jim carrey will smith

“GLI AVREI FATTO CAUSA PER 200 MILIONI DI DOLLARI” – JIM CARREY ASFALTA WILL SMITH PER LO SGANASSONE A CHRIS ROCK: “WILL È FRUSTRATO ED EGOISTA. NON HAI IL DIRITTO DI SALIRE SUL PALCO E PRENDERE A SBERLE QUALCUNO IN FACCIA PERCHÉ HA PRONUNCIATO DELLE PAROLE” – SCIANDIVASCI: “SE LA CONDANNA DEL CEFFONE, IN AMERICA, È PRESSOCHÉ UNANIME, CAMBIA LA PERCEZIONE DELLA PORTATA DEL GESTO. L'AMERICA BIANCA NON TRANSIGE: VERGOGNA, CAVERNICOLO PATRIARCHISTA VIOLENTO MISOGINO.  L'AMERICA NERA, INVECE, TEME DI ANDARCI DI MEZZO…” - VIDEO

 

1. JIM CARREY COMMENTA IL CASO WILL SMITH: «GLI AVREI FATTO CAUSA. STANDING OVATION? DISGUSTOSA»

Eleonora Giovinazzo per www.iodonna.it

 

jim carrey

Le polemiche per il ceffone di Will Smith a Chris Rock non accennano a placarsi. Sulla questione si è espresso anche Jim Carrey.

Intervistato dalla giornalista Gayle King nel programma CBS Mornings, il comico ha criticato il pubblico che ha dedicato una standing ovation a Smith, premiato con l’Oscar per Una famiglia vincente – King Richard. «Sono disgustato dalla standing ovation – ha commentato Carrey –, ho provato la sensazione che Hollywood abbia perso in massa la spina dorsale. Ho pensato fosse un chiaro segnale che non siamo più il club più in città»,

 

Il ceffone di Smith a Chris Rock

Chris Rock ha fatto una battuta infelice sulla testa rasata di Jada Pinkett Smith, dicendo che non vedeva l’ora di vedere il sequel di Soldato Jane, film del 1997 con Demi Moore rasata a zero in quanto cadetta della US Navy. Jada si era limitata ad alzare gli occhi al cielo. Will, dopo una risata iniziale, ha invece reagito alzandosi e colpendo violentemente Rock. Una volta seduto, con linguaggio colorito, ha poi invitato il comico a togliersi dalla bocca il nome della moglie. Un’ora dopo è tornato sul palco per ritirare l’Oscar come migliore attore.

lo schiaffo di will smith a chris rock oscar 2022

 

Jim Carrey: «Io avrei fatto causa a Will Smith»

«Avrebbe dovuto essere accompagnato fuori dalla sala – ha continuato Carrey –, io avrei annunciato che avrei fatto causa a Will Smith per 200 milioni di dollari. Quel video esisterà per sempre. Sarà ovunque. Quell’insulto proseguirà davvero a lungo».

 

jim carrey will smith

Secondo l’attore non sono sufficienti il discorso di ringraziamento per l’Oscar e le scuse per il gesto violento, comprese le scuse scritte nei confronti di Rock su Instagram. «Puoi urlare la tua disapprovazione dal pubblico, mostrare il tuo dissenso, dire qualcosa su Twitter. Non hai il diritto di salire sul palco e prendere a sberle qualcuno in faccia perché ha pronunciato delle parole». Intanto l’Academy ha aperto un’inchiesta, che pare durerà settimane.

WILL SMITH CON L OSCAR

 

Jim Carrey: «Will ha qualcosa dentro che gli causa frustrazione»

Carrey ha sottolineato inoltre quanto il gesto di Will Smith non sia dipeso da un’escalation. «La reazione è venuta fuori dal nulla perché Will ha qualcosa dentro di sé che gli causa frustrazione e gli auguro il meglio, davvero. Non ho nulla contro Will Smith, ma ha rovinato il momento importante di tutte le persone presenti l’altra sera. Persone che hanno lavorato duramente per arrivare in quel posto e avere quel momento sotto i riflettori, per avere il premio per il lavoro che hanno compiuto così duramente. Si deve affrontare molto quando si è nominati agli Oscar ed è stato davvero egoista rovinare quel momento a tutti».

jim carrey 6

 

Nel frattempo, Jada Pinkett Smith ha parlato di guarigione su Instagram. «Questa è la stagione della guarigione e io sono qui per questo», così il post criptico indirizzato ai suoi 11,8 milioni di follower.

 

2. SE LO SCHIAFFO DI WILL SMITH DIVENTA UNA QUESTIONE RAZZIALE

Simonetta Sciandivasci per “la Stampa”

 

MEME SULLO SCHIAFFO DI WILL SMITH A CHRIS ROCK

Da questa parte dell'oceano, di Will Smith si parla da diverse prospettive, la più trascurata delle quali è quella dell'America non bianca. Ed è importante, invece, perché serve ad allargare lo sguardo, a inquadrare meglio la questione, consentendo forse di allentare le polarizzazioni e le conseguenti indignazioni, legittime o coatte che siano.

