marek halter

IN FRANCIA PER GLI EBREI NON C'E' SCAMPO - AGGREDITO IN CASA A PARIGI LO SCRITTORE EBREO MAREK HALTER, 85 ANNI: “MI ERO APPISOLATO SULLA POLTRONA IN SALOTTO. QUANDO MI SONO SVEGLIATO, AVEVO DAVANTI A ME UN UOMO CON I GUANTI E UN PASSAMONTAGNA CALATO SUL VISO. SI ERANO ARRAMPICATI SUL MURO DEL PALAZZO IN CUI VIVO AL PRIMO PIANO ED ERANO ENTRATI DALLA FINESTRA. MI HANNO PRESO A CALCI E NON HANNO RUBATO NULLA, PER MOSTRARE CHE NON ERA LA MIA ROBA QUELLO CHE LI INTERESSAVA…”

marek halter

1 - AGGREDITO IN CASA A PARIGI LO SCRITTORE EBREO MAREK HALTER

Da www.ansa.it

 

Lo scrittore ebreo Marek Halter è stato aggredito in casa la notte fra venerdì e sabato da due uomini con il passamontagna, che non hanno rubato nulla ma lo hanno colpito e gli hanno intimato di non gridare. Lo ha raccontato lui stesso a Le Figaro, precisando che i due uomini "non hanno rubato nulla", lasciando anche sul tavolo la sua carta di credito "per mostrare che non era quella che li interessava".

 

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2 - IL FILOSOFO MAREK HALTER "SONO ENTRATI IN CASA MIA PER COLPIRMI E INTIMIDIRMI"

Pietro Del Re per “la Repubblica”

 

«Un avvertimento? Una minaccia? Non lo so. Ma sono certo che entro un paio di giorni qualcuno rivendicherà online l' aggressione di cui sono stato vittima». Lo scrittore e filosofo francese Marek Halter, 85 anni, che da bambino riuscì a scappare con la famiglia dal ghetto di Varsavia, commenta così l' intrusione nella sua casa parigina di due individui che l' hanno malmenato, nella notte tra venerdì e sabato. «Dopo una vita passata a difendere i diritti umani di chiunque è buffo ritrovarsi al centro di una storia del genere», aggiunge sorridendo sull' accaduto.

 

Anzitutto come si sente?

«Ho qualche livido e mi fa un po' male la schiena. Ma per il resto non mi lamento. Poteva andare molto peggio. Alla mia età non mi è permesso di aver paura neanche della morte, figuriamoci di due balordi».

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Per lei sarà stato comunque un brutto momento?

«Mi sono sentito come in un film dell' orrore. Dopo aver corretto per ore alla mia scrivania le bozze del mio ultimo libro "Un mondo senza profeti", mi ero appisolato sulla poltrona in salotto. Quando mi sono svegliato, avevo davanti a me un uomo con i guanti e un passamontagna calato sul viso».

 

Che cosa ha fatto allora?

«L' ho afferrato per la giacca e gli ho chiesto che cosa ci faceva dentro casa mia. In quel momento ho visto che c' era anche un altro uomo. Si erano arrampicati sul muro del palazzo in cui vivo al primo piano ed erano entrati dalla finestra. Mentre quello vicino a me ha cominciato a spingermi, sono anche riuscito dargli un cazzotto. Ma sono scivolato e caduto a terra. E lui ha allora cominciato a prendermi a calci».

 

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E lei?

«Ho cercato di schivare i colpi, e di rispondere al mio aggressore come potevo. Mi sono poi messo a urlare per chiedere aiuto, pensando che era la prima volta in vita mia che lo facevo. Naturalmente non è accorso nessuno, perché oggi tra vicini ci si conosce appena e guai a intromettersi in ciò che non ci riguarda. Dopo qualche minuto i due sono andati via, uscendo dalla porta principale che avevo chiuso a chiave. Uno dei due l' ha sfilata dalla toppa e se l' è messa in tasca, come per dirmi che sarebbero tornati. Ho quindi chiamato la polizia».

 

È arrivata subito?

«Sì, e sono stati gentilissimi. Hanno eseguito esaminato la casa e due agenti sono rimasti fino al mattino seguente. Sabato mattina mi ha prima chiamato il ministro dell' Interno, Gérald Darmanin, per sapere come stavo, poi anche il presidente Emmanuel Macron per chiedermi se avevo bisogno di qualcosa. Il che m' ha fatto riflettere su quanto sia bello vivere in una democrazia compiuta, in cui lo Stato si occupa dei diritti dei suoi cittadini e dove se ti accade qualcosa del genere c' è chi ti protegge e ti esprime la sua solidarietà».

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Ma i suoi aggressori non le hanno detto nulla?

«No, nulla d' importante o che mi permettesse di identificarli. Mi hanno solo urlato "se gridi sei morto", mentre io invocavo aiuto a squarciagola. Prima di andar vie hanno tirato fuori e lasciato sul tavolo la mia carta di credito, per dimostrare che non era quello che interessava loro».

 

Ma lei è stato aggredito più volte, sia pure solo verbalmente.

«Di solito mi urlano contro alcuni insulti antisemiti o razzisti ma l' altra sera niente, come se volessero solo avvertirmi. Ma potrebbe anche essere un gesto contro l' uscita del mio prossimo libro, in cui attacco anche l' intellighenzia religiosa, incapace di portare le risposte a un mondo sempre più angosciato e privo di speranza. Certo i due non l' hanno mai citato, ma tutto è possibile. Ho comunque presentato una denuncia alla polizia, anche se so benissimo che non li acchiapperà mai».

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