attilio fontana

DAGLI AL LUMBARD! – TUTTI CONTRO IL PIRELLONE PER GLI ERRORI COMMESSI DURANTE L’EMERGENZA E ORA PER LA VOLONTÀ DI RIAPRIRE. L’EPIDEMIOLOGO LOPALCO: “CHE IL SALTO IN AVANTI LO FACCIA LA LOMBARDIA È QUANTO MENO IMPRUDENTE” – RANIERI GUERRA (OMS): “NEL CENTRO SUD LA VELOCITÀ DI CONTAGIO È ORMAI SOTTO IL VALORE DI 1, IN ALCUNE PROVINCE LOMBARDE SOPRA. È MANCATA LA SANITÀ DI TERRITORIO E SI SONO USATE DONAZIONI MILIONARIE SUL FAMOSO OSPEDALE DELLA FIERA, OGGI SEMIVUOTO…”

 

 

Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

 

Attilio Fontana

La Lombardia ha poco meno dei morti per coronavirus di tutto il Regno Unito, Milano ha più positivi dell'Austria, la sola provincia di Brescia ha oltre il doppio degli infetti dell'intero Lazio, Roma compresa. La Lombardia è una regione che per densità di casi positivi e, purtroppo, di morti è unica al mondo, paragonabile solo a New York. E lo stesso governo regionale un giorno dice che nel fine settimana c'erano troppe persone per strada, tre giorni dopo sostiene che bisogna ripartire, riaprire le aziende, ridurre il lockdown.

 

attilio fontana si mette la mascherina 1

Il professor Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell'Università di Pisa che sta seguendo l'emergenza coronavirus per la Regione Puglia, è sempre molto moderato nei toni, però scuote la testa: «Ripartire oggi in queste condizioni non ha molto senso già di per sé; che poi faccia un salto in avanti proprio la Lombardia appare, quanto meno, imprudente. Io sono dell'opinione che tutte le regioni dovrebbero aprire contemporaneamente, ma di certo se qualcuno deve anticipare non può essere la Lombardia. E non è un problema solo di numeri: un territorio deve dimostrare di avere l'epidemia sotto controllo, di sapere tracciare i positivi e isolare i focolai. In Lombardia vi sembra che tutto questo stia succedendo?».

lopalco

 

LIMITI

Ranieri Guerra, direttore vicario dell'Oms: «Bisogna avere chiari i numeri dell'andamento del contagio. Inoltre, in Lombardia sono stati commessi errori: è mancata la sanità di territorio e continua a mancare. Ha messo in campo 37 su 200 unità speciali di continuità assistenziale, le altre regioni hanno organizzato le Usca da settimane». Come è possibile che la Lombardia, che ieri ha dovuto registrare altri 941 casi positivi, più del giorno prima e molti di più di tutte le altre regioni sommate insieme se si escludono Piemonte ed Emilia-Romagna, si senta pronta a ripartire? Se nel centro-sud l'R0, la velocità del contagio, è ormai sotto il valore di 1, anche allo 0,6-0,7 (obiettivo necessario per pensare di alleggerire il lockdown), in alcune province della Lombardia, come mostrano i dati di ieri, è tra l'1 e l'1,5, troppo alto.

ranieri guerra

 

La Lombardia ha pagato il modello di sanità: poco presente sul territorio, molto concentrata sugli ospedali, i pazienti di Covid-19 non sono stati intercettati, hanno affollato pronto soccorso e reparti che, insieme alla Rsa e alle case di riposo, sono divenuti moltiplicatori del contagio. Non c'è stata la capacità di isolare i singoli focolai, di tracciare i contatti dei positivi, ed è solo una parziale scusante che tutto sia esploso in una volta, perché c'è l'esempio virtuoso del Veneto.

 

GUIDO BERTOLASO ATTILIO FONTANA

Il fatto di avere riaperto, ad esempio, l'ospedale di Alzano Lombardo poche ore dopo il passaggio del primo paziente Covid-19, è stato un errore doloroso. La Lombardia all'inizio ha scelto di fare pochi tamponi (o comunque non in numero proporzionato alle dimensioni del fenomeno), più di una volta dalla Regione hanno detto «non importa verificare se uno è positivo, l'importante è che resti isolato a casa».

 

ospedale pesenti fenaroli alzano lombardo 1

Ma così la valanga è stata inarrestabile, alimentata anche dal fatto che solo per il 40 per cento la sanità è pubblica, il resto pesa sul privato che fino al 15 marzo continuava a fare gli interventi di elezione. Mentre nel Lazio, che pure ha meno di un decimo dei casi della Lombardia, si aprivano uno dopo l'altro dei Covid hospital (oggi sono 6), nella regione governata da Fontana si sono usate energie e investite donazioni milionarie sul famoso ospedale della Fiera di Milano, oggi di fatto semivuoto. E restano i messaggi altalenanti. 13 aprile, Fontana: «In Lombardia librerie chiuse perché sono luoghi dove il contagio è facile»; Fontana, 15 aprile: «Vogliamo riaprire il 4 maggio».

attilio fontana si mette la mascherina 2ospedale pesenti fenaroli di alzano lombardoospedale pesenti fenaroli di alzano lombardo

attilio fontana

attilio fontana si mette la mascherinaattilio fontana 1

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