE LUCA PROCESSO

Ma appunto i confini sono la bestia nera di De Luca: il male assoluto del nostro tempo. E guai a dirgli che proprio pochi giorni fa il «giovane» presidente Emmanuel Macron ha insistito con toni inediti per un politico di mezza-sinistra sulla necessità di riconsiderare l' area Schengen e le falle di sicurezza che essa determina con l' abolizione dei «vecchi» controlli doganali.

 

ERRI DE LUCA PROCESSO

Per De Luca i confini e il fascismo sono un' unica cosa. E il sentimento di appartenenza nazionale è già fascismo: «Quando sento parlare di nazionalismi, cioè di ritorno alle frontiere io dico che è roba del passato». Siccome però tutti i salmi finiscono in gloria De Luca, dopo aver additato il demonio, con il cuore aperto alla speranza trova anche la redenzione dal male. Dice con la fede del profeta: «Questa Europa non farà regressione al Novecento, non tornerà indietro. Può solo andare avanti». Ma a patto, conclude, che ai vecchi, a quelli che 50 anni fa i sessantottini definivano i «matusa», sia tolta la preponderanza nelle elezioni. Il voto «è dei giovani, loro è l' Europa». E De Luca conclude la sua invettiva con l' immancabile riferimento all' anziano inglese rimbambito che causò la Brexit votando «leave» al referendum.

erri de luca ERRI DE LUCA PROCESSO

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…