salvini sos mediterranee

MA SALVINI LO SA CHE LA ONG ‘SOS MEDITERRANEE’ HA UN TESORETTO DA 3,5 MILIONI PER FAR FRONTE A "CONSEGUENZE FINANZIARIE" DELL'ATTIVITÀ IN MARE? NEL DL SICUREZZA BIS PREVISTE MAXIMULTE PER CHI VIOLA RIPETUTAMENTE IL DIVIETO DI INGRESSO IN ACQUE ITALIANE. LE NAVI UMANITARIE RISCHIANO UN SALASSO NON DA POCO, EPPURE NON È DETTO CHE LA COSA LE PREOCCUPI PIÙ DI MOLTO…

Giuseppe De Lorenzo per il Giornale

salvini

 

C'è un passaggio del decreto Sicurezza bis approvato ieri che riguarda le Ong ed è stato molto criticato da oppositori e diretti interessati.

 

 

Si tratta dell'articolo 1, quello che prevede maximulte per chi viola ripetutamente il divieto di ingresso in acque italiane. Le navi umanitarie rischiano un salasso non da poco, eppure non è detto che la cosa le preoccupi più di molto. Visto che c'è chi custodisce nei forzieri un tesoretto da tre milioni e mezzo di euro pronto all’uso.

 

Oggi la Ocean Viking si trova al largo delle coste della Sardegna. Tra qualche giorno arriverà di fronte alla Libia. L'obiettivo è riprendere l'attività Sar sospesa alla fine dell'anno scorso, quando l'Aquarius rimase senza bandiera. Da allora, però, le condizioni legali sono cambiate: Sos Mediterranee e Msf, come tutte le altre Ong, dovranno sottostare alla nuova legge italiana. In particolare ai primi due articoli voluti da Matteo Salvini.

 

sos mediterranee

Adesso il Viminale potrà "limitare o vietare l'ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale" se ritiene che abbiano violato il testo unico sull'immigrazione e quindi stiano commettendo il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. In caso di trasgressione, il comandante dovrà pagare una multa da 150mila a 1 milione di euro. Inoltre, "è sempre disposta la confisca della nave utilizzata per commettere la violazione, procedendosi immediatamente a sequestro cautelare". E l'armatore insieme al proprietario del mezzo dovranno pure pagare "gli oneri di custodia delle imbarcazioni sottoposte a sequestro cautelare" in caso di "provvedimento definitivo di confisca".

 

matteo salvini a cervia

Tradotto in soldoni, si prevedono ammende salatissime per le Ong che dovessero forzare (in stile Carola Rackete) il blocco imposto dal Belpaese. Senza contare che in un batter d'occhio potrebbero pure trovarsi senza mezzi. Le navi sequestrate, infatti, potranno essere "affidate dal prefetto in custodia" alle forze di polizia o amministrazioni dello Stato "per l’impiego in attività istituzionali". E nel caso in cui la confisca diventasse inoppugnabile, le varie Ocean Viking, Sea Watch e Alan Kurdi potrebbero essere acquisite "al patrimonio dello Stato" e date in uso alla Marina militare o alle Capitanerie di porto. Oppure smembrate, vendute e (se nessuno volesse comprarle) distrutte dopo due anni.

 

sos mediterranee

Inutile dire che sia la multa da un milione di euro che la confisca sarebbero duri colpi per le Ong che investono migliaia di euro al giorno per navigare nel Mediterraneo. Eppure alcune di loro sembrano già preparate all'eventualità. Prendiamo l'esempio dell'Ocean Viking. L'imbarcazione da 69,3 metri affittata da Sos Mediterranee e ristrutturata di tutto punto (con tanto di ospedale galleggiante e container per ospitare fino a 300 immigrati) è un investimento importante che prevede una spesa di 14mila euro al giorno per tenerla in mare. I fondi però non sono un problema: la filiale francese dell'associazione umanitaria è già riuscita a raccogliere tanti danari da garantirsi 19 giorni di navigazione (cioè almeno 266mila euro), senza contare le donazioni arrivate alle sezioni tedesca e svizzera o i 2.400 euro raccattati da quella italiana.

salvini

 

Il motivo per cui Sos Mediterranee può permettersi di navigare senza troppe preoccupazioni è però un altro: in tre anni, l'Ong è riuscita a mettere da parte una sommetta che supera (e non di poco) il massimale di multa previsto dal dl Sicurezza bis. A spiegarlo è la stessa associazione. "Gli ultimi tre anni – si legge – ci hanno permesso di generare riserve finanziarie per 3,5 milioni di euro". Mica pochi.

 

sos mediterranee

"Queste riserve – aggiungono – consentono all'associazione di anticipare i costi di ricerca e preparazione di una nuova nave e il suo trasporto verso la zona di salvataggio". Parte delle risorse è possibile siano già state utilizzate per ammodernare la Ocean Viking e spostarla dalla Norvegia fino in Libia. Tuttavia, il fondo non dovrebbe essersi esaurito. "Questa disponibilità – spiega infatti l'Ong – è anche una assicurazione per far fronte ai possibili rischi e ostacoli alle nostre attività in mare che potrebbero avere conseguenze finanziarie". Il rapporto francese è stato pubblicato "alla fine di luglio 2019", dunque quando il dl sicurezza bis era già operativo (emanato il 14 giugno). Sos Mediterranee ha assicurato che non forzerà le acque territoriali italiane, ma comunque si rifiuterà "di sbarcare le persone in Libia".

 

sos mediterranee

Uno scontro Ocean Viking-Italia è quindi possibile e, vista la concomitanza delle date, non è assurdo pensare che le "conseguenze finanziarie" per cui ha messo da parte i soldi possano riferirsi proprio alle multe di Salvini. Che sono salate, è vero. Ma non è detto bastino di fronte alle ricche disponibilità economiche della Ong.

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…