green pass

I GESTORI DEI LOCALI PUBBLICI POSSONO CHIEDERE IL DOCUMENTO DI IDENTITÀ IN CASO DI PALESE VIOLAZIONE LEGATA AL GREEN PASS - OVVERO? QUANDO C'E' UN'INCONGRUENZA CON I DATI ANAGRAFICI CONTENUTI NELLA CERTIFICAZIONE. AD ESEMPIO SE UN UOMO PRESENTA UN PASS INTESTATO A UNA DONNA O UN RAGAZZO MOSTRA UN CERTIFICATO CON DATA DI NASCITA INCOMPATIBILE CON LA SUA ETA' - SE IN UN LOCALE VIENE INDIVIDUATO UN CLIENTE CON GREEN PASS CONTRAFFATTO LA MULTA VA SOLO A LUI E NON AL GESTORE. A MENO CHE…

Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini per il "Corriere della Sera"

 

«I gestori dei locali pubblici sono obbligati a chiedere il green pass ai clienti, ma non il documento di identità. Possono però farlo in caso di palese violazione». Dopo giorni di dubbi e proteste da parte dei ristoratori il Viminale chiarisce le modalità per gli ingressi. E nella circolare trasmessa a prefetti e questori ribadisce quanto era stato sottolineato da Palazzo Chigi: «Vanno intensificati i controlli delle forze dell'ordine».

VERIFICA DEL GREEN PASS IN UN BAR DI ROMA

 

Il documento viene firmato in serata dal capo di gabinetto della ministra Luciana Lamorgese, il prefetto Bruno Frattasi, dopo consultazioni e verifiche incrociate tra il ministero dell'Interno, quello della Salute e Palazzo Chigi. Il Dpcm firmato il 17 giugno dal presidente del Consiglio Mario Draghi inseriva infatti «i titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi» nell'elenco dei «soggetti deputati a svolgere la verifica delle certificazioni verdi e di conoscere le generalità dell'intestatario» e questo aveva provocato la rivolta dei gestori dei locali pubblici «perché non siamo poliziotti, i controlli non spettano a noi».

 

green pass by zonno cacudi show 3

Dal 6 agosto bisogna avere la certificazione per dimostrare di essere vaccinati almeno con la prima dose, essere guariti dal Covid 19 nei sei mesi precedenti, avere un tampone con esito negativo effettuato nelle 48 precedenti per partecipare a una serie di attività.

 

L'elenco comprende: Servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso; spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi; musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre; piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all'interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; sagre e fiere, convegni e congressi;

 

centri termali, parchi tematici e di divertimento; centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l'infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione; sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. Il decreto individua due fasi: «La prima consiste nella verifica del possesso della certificazione verde da parte di chi intende accedere alle attività. La seconda nella dimostrazione della propria identità mediante un documento che ha come scopo contrastare i casi di abuso o di elusione».

no green pass a parigi 3

 

Frattasi chiarisce che la seconda «non ricorre indefettibilmente» perché è «a richiesta dei verificatori» e quindi «dei pubblici ufficiali nell'esercizio delle relative funzioni». Per i gestori rimane «la natura discrezionale sulla verifica dell'identità della persona che esibisce la certificazione», che diventa però «necessaria quando appaia la manifesta incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella stessa certificazione». Una linea confermata dal Garante della Privacy in risposta a un quesito della Regione Piemonte.

manifestazioni no green pass 2

 

L'Authority concede il via libera alla «possibilità» per i gestori di controllare i documenti di identità, ma senza prevedere obbligo: «Le figure autorizzate alla verifica dell'identità personale sono indicate nell'articolo 13 del Dpcm del 17 giugno 2021 e quindi anche i titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi».

 

I gestori temono di dover pagare le multe se nel locale viene individuato un cliente con green pass contraffatto, ma la circolare sottolinea che «qualora si accerti la non corrispondenza fra il possessore della certificazione e l'intestatario della medesima, la sanzione si applica solo all'avventore, laddove non siano riscontrabili palesi responsabilità a carico dell'esercente». Per i grandi eventi e gli stadi il Viminale chiarisce: «Possono essere abilitati alle verifiche i cosiddetti steward, ossia il personale iscritto negli appositi elenchi dei questori, il cui impiego in servizi ausiliari delle forze di polizia è previsto negli impianti sportivi».

green pass

 

È un post pubblicato sulla pagina di Palazzo Chigi su Instagram a ricordare che «per verificare se una certificazione verde è autentica bisogna utilizzare l'app gratuita VerificaC19 installata su un dispositivo mobile (non è necessario avere una connessione internet). L'app non memorizza le informazioni personali sul dispositivo del verificatore».

no green pass

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…