roberto jonghi lavarini giorgia meloni

IL “BARONE NERO”, ROBERTO JONGHI LAVARINI, È COSÌ LONTANO A “FRATELLI D’ITALIA” CHE NEL 2018 ERA STATO CANDIDATO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI PROPRIO PER IL PARTITO DELLA MELONI (MA NON È STATO ELETTO) – DAL “CENTRO SOCIALE” DI DESTRA “CUORE NERO” AI LOCALI ALLA MODA DI BRERA FINO ALLE “LAVATRICI IN BLACK”: LA SCALATA AL PALAZZO DELLA BRIGATA NEO-FASCISTA DI MILANO

carlo fidanza chiara valcepina roberto jonghi lavarini

1 - FRATELLI D’ITALIA E LA “LOBBY NERA”: IL BARONE LAVARINI SMENTISCE GIORGIA MELON

Nello Trocchia per “Domani”

 

Tra citazioni di Gabriele D’Annunzio, insulti e attacchi a Domani, foto richiamanti la X Mas, il barone nero smentisce Giorgia Meloni. Dopo l’inchiesta sull’onda nera dei Fratelli d’Italia, realizzata da Fanpage, la leader di Fdi si è affrettata a prendere le distanze da Roberto Jonghi Lavarini, il barone nero, condannato in primo grado per apologia di fascismo.

 

roberto jonghi lavarini con giorgia meloni

È l’uomo che parlava di “lavatrici” per finanziare la campagna elettorale. «In Fratelli d’Italia non c’è spazio per razzisti, antisemiti e per paranazisti. Lo sapete benissimo, tant’è che le persone ritratte in quel video sono state allontanate da Fratelli d’Italia. Se qualcuno le ha ricontattate per ravanare dieci voti di preferenza secondo me ha fatto un errore gravissimo», dice Meloni. Lavarini è stato dimenticato e scaricato.

 

TUTTI SAPEVANO?

Eppure il barone nero, nel 2018, in realtà è stato candidato non eletto alla camera dei deputati proprio per Fdi ed era ritratto anche in una foto con la leader. Solo poi si è avvicinato alla Lega e, a sentire la stessa Meloni, è stato scaricato da Fratelli d’Italia.

 

roberto jonghi lavarini con matteo salvini

Proviamo a chiamare il barone nero, ma non ci risponde. Così gli scriviamo su Whatsapp. Quando gli riportiamo la frase di Meloni, ci risponde con una vignetta. C’è un barone a cavallo, è lui, e dietro due galoppini che portano una bandiera di “Nordestra”, il gruppiscolo di Lavarini creato dopo la chiusura di Far fronte.

 

Sono in cammino verso un castello dove spunta la regina, Giorgia Meloni, con sotto la scritta “Casa dei Patrioti”. Chiediamo a Lavarini una spiegazione. «Lo scorso maggio, al mio riavvicinamento a Fdi, con Meloni informata e concorde, un noto vignettista di destra, Renato Santin, dedicò persino questa vignetta», scrive il barone nero.

 

CARLO FIDANZA GIORGIA MELONI

Ma Meloni è stata informata da chi del suo riavvicinamento? «Da me, Fidanza e Ignazio La Russa che conosco dal 1986», scrive Lavarini. Ma è sicuro che ha parlato con entrambi? «Fidanza e La Russa», risponde il barone, «non sono uno sconosciuto a destra, se mi allontano o riavvicino a un partito lo sanno subito tutti...», aggiunge.

 

Tutti sapevano bene, ribadisce. L’onorevole Ignazio La Russa chiarisce: «Io ho conosciuto i suoi ottimi genitori, proprio perché lo conosciamo bene, mi è toccato allontanarlo da Alleanza nazionale otto anni fa per atteggiamenti sopra le righe». In realtà, nel 2018 il barone viene candidato e immortalato in una foto con Giorgia Meloni.

 

carlo fidanza inchiesta di fanpage

«Candidato come indipendente poi è emigrato in altri lidi (alla Lega, ndr)», spiega La Russa. Ma poi si è riavvicinato o no? «Mai parlato con Giorgia di lui e nemmeno con lui di un suo riavvicinamento a Fdi». In questa girandola di smentite, di sicuro ci sono gli incontri di Lavarini con un esponente di vertice del partito meloniano, Carlo Fidanza. Torniamo dunque al barone che, dopo aver smentito Meloni, si ammutolisce sul resto.

