carolina marconi alessandro tulli

IL SESSO CAMBIA QUANDO HAI UN TUMORE” – CAROLINA MARCONI CONFESSA IN UN LIBRO COME LA SUA VITA SIA STATA STRAVOLTA DALLA MALATTIA: "QUANDO TI TRASFORMI FISICAMENTE, LA CELLULITE È ORMAI L’ULTIMO DEI TUOI PROBLEMI E LE CURE TI SFIANCANO. MA IL MIO COMPAGNO NON HA MAI SMESSO DI FARMI SENTIRE BELLA E DESIDERATA". "HO SCOPERTO DI AVERE IL CANCRO MENTRE FACEVO GLI ACCERTAMENTI PER AVERE UN BAMBINO. QUEL FIGLIO MI HA SALVATA PRIMA CHE NASCESSE…"

Michela Proietti per www.corriere.it

 

carolina marconi

«Quando mi hanno detto “Carolina siediti, dobbiamo parlarti” sono scappata. Ho cominciato a correre, quando c’è qualcosa che non voglio sentire, io fuggo». Carolina Marconi, 43 anni, la showgirl venezuelana diventata nota al grande pubblico dopo la quarta edizione del Grande Fratello, racconta in anteprima al Corriere quello che ha scritto nel libro «Sempre con il sorriso. La mia battaglia più difficile» (Piemme) uscito oggi in tutte le librerie. Il racconto del tumore al seno che l’ha aggredita quando meno se lo aspettava («cercavo un figlio, non una diagnosi così terribile») e il percorso intrapreso per curarsi. «Oggi ho una collezione di parrucche.

 

carolina marconi foto di bacco

Ho cominciato ad acquistarle su Amazon di tutte i tipi, dalla bionda alla rasta. All’inizio ne avevo una da 2500 euro, molto costosa. Poi ho capito che non mi serviva una parrucca perfetta, volevo alleggerire un periodo molto difficile e far capire che si può trovare una chiave positiva in tutto».

 

«Carolina, siediti»

Carolina Marconi scopre di essere malata mentre sta facendo gli accertamenti necessari per avere un figlio. «Quel figlio mi ha salvata prima che nascesse», dice Carolina, che oggi ha completato il suo ciclo di cure e può dirsi completamente guarita. Mancava solo la mammografia per iniziare il percorso che l’avrebbe portata, insieme al suo compagno, Alessandro Tulli, a diventare mamma.

 

carolina marconi a verissimo 7

«Ero sicura che sarebbe andata benissimo, anche se sotto sotto avevo paura, perché era un esame che rimandavo di continuo, come succede a tante donne per la paura di scoprire qualcosa che non va». Proprio a quell’ultimo controllo qualcosa va storto. Un sassolino, piccolo piccolo, oltre a una protesi rotta: l’esame rivela qualcosa di inatteso. «Carolina stai tranquilla, però approfondiamo». Le parole del dottore aprono la strada ai necessari accertamenti. L’esame istologico arriva poco dopo. «Carolina, siediti».

carolina marconi

 

«Voglio un figlio, non un tumore»

«Ho 43 anni, voglio un figlio, non un tumore». Carolina Marconi racconta senza vergogna il suo primo pensiero alla notizia della malattia. «Non pensavo alla vita, pensavo a quel figlio che forse non sarebbe mai più arrivato». Quel sassolino era molto di più. «Un killer super aggressivo, con una piccola metastasi di 4 millimetri: abbiamo dovuto essere altrettanto aggressivi, con la terapia, c’erano alcuni farmaci che mi lasciavano stremata. Ho bevuto per settimane due litri di acqua al giorno, così aiutavo il mio corpo a liberarsi dei veleni».

carolina marconi

 

Nel frattempo la malattia si fa conoscere attraverso altri aspetti. «L’amore del mio compagno si rivelava ogni giorno più potente: il sesso cambia quando hai un tumore, quando ti trasformi fisicamente, la cellulite è ormai l’ultimo dei tuoi problemi e le cure ti sfiancano. Ma lui non ha mai smesso di farmi sentire bella e desiderata. A un certo punto, quando sono iniziati a cadere i capelli e li ritrovavo persino nel piatto mentre mangiavo, mi sono rasata. Da sola, con la lametta, davanti allo specchio.

carolina marconi

 

Mi sono sentita libera. Alessandro, davanti alla mia testa nuda, la baciava dolcemente e diceva: «la mia meravigliosa pelatina». Anche ora che sto facendo delle punture che mi danno delle insopportabili vampate di calore, lui mi è vicino. Il nostro è stato un amore grande fin dal primo giorno: quando giocava a calcio a Piacenza si alzava all’alba da Roma per poter dormire tutte le sere con me».

 

Smalto e farina

carolina marconi torta 2

Durante il percorso di cure ha conosciuto persone malate e sole, alcune abbandonate alla scoperta della malattia dal compagno. «A quegli uomini dico solo di vergognarsi: a quelle donne che combattono da sole invece dico di sentirsi ogni giorno belle e forti, di mettersi un bel rossetto e la parrucca preferita. Il cancro non dipende da noi, ma lo spirito con cui lo puoi affrontare sì ». Per Carolina la vicinanza di Alessandro è stata fondamentale.

 

«Abbiamo iniziato a vivere in una piccola comune, con tutta la mia famiglia arrivata dal Venezuela: i miei fratelli, che non si parlavano da anni, si sono ritrovati grazie a questo momento così difficile, mia mamma si è trasferita da noi. Facevamo la pizza, cantavamo canzoni del Sud America. Ho inventato tanti scherzi al mio Alessandro, mentre dormiva gli mettevo lo smalto o gli buttavo la farina in faccia. Lo chiamo il miracolo della mia malattia».

carolina marconi alessandro tulli 3

 

«Sarò mamma»

Prima di cominciare le cure Carolina ha congelato gli ovuli. «Non ho messo via la speranza di diventare mamma, tra due anni quando interromperò la cura ormonale potrò riprovare ad avere un figlio. E se non arriverà l’adotterò. Ma niente potrà togliermi questa grande voglia di maternità», dice Carolina, che dopo questa vicenda ha deciso di aiutare in modo concreto le donne che si trovano nella sua stessa situazione.

 

massimo boldi carolina marconi matrimonio al sud

«Sto avviando insieme al Reparto oncologico dell’ospedale Gemelli una associazione in supporto alle donne che affrontano questo percorso: ci occuperemo di fornire parrucche, microblading alle sopracciglia, tatuaggi all’areola, e la festa di “fine chemio”, come quella che hanno organizzato a me a sorpresa in ospedale. Ogni donna che ha affrontato un male così aggressivo si merita una festa».

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