claire l. evans-15

LA CANCELLAZIONE DELLE DONNE DAL MONDO DELLA TECNOLOGIA È IL FRUTTO DI UNA PROGRESSIVA MASCOLINIZZAZIONE” – LA REPRIMENDA DI CLAIRE L. EVANS, LEADER DEL GRUPPO POP “YACHT” E MEMBRO DEL COLLETTIVO CYBERFEMMINISTA "DEEPLAB": “PRIMA DI ZUCKERBERG GIÀ NEL 1989 STACY HORN CREÒ UNA PRIMA COMUNITÀ ONLINE. LA PROGRAMMAZIONE INFORMATICA È STATA A LUNGO CONSIDERATA IL LAVORO DELLE DONNE, TANTO CHE NEGLI ANNI 60 ERANO LA METÀ DELLA FORZA LAVORO NEL SETTORE. MA CIÒ CHE LE HA ALLONTANATE È STATA LA…”

claire l. evans 1

Claire L. Evans, 35 anni, nata a Swindon nel Regno Unito, vive a Los Angeles. Saggista, artista visual e musicista, dal 2008 è la cantante e co-leader del gruppo pop Yacht, già nominato ai Grammy Awards. Claire Evans è l'editore di Terraform, la sezione di science-fiction online su Vice.com.

claire l. evans 9

 

Claire L. Evans collabora con diverse testate (i suoi articoli sono apparsi su Vice, The Guardian, Wired e Rhizome), fa parte del collettivo cyberfemminista DeepLab e ha creato la app 5 Every Day segnalando eventi e luoghi da visitare a Los Angeles ogni giorno, «con un approccio volutamente anti-algoritmo, per allontanare le persone dai loro device a vantaggio di interazioni reali con altri esseri umani».

 

Francesco Musolino per “il Messaggero”

 

«La cancellazione delle donne dal mondo della tecnologia è il frutto di una progressiva mascolinizzazione che le ha espulse da un campo in cui erano la forza lavoro dominante. All'improvviso qualcosa è cambiato, ma nel mondo dell'informatica il futuro è donna». Ne è certa Claire L. Evans - scrittrice, cantante, giornalista e artista - nonché autrice del saggio Connessione.

claire l. evans 8

 

Storia femminile di internet (edito da Luiss University Press con la prefazione di Giulia Blasi) che ha fatto molto scalpore in America, facendo riscoprire decine di storie di donne pioniere nel mondo della tecnologia e poi ingiustamente dimenticate. Cresciuta in mezzo ai computer grazie al padre programmatore, la Evans membro del collettivo cyberfemminista DeepLab - si considera una «nativa digitale alla ricerca della ricaduta culturale dell'innovazione tecnologica».

 

claire l. evans 10

Dopo aver vissuto decenni beati fra monitor e tastiere, un bel giorno internet ha iniziato a sembrarle inospitale in relazione alla sua femminilità. Proprio questa è stata questa la scintilla per l'inizio di un viaggio nel tempo che guarda al futuro, al mondo digitale che verrà. Quando parliamo di computer c'è uno stereotipo ricorrente: un garage, due ragazzi e un'innovazione tecnologica pronta a cambiare il mondo. Dove sono finite le donne?

claire l. evans 13

«Le donne che lavorano nel campo delle tecnologie devono comprendere che l'informatica è assolutamente il nostro dominio. È un passaggio fondamentale. Del resto, la programmazione informatica è stata a lungo considerata il lavoro delle donne tanto che negli anni 60 proprio le donne erano la metà della forza lavoro nel settore.

 

Ma ciò che le ha allontanate è stata la disparità salariale, la mancanza di tutoraggio professionale e una riluttanza strutturale a concedere loro i congedi parentali, rendendo sempre più arduo avvicinarsi ai ruoli di vertice nel mondo tecnologico. L'informatica è sorta come un ambiente di lavoro femminile ma nel tempo ha subito una ruvida mascolinizzazione. Di fatto, allontanando sistematicamente le donne, nel corso degli anni è sembrato scontato che l'informatica fosse un mondo di uomini. Ma non è affatto così che è cominciata».

claire l. evans 3

 

Claire, come è nato questo libro?

