1. FERMI TUTTI! C’È UNA SPY STORY DIETRO LA SCOMPARSA DEL VOLO MH330 DELLA MALAYSIA AIRLINES: SECONDO FONTI INVESTIGATIVE, POTREBBE ESSERE STATO DIROTTATO PER SEQUESTRARE QUALCUNO A BORDO. LA “FUGA” COPERTA POI DA AEREI MILITARI AWACS, IN GRADO DI NASCONDERSI AI RADAR E DI OCCULTARE IN PARTE CHI GLI VOLA ACCANTO 2. UN GIALLO INTERNAZIONALE CON BREVETTI TOP SECRET, INGEGNERI HI-TECH SPECIALIZZATI IN MICROPROCESSORI E SEMICONDUTTORI. TRA I 227 PASSEGGERI, VENTI INGEGNERI DELLA FREESCALE SEMICONDUCTOR, SOCIETÀ STATUNITENSE PRODUTTRICE DI SEMICONDUTTORI CON SEDE AD AUSTIN, IN TEXAS, E FILIALI IN 19 PAESI, TRA CUI LA MALESIA 3. PRESSO LA SEDE LAVORANO QUATTRO INGEGNERI CINESI AUTORI DI UN RECENTISSIMO E SEGRETISSIMO BREVETTO NEL CAMPO DELL’ELETTRONICA. IL VOLO ERA DIRETTO A PECHINO…

1. SPY STORY SULL'AEREO SCOMPARSO
Alessandra Zavatta per www.iltempo.it

C'è una spy story dietro la scomparsa del volo MH330 della Malaysia Airlines. Un giallo internazionale con brevetti top secret, ingegneri hi-tech specializzati in microprocessori e semiconduttori, aerei fantasma per coprire quello che sembra sempre più un dirottamento.

È ormai accertato che i radar militari videro il Boeing 777 cambiare rotta all'1.30 di sabato 8 marzo, quando svanì dagli schermi dei rilevatori civili. Era trascorsa neppure un'ora dal decollo dall'aeroporto di Kuala Lumpur. Il jet stava sorvolando l'arcipelago vietnamita di Thu Chau dopo aver attraversoto il Golfo di Thailandia.

All'improvviso, dopo che il comandante Ahmad Shah Zaharie ha comunicato via radio «Tutto bene, buonanotte», il gigante dell'aria è svanito. Salvo poi riapparire sugli schermi dei radar militari e sul sistema satellitare Inmarsat che lo hanno visto tornare indietro, verso lo Stretto di Malacca, e volare verso ovest per cinque ore. Per 1.600 chilometri. Ad una quota e velocità compatibili con quelle di un aereo commerciale.

Spento però il trasponder, l'apparato che trasmette nome e marche (la targa ndr) dell'aereo. Attivo invece il sistema radio automatico Acars dei motori Rolls Royce, che ha trasmesso per un po' i dati relativi al funzionamento (buono, pare) delle turbine. Quindi alla cloche c'era qualcuno che lo stava pilotando fuori rotta, volutamente o perché costretto.

In questo caso diventa strategico sapere chi c'era a bordo. Ed è quello che sta facendo la polizia malese. I due iraniani imbarcatisi con passaporti rubati, Pouria Nour Mohammad Mehrdad, 19 anni, e Delavar Seyed Mohammadreza, 29, sembra non abbiano contatti con il terrorismo internazionale: volevano emigrare in Germania e in Svezia, da clandestini.

A bordo c'erano molti ingegneri. Il cinese Yuchen Li, che aveva appena terminato un dottorato all'università di Cambridge e stava tornando a Pechino, dove il volo MH370 era atteso alle 6.30. Era considerato dai colleghi «una mente brillante, destinato ad una carriera di successo».

Cinesi 153 dei 227 passeggeri. Tra questi pure venti ingegneri della Freescale Semiconductor, società statunitense produttrice di semiconduttori con sede ad Austin, in Texas, e filiali in 19 paesi. Tra cui la Malesia, dove ha uffici nell'area industriale di Selangor, e Cina, dove è presente a Pechino, Tianjin, Chengdu e Suzhou.

Presso quest'ultima sede, secondo le notizie che rimbalzano da Internet, lavorano quattro ingegneri cinesi autori di un recentissimo e segretissimo brevetto nel campo dell'elettronica. Ingegnere, ma presso la Ibm, anche Philip Wood, 51 anni, texano, divorziato con due figli, appena trasferito dalla multinazionale proprio in Malesia. «Ansioso ma felice di iniziare il nuovo lavoro», ha spiegato il fratello James al Wall Street Journal.

