cecilia marogna becciu

FACCIO COSE, VEDO GENTE, PRENDO SOLDI - LA DIFESA DI CECILIA MAROGNA, LA 39ENNE A CUI L’EX CARDINALE BECCIU HA FATTO BONIFICARE 500 MILA EURO, SI DIFENDE RACCONTANDOSI COME UNA SPECIE DI 007 SOTTO COPERTURA: “HO COSTRUITO UNA RETE DI RELAZIONI IN AFRICA E MEDIO ORIENTE PER PROTEGGERE NUNZIATURE E MISSIONI DA RISCHI AMBIENTALI E DA CELLULE TERRORISTICHE. I FONDI IN SLOVENIA ERANO DI GARANZIA PER LE OPERAZIONI IN AFRICA. TRATTANDOSI DI OPERAZIONI RISERVATE, NEI BILANCI NON FIGURANO COMPENSI E FATTURE. LE SPESE PER BORSETTE E POLTRONE IN PELLE? HO COMPRATO SOLO PRODOTTI ITALIANI…”

Ferruccio Pinotti per il “Corriere della Sera”

 

CECILIA MAROGNA

La società slovena e i superbonifici, i giochi di potere in Vaticano, gli odi e le invide. Cecilia Marogna, la 39enne sarda definita «la dama del cardinale» la «superconsulente vaticana» cui l'ex numero due della Segreteria di Stato Angelo Becciu ha fatto bonificare mezzo milione di euro in 4 anni, accetta con il Corriere di andare a fondo sulla complessa vicenda che la vede coinvolta.

 

Lo fa sulla base delle carte slovene che il Corriere è riuscito a visionare. La società creata da Marogna è la Logsic, costituita a Lubjana il 19 dicembre 2018 con un capitale versato di 7.500 euro. Una società sui cui bilanci non figurano però movimenti, che non esibisce fatture ma solo alcuni compensi, sia alla Marogna che a terzi. Una srl che ha come ragione sociale «operazioni umanitarie», ma che ad oggi non ha ancora presentato il bilancio 2019.

 

Signora Marogna, lei ha davvero costruito per conto del cardinale Becciu una diplomazia parallela per evitare attacchi terroristici alle Nunziature?

CECILIA MAROGNA - I DOCUMENTI

«Sì, rivendico il risultato di aver costruito una rete di relazioni in Africa e Medio Oriente per proteggere Nunziature e Missioni da rischi ambientali e da cellule terroristiche».

 

Perché aprire una società in Slovenia se i rischi sono in Africa e Medio Oriente?

«Ho aperto la società in Slovenia per motivi geopolitici: pensavo che la prossima polveriera sarebbe stata quella dei Balcani. E per incrementare rapporti con Paesi come Georgia, Ucraina, Serbia, Bosnia, Slovenia. La mia società Logsic è specializzata in operazioni umanitarie».

 

In quanti siete nella Logsic? Ha l'aspetto di una società di copertura.

«Siamo tre in organico, di cui uno situato in Gran Bretagna e l'altro in Africa, ma la società è intestata a me. Mi sembra chiaro che non possiamo fare bonifici in Paesi che figurano nella black list , ma dovevo pagare delle persone in Africa, gestire delle crisi. Pertanto i fondi in Slovenia erano di garanzia per le operazioni in Africa».

CECILIA MAROGNA

 

Come mai nei bilanci non figurano i 500 mila euro che lei ammette di aver preso?

«Trattandosi di operazioni riservate, nei bilanci non figurano compensi e fatture, inoltre il Vaticano non ha una fiscalità vera e propria. E io stessa non potevo certo emettere fatture».

 

Poteva utilizzare i fondi anche in chiave personale, per scopi riservati?

«Sì, potevo farlo».

 

Chi le inviava i soldi?

«Il cardinale Becciu dava l'input a monsignor Perlasca, che faceva i bonifici».

 

Nella fase in cui lei apre la Logsic e attende i 500 mila euro a tranche, da dove le arrivavano i soldi?

«Nella fase iniziale ho utilizzato fondi a disposizione in altre strutture di cooperazione, come per esempio le 220 mila sterline utilizzate nel primo periodo di attività per compensi riservati».

MONSIGNOR ANGELO BECCIU

 

Sia più chiara: come venivano spesi i soldi?

«Venivano spesi in compensi professionali a me e ai miei collaboratori, in spostamenti, spese vive. Una grossa parte dei 500 mila euro era quella rimasta su un conto poi chiuso per mancata movimentazione. I conti erano due, appoggiati sulla Unicredit di Lubjana».

 

E le spese per borsette e poltrone in pelle?

«Ho comprato solo prodotti italiani, tipo Tod's e Poltrona Frau. Dopo tanto lavoro penso di avere il diritto di comprarmi una poltrona».

 

Giovanni Angelo Becciu

Perché lei è stata tirata in ballo, signora Marogna?

«A questo punto mi considero un pacco bomba. Inizialmente potevo essere funzionale per spostare l'attenzione dallo scandalo londinese. Da "benefit" sono divenuta un boomerang, un oggetto di contesa per vicende esterne alle mura vaticane. I grossi interessi girano lì, i bonifici a me sono piccole cose nell'ambito di uno scontro di potere molto più ampio, che ha già visto cadere molte teste e che è solo iniziato, tra le fazioni che si oppongono a papa Francesco».

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