anziano e gatto

IO SONO GATTOLICO – LA TENERA STORIA DI UN ANZIANO DI LECCE CHE TENTA DI RUBARE SCATOLETTE DI CIBO PER I SUOI MICI RANDAGI, MA VIENE BECCATO DALLO STAFF DEL SUPERMERCATO: NONOSTANTE IL VALORE IRRISORIO DI 2 EURO E CINQUANTA, LA CASSIERA CHIAMA I CARABINIERI CHE PERÒ, AL POSTO DI FARE IL VERBALE, PAGANO IL CONTO…

Da "www.ilmessaggero.it"

 

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In quel supermercato di Lecce lo conoscevano tutti. L'uomo dei gatti, quell'anziano che comprava scorte di scatolette per sfamare i randagi della zona. E così ha fatto anche mercoledì scorso, poco importava se i soldi nel portafoglio non erano abbastanza. Mancavano due euro e 50 centesimi. E lui non ha avuto dubbi: valeva la pena di rischiare per dare da mangiare ai suoi amici.

 

Così ha rubato. Ha nascosto la merce nella giacca, sperando che alla cassa nessuno si accorgesse del furto. Invece i commessi se ne sono subito resi conto e sono stati intransigenti, lui però non voleva mollare. Quelle scatolette gli servivano. Dopo il battibecco, che non ha trovato soluzione, l'uomo è stato bloccato e gli addetti alla sicurezza hanno chiamato i carabinieri. La storia però ha un lieto fine. A intenerirsi e saldare il conto sono stati proprio i militari.

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Forse la solitudine oppure la necessità di sentirsi ancora indispensabile, di fatto, per quell'uomo anziano, classe 36, nutrire i gatti randagi della zona è un impegno serio e ineludibile. La storia a lieto fine comincia quando dal market, dove oramai lo conoscono bene per i continui acquisti di cibo per gatti, chiamano la principale caserma della città, per denunciare un furto di generi alimentari. I militari arrivano, trovano l'uomo fermo alla cassa, gli addetti lo accusano: ha nascosto le scatolette sotto il giaccone. L'uomo ammette, ai militari mostra i due euro e 50 centesimi, tutto quello che ha.

 

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Non è abbastanza per pagare i wurstel che ha portato in cassa e il cibo per i randagi. Ne mancano altrettanti. I carabinieri ascoltano le testimonianze, ma soprattutto le ragioni di quell'uomo che continua a dire che non può lasciare morire i gatti. Ed eccolo il lieto fine: i carabinieri decidono di non procedere con il verbale. Forse per l'esiguo valore della merce rubata oppure per tenerezza nei confronti di quell'uomo anziano. E fanno di più: saldano il conto. Danno alla cassiera, che si era premurata di chiamarli i due euro e 50 mancanti. E mandano il ladro a casa con il cibo per i gatti.

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Nel 2019 un rapporto di Senior Italia FederAnziani aveva indicato che il 68% degli anziani che gode della compagnia di un animale domestico ha effetti positivi sia dal punto di vista mentale che fisico. Il risultato è dovuto all'importanza per gli anziani di sentirsi utili e indispensabili per qualcun altro, spostando la concentrazione dai propri acciacchi alle necessità dell'animale. Non solo i gatti, come i cani, rompono il muro della solitudine. Una tendenza che, ovviamente, si è acuita con il Covid. Uno studio, condotto dalle Università di York e di Lincoln, ha evidenziato come possedere un animale domestico, durante la pandemia, sia stato utile per il mantenimento di una migliore salute mentale e per la diminuzione dei livelli di solitudine.

 

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E se gli anziani soffrono la solitudine, nell'ultimo anno, il problema si è esteso anche ai più giovani. Tra aprile e giugno 2020, i ricercatori hanno condotto un'indagine online su 5.926 abitanti del Regno Unito di età superiore ai 18 anni. Quasi il 90 per cento di loro possedeva almeno un animale da compagnia. «I risultati della ricerca - ha commentato la dottoressa Elena Ratschen, autrice principale dello studio presso il Dipartimento di scienze della salute dell'Università di York - hanno evidenziato dei potenziali collegamenti tra la salute mentale delle persone e i legami emotivi che esse sviluppano con i propri animali domestici: l'intensità della forza del legame uomo-animale risultava maggiore nelle persone che avevano ottenuto punteggi più bassi nei test relativi alla salute mentale».

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Il professor Daniel Mills, co-autore della ricerca presso la Scuola di scienze della vita dell'Università di Lincoln, ha aggiunto: «Questo lavoro è particolarmente importante nel periodo attuale, in quanto rivela come la presenza di un animale domestico in casa possa proteggere le persone dallo stress psicologico causato dall'isolamento».

E così deve essere stato per l'anziano signore di Lecce che i carabinieri hanno deciso di aiutare.

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