 

IL SILENZIO SULLE LAVATRICI

carlo fidanza

Anche se fascista, nostalgico e camerata, su quanto emerso in merito a “lavatrici” e finanziamenti in nero, preferisce di gran lunga il silenzio. Ma lo fa a modo suo, citando la X Mas. Il barone nero viene indicato dal parlamentare europeo di Fdi Carlo Fidanza come quello che «trova quattro, cinque professionisti che fatturano», in modo da consentire il pagamento in nero. Lo stesso barone, nostalgico del duce, il cui busto aveva esposto sulla scrivania, parla di «lavatrici» per finanziare la campagna elettorale. Un meccanismo semplice per fare entrare soldi in nero e farli usciti puliti.

 

carlo fidanza giorgia meloni

Quando lo interroghiamo sul punto il barone risponde con la sua foto. All’altezza della bocca si legge «silenzio stampa». Tra le mani stringe un calendario con questa citazione: «Le stelle brillano soltanto in notte oscura».

 

È un chiaro riferimento alla X Mas, la flottiglia della Rsi, impegnata, tra il 1943 e il 1945, nel contrasto agli alleati e ai partigiani, macchiatasi di nefandezze e orrori di guerra. Così gli facciamo una serie di domande. Le lavatrici alle quali fa riferimento sono organizzate o millantate? I commercialisti esistono o no? Lei è pentito di questa offerta di pagamenti in nero?

 

roberto jonghi lavarini carlo fidanza

A questo punto il barone non resiste e mentre annuncia comunicati ufficiali e confronti con avvocati, dice: «Tanto rumore per nulla, tanto fumo e niente arrosto. Solo battute, millanterie e goliardate da bar. È un chiaro, provocatorio e strumentale, attacco politico alla destra e al centrodestra, a due giorni dal voto». Ricordiamo al barone che la sua frase è un rimando alla X Mas, un’ispirazione che richiama una storia che la costituzione e la resistenza hanno cancellato.

 

«ARTICOLI DI MERDA»

chiara valcepina carlo fidanza lobby nera inchiesta fanpage

Pubblichiamo sul nostro sito la prima parte dell’intervista al barone, con la sua difesa di circostanza sulle lavatrici. Quando la legge ci manda un commento: «Che articolo di merda», con la foto di una macchina “spargimerda”, di quelle che distribuiscono compost sul terreno.

 

«Ecco un vero giornale militante di sinistra che fa corretta opera di informazione, grazie», scrive. Non pago, manda un’altra foto. C’è un mostro soffocato da una colata di fango e sterco con il commento «Ecco un giornalista militante di sinistra sotto le elezioni, mi raccomando credergli: scrivono sempre cose corrette, vere e giuste, che bravi...». Si congeda con una poesia di Gabriele D’Annunzio. I versi in mezzo alla «merda».

CARLO FIDANZA GIORGIA MELONI

 

Gli chiediamo di rispondere alle nostre domande senza essere evasivo e offensivo, ci dice che sono «provocazioni. Lei è un militante di sinistra che ha sempre lavorato per giornali di sinistra, una penna rossa». Il barone nero preferisce la litania stanca delle domande faziose, la strada più breve per evitare di rispondere su lavatrici e pagamenti in nero.

 

2 - IL BARONE, L'ULTRÀ, IL BOSS LA SCALATA AL PALAZZO DELLA MILANO NEONAZISTA

Paolo Berizzi per “la Repubblica”

inchiesta di fanpage su fidanza e fratelli d italia 9

 

Da Cuore Nero - una specie di centro sociale di estrema destra chiuso nel 2010 - ai locali alla moda di Brera. Dalle foto con i rampolli delle famiglie calabresi che gestiscono lo spaccio di droga a Quarto Oggiaro all'inseguimento di un seggio in parlamento. Passando dai patti con i capi ultrà di Inter e Milan e dai saluti romani del Comitato Sergio Ramelli: i camerati che, ogni 29 aprile, ricordano con il "presente" e le braccia tese lo studente del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 da un gruppo di Avanguardia operaia.

 

inchiesta di fanpage su fidanza e fratelli d italia 6

In quattordici anni la "brigata nera" è rimasta sempre lì: conservando le posizioni. E guadagnandone di nuove. All'epoca c'era ancora An, poi la fase della Destra di Storace, poi Fratelli d'Italia.

 

Il barone nero Roberto Jonghi Lavarini ieri come oggi, e così il più presentabile (fino agli "Heil Hitler" della cena filmata da Fanpage; ora lo è molto meno) Carlo Fidanza. Amico, ex ultrà interista passato al doppiopetto e ai lustri del parlamento europeo, di rito meloniano. La "brigata" in tutto questo tempo si è mantenuta e ha figliato.

 

«È semplice: dovete dire a più gente possibile di mettere la croce qui e basta». Le istruzioni per il voto - nella coalizione che sostiene il candidato con la pistola Luca Bernardo - sono arrivate qualche sera fa insieme agli spritz e le tartine da una donna del gruppo immortalato nell'inchiesta su FdI andata in onda a PiazzaPulita. Era lunedì 27 settembre - cinque giorni dopo la cena del 22.

