alessandro barbero big green pass

IL GOVERNO RITIENE DI POTER TOGLIERE ALLA GENTE DIRITTI UMANI FONDAMENTALI” – LO STORICO ALESSANDRO BARBERO, DOPO AVER FIRMATO L’APPELLO PER DIRE NO AL GREEN PASS NELLE UNIVERSITÀ, SALTA AL COLLO DI DRAGHI: “CHI GOVERNA NON SI PRENDE LA RESPONSABILITÀ DI RENDERE OBBLIGATORIO PER LEGGE IL VACCINO, MISURA CON CUI IO, SIA PURE NON SENZA DUBBI, ALLA FINE SAREI D’ACCORDO. QUALCUNO MI PRESENTA COME UNA SPECIE DI SUPERSTIZIOSO FANATICO CONTRARIO AI VACCINI, MA IO L’HO FATTO. INSULTI? POCHISSIMI, ANZI…” 

Roberta Scorranese per il "Corriere della Sera"

 

Professore, facciamo chiarezza?

alessandro barbero 2

«A me sembra che l’appello che ho firmato sia chiaro».

 

Parliamo dell’appello sottoscritto da centinaia di docenti universitari per dire no al green pass obbligatorio negli atenei. Ma la sua scelta ha acceso polemiche durissime.

«Qualcuno mi presenta come una specie di superstizioso fanatico contrario ai vaccini. Ma nell’appello che ho firmato non si parla affatto dell’utilità dei vaccini, anzi si dice chiaramente che molti dei firmatari sono vaccinati, me compreso. Il problema che mi preoccupa è l’obbligo del green pass per gli studenti che dopo aver pagato fior di tasse universitarie sono esclusi dalle lezioni se non hanno il certificato. Anche se in verità una preoccupazione più generale nel manifesto c’è, posso dirla?».

alessandro barbero 4

 

Prego.

«C’è nel testo un accenno anche al mondo del lavoro in generale: non si tratta di essere indifferenti alla sicurezza di chi lavora, ma ci sono misure umilianti di cui è impossibile vedere l’utilità: penso a quegli operai o poliziotti che non possono mangiare in mensa seduti accanto ai colleghi, con i quali, però, hanno lavorato fianco a fianco fino a un minuto prima».

 

Che cosa temono i firmatari?

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«La frase più importante dell’appello è la prima: siamo preoccupati perché la disposizione vigente “estende, di fatto, l’obbligo di vaccinazione in forma surrettizia per accedere anche ai diritti fondamentali allo studio e al lavoro, senza che vi sia la piena assunzione di responsabilità da parte del decisore politico”».

 

È questo il punto, professore?

«Ma certo. Il governo ritiene di poter togliere alla gente diritti fondamentali, neppure civili o politici, ma umani, come quello di accedere a un ospedale o a una lezione universitaria, e considera la cosa irrilevante, tanto da non far sentire una parola per dire almeno che è preoccupato e dispiaciuto di doverlo fare, e senza prendersi la responsabilità di rendere obbligatorio per legge il vaccino, misura con cui io, sia pure non senza dubbi, alla fine sarei d’accordo».

 

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Carenza di dibattito serio?

«Vivere in un Paese in cui non si può salire su un treno o entrare in un ufficio pubblico o andare all’università se non si possiede un pezzo di carta che però — per carità! — non è assolutamente obbligatorio, è surreale e inquietante. Chi si preoccupa di questa violazione dei diritti magari esagera, e io sarei ben contento di discutere con chi pensa che nella situazione che stiamo vivendo si tratti di preoccupazioni troppo astratte. Invece tutto questo avviene senza un dibattito pubblico equilibrato, e in mezzo alla canea degli insulti da una parte e dall’altra, e questo è addirittura terrificante».

 

La sua resta una posizione forte.

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«Io sono un professore universitario e i miei datori di lavoro sono i miei studenti. Se io vedo che fra i miei studenti c’è preoccupazione e indignazione per l’obbligo del green pass per entrare all’università, io ho il dovere morale di esprimere la mia posizione. Tanti colleghi hanno una posizione diversa, compreso il rettore della mia Università, e fanno bene a esprimerla pubblicamente: l’Università è appunto il posto in cui si cerca la verità senza pretendere di averla già in tasca, e si affrontano i dubbi, anziché tacitarli».

 

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Quanti insulti ha ricevuto?

«Pochissimi. Lettere di gente che si dice delusa e non capisce, parecchie. E tante di persone che mi ringraziano, e non di barbari superstiziosi, ma di persone di tutti i generi, compresi colleghi specialisti di Medicina e di Giurisprudenza».

alessandro barberoALESSANDRO BARBERO 2 ALESSANDRO BARBEROlo storico alessandro barbero

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