papa francesco bergoglio che guevara

“LA TRADIZIONE CRISTIANA NON HA MAI RICONOSCIUTO COME ASSOLUTO E INTOCCABILE IL DIRITTO ALLA PROPRIETÀ PRIVATA” - BERGOGLIO USA IL VANGELO PER MANDARE IN TILT L'OCCIDENTE INTONTITO DAL TURBOLIBERISMO: “NON C'È GIUSTIZIA CHE POSSA ESSERE FONDATA SULLA DISUGUAGLIANZA, CHE IMPLICHI LA CONCENTRAZIONE DELLA RICCHEZZA. BISOGNA LOTTARE CONTRO CHI NEGA I DIRITTI SOCIALI E SINDACALI. COMBATTERE CONTRO QUELLA CULTURA CHE PORTA AD USARE GLI ALTRI, A RENDERLI SCHIAVI E A TOGLIERE LORO LA DIGNITÀ”

1 - PAPA: IL DIRITTO A PROPRIETÀ PRIVATA NON È INTOCCABILE

papa francesco a cuba 8

(ANSA) - Occorre costruire una "nuova giustizia sociale partendo dal presupposto che la tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto e intoccabile il diritto alla proprietà privata" e ne ha sempre invece sottolineato "la funzione sociale". Lo dice il Papa in una riflessione rivolta ai giudici di America e Africa che si occupano di diritti sociali. "Il diritto di proprietà è un diritto naturale secondario derivato dal diritto che hanno tutti, nato dal destino universale dei beni creati". Per il Papa "non c'è giustizia sociale che possa essere fondata sulla disuguaglianza, che implichi la concentrazione della ricchezza".

 

Per il Papa "ci siamo abituati a passare, a ignorare situazioni finché non ci colpiscono direttamente. L'impegno incondizionato si fa invece carico del dolore dell'altro senza scivolare in una cultura dell'indifferenza". Rivolto ad un gruppo di giudici di America e Africa riuniti in videoconferenza sul tema dei diritti sociali, il Papa ha sottolineato che occorre "essere un popolo, senza pretendere di essere un'élite illuminata, ma un popolo, che sia costante e instancabile nel lavoro di includere e integrare".

papa francesco a cuba 7

 

"Nel Vangelo, quello che Dio ci chiede è di essere Il popolo di Dio, non l'élite di Dio. Perché quelli che seguono la via dell' 'élite di Dio', finiscono per il noto clericalismo elitario che, lavora per il popolo, ma niente con il popolo, senza sentirsi un popolo". Il Papa chiede di perseguire i valori della solidarietà ed equità.

 

"Solidarietà nella lotta alle cause strutturali della povertà, disuguaglianza, mancanza di lavoro, di terra e di case". "Lottare, insomma, contro chi nega i diritti sociali e sindacali. Combattere contro quella cultura che porta ad usare gli altri, a rendere schiavi gli altri, e finisce per togliere la dignità agli altri". Fare giustizia significa "restituire", "non dare le nostre cose, né quelle di terzi, ma noi restituiamo ciò che è loro. Abbiamo perso molte volte questa idea di restituire ciò che gli appartiene", ha concluso il Papa.

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2 - PAPA: NESSUNA SENTENZA È GIUSTA SE PRODUCE DISUGUAGLIANZE

 (ANSA) - Papa Francesco invita i giudici a fare delle loro sentenze una "poesia". In un videomessaggio ai partecipanti alla Conferenza internazionale dei giudici membri dei Comitati per i diritti sociali di Africa e America, il Papa ha sottolineato: "Il poeta ha bisogno di contemplare, pensare, comprendere la musica della realtà e catturarla nelle parole. Tu in ogni decisione, in ogni frase, ti trovi di fronte alla felice possibilità di fare una poesia: una poesia che guarisce le ferite dei poveri, che integra il pianeta, che protegge la madre terra e tutta la sua discendenza. Una poesia che ripara, riscatta, nutre".

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"Giudice, non rinunciare a questa possibilità", è l'appello del Papa. "Sii consapevole che quanto puoi aiutare attraverso la tua rettitudine e l'impegno è molto importante. E per favore ricorda sempre che quando una giustizia è davvero giusta" può contribuire alla felicità e alla dignità di un popolo. "Nessuna sentenza può essere giusta, né può esserlo alcuna legge se ciò che producono è maggiore disuguaglianza, se ciò che producono è maggiore perdita di diritti, umiliazione o violenza", ha concluso Papa Francesco.

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