«Sono cresciuta online, pensando a me stessa come una nativa digitale. Mio padre ha lavorato per la Intel tutta la vita, c'era sempre un computer in casa e a portata di mano. Crescendo, non ho mai pensato che i computer fossero più adatti ai ragazzi o alle ragazze, non più di quanto lo fosse il televisore e il tostapane. Ma poi qualcosa è cambiato».

 

Ovvero?

claire l. evans 12

«Ho cominciato a perdere contatto a livello culturale, ho smarrito la sensazione che la rete fosse il mio paese nativo e internet ha iniziato a sembrarmi inospitale in relazione alla mia femminilità. Suppongo che potresti definirla una crisi di fede. Questo libro è iniziato come un tentativo di ritrovare le origini, la ricerca di un lignaggio che potesse daccapo includermi. Volevo riesaminare le storie delle donne dell'informatica per capire quando abbiamo perso il filo del discorso».

mark zuckerberg

 

Scrive che quando usiamo le parole internet e web spesso intendiamo la stessa cosa. Non è così?

«Secondo l'informatica Wendy Hall, il Web è un enorme esperimento di laboratorio, e noi siamo i topi che corrono nel labirinto digitale. Internet e il Web sono entrambi la conseguenza di innumerevoli piccole decisioni, prese nel momento da persone guidate da bisogni e desideri molto umani.

 

Vuole un esempio? Mark Zuckerberg ha fondato Facebook per giudicare l'attrazione sessuale delle matricole di Harvard ma ora è l'uomo più potente del mondo. Com' è accaduto? Ebbene, il processo decisionale sembra impossibile da smontare ma se riuscissimo a intervenire nei passaggi chiave, forse potremmo vivere in un altro mondo».

Stacy Horn

 

C'è una donna che ha rivestito un ruolo chiave nella storia dei social?

«Pensiamo che tutto sia nato con Zuckerberg ma non è così. Nel mio libro parlo di diverse comunità online, tra cui ECHO, un sistema di bacheche elettroniche fondato nel 1989 da Stacy Horn, un'artista di New York City».

 

C'è un problema di machismo nel mondo tech?

«Oggi idolatriamo le storie dei self-made man, amministratori delegati e imprenditori che avviano aziende, costruiscono piattaforme, accumulano utenti e diventano enormemente potenti e ricchi, spesso a spese degli stessi utenti».

claire l. evans 5

 

Un esempio?

«Beh, pensi ad Airbnb e Uber che fanno a pezzi il tessuto sociale delle città mentre i loro fondatori diventano celebrità, o il modo in cui Facebook ha distrutto la nostra capacità di avere un sano confronto pubblico».

 

Che soluzione propone?

«Dobbiamo rivalutare completamente il modo in cui pensiamo all'industria tecnologica, iniziando a valorizzare le persone il cui contributo arricchisce la vita umana e non solo i singoli fondatori che guadagnano la loro ricchezza sulle nostre spalle».

 

claire l. evans 4

Torniamo all'eredità paterna. Quanto ha influito sul suo approccio digitale?

«Molto. Lui era un programmatore alla Intel e faceva in modo che avessi sempre computer e internet a portata di mano, in totale libertà. Penso che sperasse che anche io diventassi una programmatrice ma sono sempre stata più interessata agli aspetti culturali del computer, allo studio delle ricadute sulla nostra società dell'innovazione tecnologica».

 

Lei fa parte di Deep Lab, il collettivo cyberfemminista, nato per sfruttare il potenziale di indagine creativa che giace dormiente nel deepweb. La rete è un mondo selvaggio?

claire l. evans 7

«Non lo definerei un posto selvaggio ma sicuramente la rete necessita di cura. Mi piace pensare al web come un modello emergente di connessioni umane e noi dobbiamo prenderci cura delle comunità sia online che offline costruendo sistemi che incentivino l'apprendimento, la comunicazione e la ricerca di significato».

 

Il futuro sarà digitale e donna?

«Sì, vorrei tanto che fosse così!».

claire l. evans 15claire l. evans 11claire l. evans 16claire l. evans 2claire l. evans 6claire l. evans 14

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…