vito molinari

“MI HANNO SCIPPATO ALL’USCITA DELLA BANCA, A MILANO. HANNO PENSATO: ECCO UN VECCHIO RINCOGLIONITO. MA IO NON SONO COSI’…” - LA RABBIA DEL MITICO REGISTA DELLA PRIMA TRASMISSIONE RAI, VITO MOLINARI, 92 ANNI: “UN GIOVANE CHE MI VIENE INCONTRO IN MODO FESTOSO E MI DICE: VOGLIO REGALARTI TRE DEI MIEI MELONCINI. POI MI HA PRESO I SOLDI DALLE MANI. HO INSEGUITO LO SCIPPATORE CHE CERCAVA DI SALIRE SULL'AUTO DEL COMPLICE E L'HO TRATTENUTO PER IL BRACCIO. SONO CADUTO A TERRA E MI HANNO TRASCINATO PER QUALCHE METRO. SE AVESSI AVUTO UNA PISTOLA, GIURO CHE GLI AVREI SPARATO ALLE GAMBE…”

Giangiacomo Schiavi per il “Corriere della Sera”

 

VITO MOLINARI

Come sta?

«Da sopravvissuto. Con femore e spalla fracassati».

 

Una spinta nel tentativo di rapinarla?

«No. Mi ha fregato la reazione a uno scippo maldestro. Ho cercato di fare l' eroe senza esserlo».

 

A 92 anni...

«Gia. Volevano raggirarmi all' uscita dalla banca. Hanno pensato: ecco un vecchio rincoglionito. Mi hanno fatto sentire uno sprovveduto. Ma io non sono così. Vecchio sì, ma rincoglionito no».

 

E allora...

«Ho inseguito lo scippatore che cercava di salire sull' auto del complice e l' ho trattenuto per il braccio, mentre il socio accelerava. Sono caduto a terra e mi hanno trascinato per qualche metro...».

VITO MOLINARI

 

Sembra un film, poteva finire molto male.

«È un paradosso per un regista sentirsi dentro a un brutto film: come il cow boy sbalzato di sella che resta con il piede impigliato nella staffa del cavallo imbizzarrito...».

 

Vito Molinari è ricoverato in una stanzetta dell' Humanitas, tre giorni fa l' hanno operato all' anca, il braccio e la spalla sono irrigiditi da un tutore, il cuore viene tenuto costantemente sotto controllo. Ma rivede le fasi dell' agguato subito a Milano, tra piazza Wagner e via Monterosa, come se fosse nella sala di montaggio della Rai, quella di cui è stato uno dei padri fondatori, dalla trasmissione inaugurale del 1954 ai duemila Carosello, passando per sceneggiati e varietà del sabato sera.

 

VITO MOLINARI

Scena numero uno.

«Ero appena uscito dalla banca con mille euro in contanti. Pochi passi verso via Monterosa e una macchina si mette di traverso davanti a me, mi sbarra la strada. Sono costretto a fermarmi. Si apre di colpo una portiera e scende un giovane che mi viene incontro in modo festoso».

 

Scena numero due...

«Il tizio mai visto mi saluta come un vecchio amico: ciao, da quanto tempo non ci vediamo? Lo guardo perplesso: io non ti conosco, dico. E lui: ma come, abbiamo anche mangiato insieme. Come stai?».

 

Non comincia a sospettare qualcosa?

«Capisco che devo uscire da un cul de sac . Siamo in pieno giorno, in una zona bene della città: gli faccio segno di lasciarmi passare, non abbiamo niente da dirci».

 

E il fantomatico amico?

VITO MOLINARI

«Va avanti a raccontarmi la sua vita, che io non conosco. Mi sono sposato, dice, ho messo su un negozio, voglio regalarti tre dei miei meloncini. A questo punto ho risposto secco: non mi interessano. Ma lui ha insistito: prendili, se vuoi dai una mancia al mio socio».

 

Sembra un film di Checco Zalone...

«Pur di togliermelo dai piedi ho messo una mano nel taschino interno della giacca. Lì tengo qualche biglietto da cinquanta e da venti euro tenuti insieme da un fermaglio.

Mentre cercavo dieci euro lui li ha visti e si è buttato su quei soldi come una belva, correndo verso l' auto del complice».