«Bianchi e neri non stanno parlando dello schiaffo agli Oscar nello stesso modo», ha scritto l'Atlantic in un articolo che s' intitola Le due Americhe parlano di Will Smith e Chris Rock, e che dà conto di un dibattito che, inevitabilmente, per conformazione del nostro tessuto sociale, da noi è immaginabile, sì, ma in modo superficiale, residuale. Invece, lì c'è uno snodo che, forse, potrebbe trasformarsi in un cortocircuito.

 

chris rock dopo lo schiaffo di will smith

Questo cortocircuito: si dà addosso a un uomo di colore, e si potrebbe a un certo punto arrivare a dire che tanto accanimento è dovuto al fatto che Will Smith è un attore di colore, e poiché è un accanimento che mostrano e rinfocolano soprattutto i bianchi, primi fra tutti gli accorti bianchi pentiti dello star system, potrebbe essere che la sua matrice più profonda sia da rintracciare in un automatismo razzista. Molti neri già si dicono preoccupati: condannano lo schiaffo con toni laschi, ma chiedono che s' insista a specificare che Will Smith ha agito da Will Smith, chiedono che non si generalizzi, sanno perfettamente che vivono in un Paese dove è facile che quello che fa un bianco sia considerato responsabilità sua, e quello che fa un nero sia responsabilità di una comunità intera.

 

In sostanza, scrive l'Atlantic, temono che «venga alimentato lo stereotipo disumanizzante secondo cui la condotta di Smith è tipica delle persone di colore». E sarebbe un bel paradosso se a dare manforte a quello stereotipo, nel tempo della decostruzione e distruzione di ogni attributo culturale, fosse la serata degli Oscar nel cui team di produzione c'erano, per la prima volta, solo neri. Un paradosso che molto direbbe di quanto incidono poco (e male?) i cambiamenti indotti quasi esclusivamente con le quote (pur necessarie), le spartizioni, i calcoli al millesimo degli spazi di modo che le pari opportunità coincidano con le pari rappresentazioni.

meme sullo schiaffo di will smith 3

 

A mettere in chiaro la discrepanza tra le due Americhe e i suoi riverberi più drammatici, del resto, ci ha pensato il BlackLivesMatter, al quale sono stati i bianchi a pensare, in questi due giorni di feroci condanne e lunari proposte giustizialiste (levategli l'Oscar!).

«Will Smith e Donald Trumo sono la stessa persona», ha scritto Howard Stern, conduttore radiofonico. Bianco.

«Avrebbe potuto uccidere Rock!», ha scritto (e poi cancellato) Judd Apatow, regista. Bianco.

 

«Vedere un uomo di colore che difende sua moglie ha significato molto per me, è stato bellissimo», ha detto a People Tiffany Haddish, attrice e comica statunitense. Nera. Will Packer, produttore televisivo, che mentre tutto accadeva ha scritto «beh, avevo detto che non sarebbe stato noioso», ha poi aggiustato il tiro, ancora su Twitter, dicendo che quello spettacolo lo aveva ferito, ma in fondo «i neri hanno uno spirito di sfida e di risata quando si tratta di affrontare il dolore, perché ce n'è stato così tanto. Non sento il bisogno di spiegarvelo». Will Packer è il produttore che, nei titoli dei giorni prima della cerimonia, era colui che «ha fatto la storia nominando un all black production team». Naturalmente, Will Paker è nero.

 

meme sullo schiaffo di will smith 1

Se la condanna del ceffone, in America, è pressoché unanime, almeno secondo quanto rilevano i sondaggisti, cambia, e di molto, la percezione della portata del gesto. L'America bianca non transige: vergogna, cavernicolo patriarchista violento misogino. E non s' accorge che, la sua altisonante condanna della violenza, se pure nell'immediato la pone dalla parte dei buoni, rischia di perpetrare una discriminazione (introiettata e non volontaria, esattamente come la forza che ha mosso Smith verso quel palco). L'America nera, invece, sorride timidamente, e da una parte dice che sarebbe stato meglio evitare (ma come non capire?) e dall'altra teme di andarci di mezzo. E questo ci dice non tanto come si sente quell'America, ma come vive, che prospettive ha, quanto poco è libera, se la libertà, prima che partecipazione e accesso, è responsabilità.

meme sullo schiaffo di will smith 6meme sullo schiaffo di will smith 5will smith 4will smith oscar con king richard will smith schiaffeggia chris rock agli oscar 1will smith 3will smith schiaffeggia chris rock agli oscar 2will smith schiaffeggia chris rock agli oscar 3meme sullo schiaffo di will smith 4

Ultimi Dagoreport

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO, POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…