Come ingegnere meccanico lavora inoltre Paul Weeks, 39 anni, neozelandese trasferitosi in Australia. Se il B777 non è esploso in aria a causa di un attentato terroristico (la pista islamica dei ribelli uighuri che vogliono lo Xinjiang indipendente dalla Cina, è ritenuta poco credibile dalla polizia), potrebbe essere precipitato in mare a seguito di un'avaria.

Ma potrebbe essere stato dirottato per sequestrare qualcuno a bordo, secondo fonti investigative. La «fuga» coperta poi da aerei militari Awacs, in grado di nascondersi ai radar e di occultare in parte chi gli vola accanto.

Le ricerche, da parte di 42 navi e 24 aerei, sono state estese all'Oceano Indiano. Geologi cinesi stanno comunque analizzando il terremoto di sabato scorso nel Golfo di Thailandia: potrebbe essere stato provocato dallo spostamento di un'enorme massa d'acqua se il gigantesco jet fosse precipitato in mare.


E DUE MILIONI DI PERSONE LO CERCANO ONLINE
Corrriere.it -
Una ricerca senza precedenti. Non solo per l'area geografica coinvolta. Ma anche per gli uomini sul campo: più di 2,3 milioni di persone. Oltre alle 43 navi e ai 58 velivoli che stanno setacciando il Sud-Est asiatico, infatti, da alcuni giorni è possibile - da casa - dare una mano.

Una società statunitense ha messo a disposizione degli internauti i propri satelliti, puntati sulla zona in cui l'8 marzo si sono perse le tracce del Boeing 777-200 e attraverso il sito tomnod.com si può analizzare uno spicchio dell'area di ricerca, nel Mar Cinese meridionale. Le foto sono ad alta risoluzione e l'iniziativa è stata lanciata da DigitalGlobe, una società che vende immagini satellitari per uso civile. Gli utenti possono «taggare» le foto, che arriveranno poi, per un'ulteriore analisi, a un team di esperti e, solo successivamente, ai soccorritori impegnati nelle ricerche del velivolo. Fino a ieri erano più di 650 mila gli oggetti segnalati.

3. RADAR DRIBBLATI E SEGNALI SPENTI COSÌ UN BOEING PUÒ SVANIRE NEL NULLA
Ettore Livini per La Repubblica

Dirottamento? Suicidio del pilota? Atto terroristico? A otto giorni dalla sparizione del volo Mh370, sul caso è ancora buio fitto. I fatti certi sono pochi: il Boeing 777 con 239 persone a bordo è decollato da Kuala Lumpur alle 00.43 dell'8 marzo diretto a Pechino. Trentotto minuti dopo - in base all'ultimo segnale ricevuto - volava in direzione 40 gradi a una velocità di 471 nodi tra Malesia e Vietnam. Poi qualcuno ha «deliberatamente» oscurato i sistemi di segnalazione. E il jet è sparito, lasciando nella sua scia (rispuntata ieri fuori rotta, centinaia di miglia più a sudovest) qualche mistero e molti punti interrogativi. Eccoli.

COME FA UN AEREO A SVANIRE NEL NULLA?
Basta isolare elettricamente i sistemi di comunicazione di bordo: il transponder che rimanda i segnali al satellite, la radio che trasmette comunicazioni dell'equipaggio e dati tecnici a terra e alla scatola nera. Ma può farlo solo un esperto.

È POSSIBILE EVITARE I RADAR?
Basta dribblare le aree di cielo coperte da quelli a terra, in grado di localizzare l'aereo senza bisogno di segnali da bordo. Chi era alla cloche del volo Mh370 dopo l'inversione a U ha fatto così. Diverso il discorso sulle tratte oceaniche. Una volta sul mare, il traffico è gestito dai satelliti che hanno bisogno delle comunicazioni dal transponder per localizzarlo. Basta oscurarle e il gioco è fatto.

COME HA FATTO L'AEREO A SFUGGIRE AI CONTROLLI MILITARI?
I militari snobbano il traffico civile. E in qualche base (l'India lo ha ammesso ieri) i radar sono spenti per risparmiare. Se americani o cinesi avessero rilevato le anomalie, ben difficilmente le denuncerebbero, per evitare di svelare
le proprie potenzialità di intrusione e controllo in cieli stranieri.

COME SI È SCOPERTO CHE L'MH370 VOLAVA ANCORA SETTE ORE DOPO LA SCOMPARSA?
Seguendo i "ping", segnali residui di funzionamento della strumentazione intercettati dai satelliti. L'ultimo impulso è stato alle 8.11 dell'8 marzo mentre l'aereo viaggiava verso ovest sull'Oceano Indiano, lontanissimo da dove lo stavano cercando.

