“GESSICA NOTARO FU SFREGIATA PER PRIVARLA DELL’IDENTITA’, COSI’ DA CANCELLARLA AGLI OCCHI DI CHIUNQUE” – LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO DI BOLOGNA CHE HA CONDANNATO A 15 ANNI L’EX COMPAGNO DELLA SHOWGIRL: “NESSUNA FRUSTRAZIONE AMOROSA, PER QUANTO DOLOROSA, PUÒ CONTRIBUIRE A ATTENUARE LA GRAVITÀ DELLA CONDOTTA”

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Da ansa.it

 

 

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Il gesto di Edson Tavares "appare plastica rappresentazione di una meditata, ferma volontà di punire per sempre la vittima privandola non solo della sua speciale bellezza, ma della sua stessa identità, così da cancellarla agli occhi di chiunque, non potendola 'possedere' egli stesso". Lo scrive la Corte di appello di Bologna nella sentenza con cui ha condannato a 15 anni, cinque mesi e 20 giorni l'ex di Gessica Notaro, showgirl riminese sfregiata con l'acido il 10 gennaio 2017.

 

    "Nessuna frustrazione amorosa, per quanto dolorosa, può contribuire a attenuare la gravità della condotta qui in esame che, in quanto sostenuta da lucida preordinazione di mezzi e di modi, non si presta a inscriversi in un contesto emotivo sopraffattorio della razionalità", spiega inoltre la prima sezione penale, motivando la mancata concessione delle attenuanti generiche nel processo per lesioni gravissime, riunito in appello a quello per stalking.  

 

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"Ora sarà la Cassazione a dover chiarire alcuni punti. La Corte di Appello non scioglie il quesito sul doppio processo, inoltre la parte per così dire emotiva delle motivazioni, risulta debole. Prepariamo il ricorso in terza istanza", ha detto l'avvocato difensore di Edson Tavares, Riccardo Luzi.

 

GESSICA NOTARO GESSICA NOTARO

"Mi ritengo soddisfatta nel leggere le motivazioni dell'articolata sentenza che ha ripercorso pedissequamente l'andamento fattuale senza lasciare spazio a dubbi o ricostruzioni alternative e ha dato ampio spazio all'attendibilità di Jessica Notaro. In tal modo si è eliso il rischio di 'vittimizzazione secondaria' che le persone offese da queste tipologie di reati spesso subiscono da parte delle istituzioni. Nel caso di specie, invece, la Corte ha pienamente recepito la tesi accusatoria, restituendo dignità alla vittima che ha sempre lottato con forza, divenendo un vero e proprio simbolo contro la violenza sulle donne". E' il commento dell'avvocato Elena Fabbri, difensore dell'associazione riminese Butterfly, che si batte contro la violenza e lo stalking, costituita parte civile nel processo.

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