VITO MOLINARI

 

Quanti erano quei soldi?

«A spanne, duecento, duecentocinquanta euro. Con il senno di poi dico che avrei dovuto lasciarlo andare, ma mi ha preso una rabbia tale per essere stato preso in giro che l' ho inseguito. Mi sono sentito un cretino».

 

Invece ha reagito come Rambo.

«In certe circostanze non ragioni più con la testa. Se avessi avuto una pistola, giuro che gli avrei sparato alle gambe. Mentre lui si buttava sul sedile sono riuscito ad afferrarlo per il braccio, ma il complice ha accelerato e sono stato trascinato sull' asfalto. E così eccomi, con femore e spalla rotti».

VITO MOLINARI

 

Scippi e truffe agli anziani sono qualcosa di miserabile e vigliacco, un accanimento su chi è più vulnerabile. La sua difesa è stata legittima, ma ha rischiato la vita per poco più di duecento euro.

«Questo è stato un errore, lo dico per altri cittadini che possono avere come me una comprensibile reazione istintiva. Non bisogna fare l' eroe, non essendolo».

VITO MOLINARI

Ultimi Dagoreport

roberto vannacci elly schlein giorgia meloni legge elettorale ballottaggio

DAGOREPORT! LA NUOVA LEGGE ELETTORALE È INCOSTITUZIONALE? MONTA IL DIBATTITO CON 160 COSTITUZIONALISTI CHE ANDRANNO AVANTI CON I RICORSI ALLA CORTE COSTITUZIONALE - LA SCOMMESSA DELLA MELONI: UNA VOLTA APPROVATA LA LEGGE, ANDARE AL VOTO A MAGGIO PER EVITARE IL GIUDIZIO DI INCOSTITUZIONALITA' DELLA CONSULTA – LA PROTESTA DEL CIVICO ONORATO SULLE FIRME RICHIESTE PER PRESENTARE LE LISTE (6MILA PER OGNI COLLEGIO): UNA NORMA CHE IN REALTA’ FA COMODO A FORZA ITALIA E NOI MODERATI IN FUNZIONE ANTI-ONORATO MA ANCHE ALLA SINISTRA, CHE SI METTEREBBE AL RIPARO DALLE NUOVE CREATURE POLITICHE (TIPO GRILLO) – VANNACCI AL 99% NON DOVREBBE AVER BISOGNO DI RACCOGLIERE LE 6MILA FIRME - L’ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA PER CHI ARRIVA AL 42%: NON NE PARLA NESSUNO NEL PD PERCHE’ FA COMODO ANCHE A SCHLEIN…

elly schlein giuseppe conte dario franceschini

DAGOREPORT - CONTRORDINE, COMPAGNI, LE PRIMARIE SI FARANNO INDIPENDENTEMENTE DALLA LEGGE ELETTORALE! CONTE HA DATO UN AUT AUT AGLI ALLEATI DEL CAMPO LARGO METTENDO I GAZEBO COME “CONDICIO SINE QUA NON” PER ESSERE NELL'ALLEANZA CON IL PD – MA LE PRIMARIE, OLTRE A ESSERE DIVISIVE, SONO UN GRAN CASINO SUL FRONTE REGOLAMENTARE: SARANNO APERTE O CHIUSE? CI SARA’ IL VOTO ONLINE? E PREVEDERANNO UN BALLOTTAGGIO? - PER ELLY, CHE TREMA PERCHÉ CONTE CON LA POSIZIONE SULL’UCRAINA DRENA VOTI AL PD SCESO AL 20%, I GAZEBO SONO DIVENTATI UN PROBLEMA ANCHE ALL’INTERNO DEL PARTITO (AL PUNTO CHE NON HA POTUTO CONCEDERE L’ENDORSEMENT A MARIO CALABRESI, CANDIDATOSI A SINDACO DI MILANO, PERCHÉ HA PAURA DI PERDERE I VOTI DI PIERFRANCESCO MAJORINO). COSI’ PER BLINDARSI E’ COSTRETTA A STRINGERE ACCORDI CON RENZI, FRANCESCHINI E ALTRI CAPATAZ DEM. MA NON ERA LEI CHE DICEVA “NON VOGLIAMO PIÙ CAPIBASTONE E CACICCHI?”

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...