DOVE È FINITO IL BOEING?
Nessuno lo sa. L'ultimo ping captato dai satelliti segnalava il jet tra Andamane e Turkmenistan. Se il serbatoio è stato riempito del carburante standard per un viaggio Kuala Lumpur-Pechino, l'Mh370 poteva arrivare in Pakistan, paesi del Golfo, India,
Giappone e Australia. Con il pieno, l'autonomia del 777 è di 14mila km. E potrebbe volare dalla Malesia fino all'Italia, alla Gran Bretagna, a Israele e a Los Angeles. Una volta sulla terraferma in aree urbanizzate, però, sarebbe stato facile individuarlo con i radar, specie dopo l'allarme.

CHI GUIDAVA L'AEREO DOPO LA SCOMPARSA?
Di sicuro una persona molto esperta. In grado di fare manovre sofisticate con il Boeing 777.

È POSSIBILE CHE IL PILOTA SI SIA SUICIDATO SCHIANTANDO L'AEREO IN MARE?
Sì. È successo nel ‘99 su un volo Egypt Air Los Angeles-Cairo con 217 passeggeri. Il comandante l'ha inabissato volontariamente di fronte alle coste del Massachussets. Il
primo pilota è in grado di isolare l'aereo chiudendo i canali di comunicazione.

MA PASSEGGERI E EQUIPAGGIO NON SI SAREBBERO ACCORTI DELL'INVERSIONE DI ROTTA?
Di notte e sul mare è possibile fare virate di 180 gradi (pochi gradi alla volta) senza che se ne accorga nessuno. Basta disattivare il sistema video della rotta. Resta inspiegabile però perché il pilota abbia volato per altre 7 ore senza mandare il jet subito in picchiata. Zaharie Ahmad Shah, il comandante dell'Mh370, aveva accumulato 18.360 ore di volo fino alla tragedia. La sua casa è stata perquisita ieri.

È PLAUSIBILE UN DIROTTAMENTO?
Non si può escludere. In teoria le porte della cabina di pilotaggio sono blindate dopo l'11 settembre. Ma minacciando il pilota o facendosi scudo di ostaggi, è possibile farsela aprire e prendere il controllo dell'aereo. Il pilota però dovrebbe avere il tempo di lanciare il Mayday. Se questa ipotesi fosse vera, gli autori del dirottamento sarebbero un gruppo con preparazione estremamente sofisticata.

PERCHÉ DIROTTARE UN AEREO E NON RIVENDICARE L'OPERAZIONE?
Ci sono due scuole di pensiero al limite del fanta-aviazione: perché il Boeing sarebbe stato nascosto su qualche pista remota per trattare la liberazione degli ostaggi o usarlo a fini terroristici (il 777 può atterrare anche su una pista in terra battuta in meno di 2mila metri). Oppure perché l'aereo - in volo verso qualche bersaglio strategico - sarebbe stato abbattuto dai caccia militari. Come accaduto forse l'11 settembre con lo United 93 caduto in Pennsylvania.

A BORDO C'ERANO PASSEGGERI CON PASSAPORTI FALSI. COME È POSSIBILE?
L'Interpol fornisce a tutti gli stati la banca dati dei documenti rubati (sono 40 milioni). I passaporti usati per il volo Mh370 erano in questo archivio. Ma molti paesi - tra cui la Malesia - non hanno i mezzi tecnici per fare le ricerche. Le fanno con regolarità solo Stati Uniti, Gran Bretagna ed Emirati Arabi.

 

 

 

AERONAUTICA MALESE MALESIA, AEREO PRECIPITA IN MAREMALESIA, AEREO PRECIPITA IN MAREMALESIA, AEREO PRECIPITA IN MAREAzharuddin Abdul Rahman direttore del dipartimento di aviazione civile malese spiega la nuova area di ricerca del volo malaysian Conferenza del Ministro della Difesa Malese MALESIA, AEREO PRECIPITA IN MAREMALESIA, AEREO PRECIPITA IN MAREMALESIA, AEREO PRECIPITA IN MAREaereo malaysian scomparsoAEREO DELLA MALAYSIAN AIRLINES SCOMPARSO AEREO SCOMPARSO - LA CONFERENZA STAMPA DELLE AUTORITA' MALESIAEREO DELLA MALAYSIAN AIRLINES SCOMPARSO - I PARENTI DEI VIAGGIATORIAEREO DELLA MALAYSIAN AIRLINES SCOMPARSO Royal Malaysian Air Force AEREO SCOMPARSO - LE RICERCHE DELLA MARINA MALESEAEREO SCOMPARSO - LE RICERCHE DELLA MARINA MALESEdove potrebbe essere finito l aereo della malaysia airlines RICERCHE DELL AEREO MALAYSIA SCOMPARSO due turiste australiane in cabina con il pilota del volo malaysia scomparso

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