tom cruise a venezia per le riprese di lybra

GIRARE UN FILM E’ UNA “MISSION IMPOSSIBLE” - A VENEZIA I CARABINIERI BLOCCANO LE RIPRESE DI "LYBRA", SETTIMO EPISODIO DELLA SERIE “MISSION IMPOSSIBLE” CON TOM CRUISE - IL MOTIVO? C’ERA AFFOLLAMENTO ECCESSIVO SUL SET E UN CASO DI POSITIVITÀ SOSPETTA NELLA TROUPE - FRA TROUPE, MACCHINISTI, SECURITY E PRODUZIONE SONO ALL’OPERA QUASI TRECENTO PERSONE, CON UNA CINQUANTINA DI BARCHE…

Franco Giubilei per “la Stampa”

 

TOM CRUISE A VENEZIA PER LE RIPRESE DI LYBRA

A Venezia il Covid sta diventando il vero protagonista di Lybra, settimo episodio della serie Mission impossible: giovedì sono arrivati i carabinieri a fermare le riprese a Campo San Giacomo dell'Orio, fra Rialto e piazzale Roma, per l'affollamento eccessivo sul set e per un caso sospetto di coronavirus nella troupe. Altre voci collegherebbero lo stop improvviso a problemi sanitari di più componenti della squadra.

 

A Tom Cruise, star e produttore del film, che proprio il giorno prima aveva rimproverato con asprezza chi non rispettava le distanze, non è rimasto che chiudere tutto in attesa di sapere se e quando potrà ricominciare a girare. «Non abbiamo idea di quando torneremo sul set, c'è chi dice lunedì, ma ci sono dubbi anche sul fatto che la lavorazione riprenda - racconta Sergio, uno dei tecnici che in questi giorni hanno lavorato sulla scena -. Abbiamo iniziato la scorsa settimana, si girava dalle sei di sera alle cinque di mattina.

TOM CRUISE A VENEZIA PER LE RIPRESE DI LYBRA

 

Fra troupe, macchinisti, security e produzione saremo stati due-trecento persone, con una cinquantina di barche». Una macchina imponente e affollata che aveva già avuto problemi lo scorso febbraio, alla vigilia del lockdown, quando la lavorazione era stata bloccata sempre a Venezia e sempre a causa del coronavirus, per non parlare delle polemiche per le riprese delle scorse settimane all'Ospedale Umberto I di Roma e i disagi lamentati dai pazienti.

 

tom cruise a roma

Ora il nuovo stop, insieme alla cancellazione delle prove delle comparse a Palazzo Franchetti in vista del ciak di novembre a Palazzo Ducale. Il prologo c'era stato giovedì: «Cruise era molto nervoso perché c'erano tante persone fra quelle sul set e i curiosi fuori, e alcuni erano troppo vicini - aggiunge il tecnico -. Era alterato, rimproverava le persone e spingeva gli steward a intervenire perché facessero rispettare il distanziamento. È particolarmente coinvolto perché è anche produttore e si occupa di tutto, comprese le inquadrature».

 

Le foto scattate nei giorni scorsi lo mostrano mentre balza da una barca all'altra, rigorosamente senza controfigura, come fa sempre. I controlli medici attenti però non sono bastati a evitare i guai del contagio: «Un medico e un collaboratore vigilavano costantemente sull'uso della mascherina, rigorosamente FFP2, la più sicura, e tutti siamo stati sottoposti al tampone - prosegue il tecnico -. La gente lavorava in tranquillità, a parte l'agitazione solita di qualsiasi set soprattutto qui a Venezia, dove il lavoro è molto più complicato per la logistica e per i movimenti nei canali. La security poi era molto pronta e apparentemente efficiente nel far rispettare le regole. Purtroppo non è stato sufficiente». -

tom cruise a roma per mission impossible 7

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