zingaretti di maio

LE IMPOSSIBILI ALLEANZE GIALLOROSSE: PD E M5S ANDRANNO SEPARATI IN 5 REGIONI E IN LIGURIA HANNO TROVATO L' UNITÀ SUL CANDIDATO PIÙ DIVISIVO. SANSA DIVIDE I DEM, STA SULLO STOMACO A DI MAIO E NON ENTUSIASMA IL SUO VICINO DI CASA GRILLO CHE HA DATO IL SUO ENDORSEMENT CON UN GELIDO: “E’IL MENO PEGGIO...”

Mario Imarisio per il Corriere della Sera

 

NICOLA ZINGARETTI LUIGI DI MAIO

Non è che sono generici vicini di casa. Le loro abitazioni confinano proprio, una attaccata all' altra, al punto che condividono giardino e orto.

 

Se avesse voluto, a Beppe Grillo sarebbe bastato affacciarsi alla finestra e dire a Ferruccio Sansa guarda che non ti voglio, e la cosa sarebbe finita lì.

 

Ma non lo ha fatto.

 

E così Pd e M5S hanno finalmente trovato l' unità sul candidato più divisivo. La colpa non è certo dell' ormai ex giornalista del Fatto quotidiano , che agli occhi dell' ala riformista dei democratici sconta due peccati originali. Il primo è lo stigma del giustizialismo, che gli deriva dalla provenienza editoriale.

 

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIO

Il secondo è il cognome. Adriano Sansa, suo padre, magistrato ormai in pensione, eccellente poeta, moralista assoluto, divenne sindaco di Genova nel 1993 per conto e al tempo stesso nonostante un Pds terremotato dall' inchiesta sulle Colombiadi che aveva ingiustamente costretto Claudio Burlando alle dimissioni, poi assolto. Cinque anni dopo, in una di quelle faide che hanno reso le vicende del Pd ligure un sottogenere letterario, venne fatto fuori dall' ala riformista del partitone, guidata dal redivivo Burlando.

 

Scusate il revival, ma solo così si può capire come quel che resta del Pd ligure, ancora con forte ispirazione burlandiana, veda come fumo negli occhi la candidatura del nuovo Sansa, che infatti era il campione dei Cinque Stelle locali, certi di imporre ai futuri alleati un nome indigeribile. Infatti, da Sarzana al ponente stanno arrivando dimissioni in massa di dirigenti che magari non saranno Lenin, ma hanno pur sempre trent' anni di militanza nei democratici.

zingaretti di maio

 

Adesso si scopre quel che era già noto, ovvero che Sansa era indigesto anche a un paio di personaggi pentastellati non proprio di seconda fila. Uno è Luigi Di Maio, che ha sempre tenuto Sansa sullo stomaco perché lo ha criticato spesso durante le sue apparizioni televisive, e l' attuale ministro degli Esteri non è un seguace di Voltaire, e infine perché rappresenta la prova più seri a di alleanza permanente con il Pd, che se riuscisse ridurrebbe ai minimi termini il peso di Di Maio.

 

E uno vale sempre uno, ma non esageriamo. L' altro è Beppe Grillo. Sono anni che il nome di Sansa viene tirato in ballo a qualunque elezione locale in quota Cinque stelle per poi essere subito rimesso nel cassetto. Una ragione ci sarà. Ma ciò nonostante, i Cinque Stelle liguri sono andati avanti come un sol uomo.

 

Bastava suonare il citofono della casa accanto a quella di Sansa.

 

Se questa della Liguria doveva essere l' alleanza locale fatta bene, figurarsi le altre.

 

grillo sansa

Infatti, andranno separati in cinque regioni su sei. In Puglia, Michele Emiliano è troppo grillino per un pezzo del Pd nazionale, e troppo di destra per i 5 Stelle, che infatti gli contrappongono la psicologa Antonella Laricchia, pasdaran del no all' alleanza con il Pd, sostenuta dai militanti di base, che finora ha respinto con perdite gli inviti giunti da Roma a desistere.

 

Abbiamo dimenticato Italia viva, che in queste regioni porterà le sue masse a convergere su candidati terzi. Meno male che ci sono le Marche, dove tutto è tranquillo, con il M5S ridotto a coriandoli. Se ne sono andati il capogruppo in Regione e una consigliera, in disaccordo con i colleghi che non vogliono allearsi con il Pd, convergendo sul suo candidato, Maurizio Mangialardi. Ma un' altra parte del M5S minaccia a sua volta l' addio se verrà ritirato il nome di Gian Mario Mercorelli, plebiscitato sulla piattaforma Rousseau da ben 454 voti. A provarci con il cubo di Rubik si fa prima.

grillo

 

Sono tutte storie a modo loro divertenti. E gran parte delle complicazioni derivano dagli spasmi del M5S, ormai un partito da uno nessuno e centomila, senza più identità che non sia la conservazione della schedina vincente azzeccata il 4 marzo del 2018, con il 32,7% dei voti alle elezioni politiche.

 

Ma forse, anche il Pd dovrebbe smetterla con l' accanimento terapeutico su base regionale, e prendere atto dell' impossibilità di una alleanza con chi cambia idea a seconda delle fasi lunari di Casaleggio junior, Di Maio, Di Battista, Grillo. A proposito, in serata il Garante ha dato un endorsement entusiasta a Sansa: «È il meno peggio».

 

Con un vicino di casa così amorevole e premuroso, si dorme tutti più tranquilli.

ferruccio sansa

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....