 

inchiesta di fanpage su fidanza e fratelli d italia 5

Parte della comitiva si era data appuntamento per un aperitivo elettorale rinforzato nel dehor di un locale nell'elegante piazza del Carmine. Assenti Fidanza e Lavarini, c'erano i "giovani": Federico Sagramoso, Monica d'Alessio, Chiara Valcepina e Annalisa Pini. Lì le braccia sono rimaste appoggiate ai tavolini, e niente "boia chi molla", nè show, né provocazioni, nessun riferimento agli ebrei o al "black" inteso in senso finanziario. Chissà se e quanto ne sanno, loro, la seconda generazione, del prima.

 

inchiesta di fanpage su fidanza e fratelli d italia 2

Di quando un incendio doloso nel 2007 distrusse la sede di Cuore Nero in zona Certosa: era tutto pronto per la nascita di una base "comunitaria", un circolo in grado di aggregare le diverse anime della destra radicale milanese.

 

L'idea era venuta a Jonghi Lavarini, ex presidente di Zona 3, già dirigente di An (terzo dei non eletti, all'epoca, a Palazzo Marino), e all'ex capo ultrà della curva nord dell'Inter Alessandro Todisco, detto "Todo", già leader italiano dei violenti Hammerskin, una formazione nata negli Usa da una scissione del Ku Klux Klan.

 

inchiesta di fanpage su fidanza e fratelli d italia 4

Che accoppiata: un broker immobiliare di buona famiglia forse nobile («sono figlio di Cesare Jonghi Lavarini dei baroni di Ornavass »), sostenitore delle "destre germaniche", del partito boero sudafricano pro-apartheid e orgoglioso appartenente alla Fondazione Augusto Pinochet; e un teppista da stadio, pregiudicato (un anno e sei mesi per odio razziale e partecipazione a struttura clandestina), un tempo violentissimo come il fratello Franco quando era leader degli Irriducibili e proprietario della linea di abbigliamento curvaiola "Calci&Pugni".

 

Ma Lavarini non è uno che si formalizza, anzi. Condannato anche lui a due anni per apologia di fascismo («sono fiero di avere insegnato ai miei figli il saluto romano fin da piccoli»), fecero il giro del web le sue foto in compagnia di Salvatore Di Giovine, detto "zio Salva", della nota famiglia calabrese implicata nel traffico di droga. E poi Ciccio Crisafulli, erede del boss mafioso Biagio "Dentino" Crisafulli.

inchiesta di fanpage su fidanza e fratelli d italia 12

 

Camerata dichiarato, il rampollo Crisafulli frequentava Cuore Nero come il cugino James: a lui fu dedicata la maglietta "Quarto Oggiaro stile di vita" prodotta dalla "Calci&Pugni" di Todisco. A fare da cerniera tra le teste rasate e la destra-destra milanese di palazzo era sempre lui: il "barone nero".

 

inchiesta di fanpage su fidanza e fratelli d italia 11

Rapporti di lunga data con Lino Guaglianone, ex tesoriere dei Nar, che infatti di Cuore nero è stato sponsor. Il pezzo da novanta e il terminale politico di "Joghi" - come lo chiamano i maligni - e della "brigata", a un certo punto diventa Carlo Fidanza. L'"onorevole". Tra gli ex An più vicini all'ultradestra insieme a Paola Frassinetti. Fidanza è quello che Lavarini avrebbe voluto diventare. Ma i tentativi di entrare nel palazzo al "barone" sono sempre andati male.

inchiesta di fanpage su fidanza e fratelli d italia 3

 

L'ultimo: nel 2018, alla Camera con FdI, off course. Due anni dopo, la condanna per apologia del fascismo. Prima e in mezzo a questa parabola ci sono due appuntamenti che hanno segnato l'ultima stagione "di gloria" della neofascisteria milanese.

 

inchiesta di fanpage su fidanza e fratelli d italia 1

I mille saluti romani del 29 aprile 2017 al campo 10 del cimitero maggiore per i morti della Rsi (beffando il divieto della prefettura). E il corteo del 29 aprile 2019 per Sergio Ramelli. Anche qui le autorità avevano imposto lo stop: ma i camerati del "Comitato Ramelli" sfidarono lo Stato. Incidenti con le forze dell'ordine, denunciati. In piazza, ex picchiatori, ultrà e parlamentari. Il finale? Il solito: saluti romani e il "presente" fascista. Poi la "brigata nera" si è messa a pensare alle elezioni. Le europee, un mese dopo, e le amministrative di domani a Milano.

inchiesta di fanpage su fidanza e fratelli d italia 10

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...