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“IN ITALIA I CONTAGI SONO UN MISTERO" - IL DIRETTORE PER L'EUROPA DELL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ, HANS KLUGE: "NON TUTTI I CASI DI CORONAVIRUS SEMBRANO AVERE UN LEGAME CON I VIAGGI IN CINA O CON PERSONE GIA’ MALATE. IL CONTENIMENTO È ANCORA POSSIBILE. A PATTO CHE..."

LUCA FRAIOLI per repubblica.it

 

"Quello che preoccupa della situazione italiana è che non tutti i casi registrati sembrano avere una chiara storia epidemiologica, cioè un legame con viaggi in Cina o contatti con altri casi già confermati".

coronavirus

 

Hans Kluge, direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità in Europa, sta seguendo minuto per minuto l'evoluzione della crisi da coronavirus in Lombardia e Veneto. Ieri ha parlato con il ministro Roberto Speranza e con il direttore generale della Sanità del Veneto Domenico Mantoan. Inoltre l'Oms ha organizzato una teleconferenza con gli esperti del ministero della Salute e della Regione Lombardia. "Gli sforzi delle autorità italiane sono ammirevoli", dice il numero uno dell'Oms nel continente. "Noi ci siamo offerti di lavorare insieme per dare il nostro supporto, per il bene dei cittadini italiani e della comunità internazionale".

 

Come valuta l'esplosione di casi di Covid-19 nel Nord Italia?

"Non è una sorpresa. Lo abbiamo già osservato in altri paesi diversi dalla Cina. Però ora è molto importante capire come si sono svolti gli eventi, identificare e tracciare i contagi: occorre che le autorità sanitarie italiane si focalizzino su questo aspetto".

 

 

hans kluge

Pensa che qualcosa sia andato storto nelle misure adottate finora per limitare la diffusione del coronavirus dalla Cina all'Europa e in particolare all'Italia?

"La Cina ha adottato una strategia di contenimento nell'epicentro dell'epidemia, inclusa una grande enfasi sui controlli di chi esce dall'area. Il risultato è impressionante: solo il 2% dei casi totali è stato registrato fuori dalla Cina.

 

Tuttavia gli spostamenti globali delle persone sono ormai tali che c'era da aspettarsi casi anche in altre aree del pianeta, Europa compresa. Ora dobbiamo limitare la trasmissione da persona a persona, attraverso misure di mitigazione. Il che significa una maggiore igiene delle mani e delle vie respiratorie".

 

Cosa si sente di raccomandare agli italiani?

"Capisco la loro preoccupazione. È la stessa di mia moglie e delle mie figlie. Per questo invito tutti a documentarsi sul Covid-19 su canali informativi affidabili, quelli del Ministero della Salute, dell'Istituto superiore di sanità, dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Sicuramente non ci proteggerà dal contagio la discriminazione di chi ha un'origine diversa dalla nostra.

coronavirus mappe

 

È il tempo della solidarietà e della cooperazione. E poi non dobbiamo mai dimenticare il contesto: il 98% dei casi sono in Cina, in più dell'80% dei casi le persone infettate hanno avuto sintomi lievi, mentre meno del 15% sono in condizione serie e solo nel 5% dei casi si registra una patologia grave. Al momento osserviamo una mortalità di poco sopra il 2%, la maggior parte persone anziane con patologie pregresse. Detto questo, nelle aree italiane colpite il rischio di infezione può essere alto e per questo i residenti devono seguire le raccomandazioni delle autorità, compreso il non frequentare luoghi affollati".

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Ci si può mettere in viaggio, per esempio su un treno affollato?

"Nei luoghi affollati, oltre all'igiene delle mani, è sempre bene tenere una distanza di uno o due metri tra gli individui per evitare il contagio".

 

L'influenza fa centinaia o migliaia di morti ogni anno in Italia. Perché allora il Coronavirus preoccupa così tanto gli esperti che oggi lo considerano il nemico pubblico numero uno?

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"Lo prendiamo molto sul serio perché è un virus nuovo: questo significa che nessuno di noi è immune. L'influenza invece è una malattia stagionale per la quale le persone a più rischio posso essere protette adeguatamente. Eppure fa 50mila morti ogni anno in Europa.

 

Tuttavia il vaccino esiste e funziona, e noi lo raccomandiamo agli anziani, alle donne in gravidanza, ai malati cronici e al personale sanitario. Covid-19 è un virus nuovo e noi stiamo facendo ricerca per arrivare a una cura e per predisporre un vaccino. Che però richiederà del tempo. Dunque dobbiamo puntare su misure di salute pubblica che possono essere adottate già oggi per salvare delle vite".

 

Cosa intendeva dire il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus quando ha dichiarato: "Si sta chiudendo la finestra che avevamo per contenere i focolai"? Stiamo perdendo la battaglia col coronavirus?

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"Intendeva dire che il basso numero di casi al di fuori della Cina ci ha finora offerto l'opportunità di contenere la diffusione internazionale. Ora, anche se i casi in altri paesi restano relativamente bassi, cominciamo a essere preoccupati per il numero di contagi che non hanno un chiaro legame con viaggi dalla Cina o con persone già malate.

 

Questo sta restringendo la finestra. Il contenimento però è ancora possibile. A patto che ci si prepari adeguatamente, soprattutto nei paesi con sistemi sanitari vulnerabili. Ma la comunità internazionale non sta ancora agendo in questa direzione".

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