adidas

LA GUERRA DELLE STRISCE – ADIDAS PERDE (PER ORA) LA BATTAGLIA DEL MARCHIO: IL TRIBUNALE UE SOSTIENE CHE LE TRE STRISCE, IDENTIFICATIVE DEL BRAND, NON POSSONO ESSERE REGISTRATE - RESPINTO IL RICORSO DELL'AZIENDA: “IL LOGO NON COSTITUISCE UN CARATTERE DISTINTIVO” - ADIDAS PUÒ ANCORA APPELLARSI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UE PER CONTESTARE LA SENTENZA…

Anna Muzio per “il Giornale”

adidas

 

Le tre strisce parallele di scarpe, tute e cappellini Adidas non sono sufficientemente identificative del marchio e non possono quindi essere registrate. Quanto meno non nell' Ue. Lo ha stabilito il Tribunale dell' Unione europea. Il motivo? Le tre bande costituiscono un «normale segno figurativo» e il logo non ha «acquisito, in tutto il territorio dell' Unione, un carattere distintivo in conseguenza dell' uso che ne è stato fatto» ma solo in cinque stati dell' Unione, il che rende impossibile la registrazione come marchio europeo.

 

Adidas ha registrato le sue tre bande nella Ue nel 2014 presso l' Ueipo, l' Ufficio dell' Unione europea per la proprietà intellettuale. Ma un' azienda concorrente, la belga Shoe Branding Europe, aveva ottenuto nel 2016 la cancellazione di questo marchio dallo stesso organismo. La sentenza del Tribunale conferma tale annullamento. Adidas può ancora appellarsi alla Corte di giustizia dell' Ue per contestare la sentenza.

 

adidas

La si pensi come si vuole, le tre strisce dell' azienda tedesca nata nel 1924 dall' intuizione di Adolf Dassler, figlio di un calzolaio che creò le prime scarpe da calcio col tacchetto nella lavanderia della madre, sono un' icona che ha percorso il secolo scorso, approdando gloriosamente nel terzo millennio. In realtà le strisce, che all' inizio erano due, nacquero da una necessità funzionale: servivano a tenere insieme la scarpa. Divennero tre solo nel dopoguerra quando la società, che originariamente si chiamava Gebrüder Dassler Schuhfabrik (la fabbrica di scarpe dei fratelli Dassler, Adolf e Rudolf) per dissapori tra i due si divise e nacquero due società, la Puma e appunto la Adidas, unione del nome e cognome di Adolf. Il quale, non potendo più usare le due iconiche strisce della gestione precedente, decise che sarebbero diventate tre.

 

adidas

Da lì la fortuna del logo già indossato da Jesse Owens con gran successo (e polemiche) alle Olimpiadi di Berlino ed entrato nella cultura pop, dallo sport alla musica allo streetwear all' arte. Se Bob Marley indossava spesso la tuta a strisce fu la cultura hip hop negli anni '80 e '90 a diffondere questa icona europea anche Oltreoceano, grazie a nomi come i rapper Run DMC, per arrivare agli odierni Kanye West e Pharell Williams che con il marchio collaborano disegnando agognate edizioni limitate. Ma ciò non è bastato evidentemente a convincere i giudici europei.

 

Maggior fortuna è andata invece al Milan: lo stesso Tribunale dell' Unione europea ha infatti respinto l' impugnazione della Marriott Worldwide relativa al marchio AC MILAN registrato nel 2013 dalla società rossonera per farlo valere anche come marchio europeo per una serie di beni e servizi.

juventus adidas

 

La Marriott si era opposta nel 2014 facendo valere dei propri marchi anteriori, ma dopo il ricorso respinto dall' Euipo il Tribunale Ue ha escluso che «tra i marchi in conflitto vi sia qualsivoglia rischio di confusione, dal punto di vista visivo, fonetico o concettuale».

HERBERT HAINER ADIDAS

Sullo sfondo ci sono vendite miliardarie e l' opportunità di giungere al cuore, alla mente e al portafogli del consumatore. Del resto il nostro è un tempo pieno di loghi, brand e identità aziendali. E non sono certo questi i primi marchi storici a essere messi in discussione. In tribunale sono finiti anche la mela di Apple e il suo fondatore Steve Jobs, il cui nome è stata utilizzato da due imprenditori partenopei per il loro marchio di abbigliamento e hi-tech, con un logo che riporta una «J» che ha una sorta di «morso». Ma il tribunale ha dato il via libera: nessuna possibilità di confusione con l' originale. Quanto a McDonald' s, il colosso americano del fast food ha perso il contenzioso con l' Euipo contro la catena irlandese Supermac' s perdendo l' esclusiva europea del nome della sua polpetta più famosa, il Big Mac.

 

E prima delle ultime elezioni europee qualcuno ha pensato in Francia di registrare il nome «gilet jaunes» non una ma 25 volte, nelle versioni singolare, minuscolo, maiuscolo, eccetera, pensando di trarne vantaggio elettorale.

JESSE OWENS ADIDAS

 

Nel caso delle strisce Adidas invece il vantaggio è solo commerciale ma dietro si muovono compagnie globali con il potere di muovere milioni di giovani stregati dal marchio.

Chi ha un figlio o una figlia adolescente sa quanto può valere oggi un «brand» ben assestato nell' immaginario come «figo». Sono milioni che si spostano. Sì, anche per una striscia, o anzi tre.

REAL MADRID ADIDASADIDAS KANYE WEST

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?