“IL VIRUS PUO’ ESSERE MUTATO”, IN CINA TORNA LA PAURA: A PREOCCUPARE ADESSO È IL FOCOLAIO NELLA CITTÀ DI SHULAN, CHE NELL’ULTIMO PERIODO HA VISTO AUMENTARE I CASI DI COVID. I NUOVI CONTAGI HANNO UN LUNGO PERIODO DI INCUBAZIONE E PRESENTANO ALTRI SINTOMI CHE RIVELEREBBERO LA MUTAZIONE DEL VIRUS. ECCO QUALI

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Da www.corrieredellosport.it

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In Cina torna la paura. A preoccupare adesso è il focolaio nella città di Shulan, che nell’ultimo periodo ha visto aumentare i casi di infezione da Coronavirus. Il dottor Qiu Haibo - uno dei massimi esperti di terapia intensiva - ha lanciato l’allarme dicendo che i nuovi contagi hanno un lungo periodo di incubazione e presentano altri sintomi che rivelerebbero la mutazione del virus: i pazienti non hanno la febbre, ma soffrono di affaticamento e mal di gola.

 

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Il comune di 700 mila abitanti, non lontano dal confine con la Russia, ha adottato misure drastiche simili a quelle di Wuhan all’inizio dell’epidemia. Il lockdown è praticamente totale: la spesa non può essere fatta quotidianamente e al supermercato può andare soltanto una persona del nucleo familiare. La stessa cosa sta accadendo a Jilin: in quest’altra città si è deciso immediatamente di allestire un ospedale con oltre mille posti letto. “Ci sono molti più asintomatici - ha continuato il medico - e si è anche osservato che questi nuovi casi richiedono un periodo più lungo per la trasmissione del virus. Elementi che rendono più difficile contenere il contagio”. La fonte del focolaio, secondo Qiu Haibo, potrebbe non essere quella interna di Wuhan: “Il sequenziamento genetico ha mostrato una corrispondenza tra i casi del nord-est e quelli registrati in Russia”.

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