malato terminale

I MALATI DIMENTICATI – CON GLI OSPEDALI PIENI E I REPARTI COVID CONGESTIONATI, 32,8 MILIONI DI ITALIANI AFFETTI DA ALTRE PATOLOGIE SI SONO VISTI ANNULLARE O RINVIARE LA LORO VISITA - TRE LE ALTERNATIVE: RIMETTERSI IN LISTA D'ATTESA, RINUNCIARE O RIVOLGERSI A UNA STRUTTURA PRIVATA - IN TRE MILIONI HANNO SCELTO LA SECONDA STRADA: UNA SCELTA IL CUI COSTO, IN TERMINI DI PEGGIORAMENTO DELLA PATOLOGIA E AUMENTO DELLA MORTALITÀ, SARÀ EVIDENTE SOLO NEI PROSSIMI ANNI…

Giusy Franzese per "Il Messaggero"

 

covid malati neurologici

Ospedali pieni, reparti congestionati dai malati Covid, medici e infermieri stremati dai turni infiniti per far fronte all'emergenza. E visite, analisi, accertamenti e operazioni programmate nel periodo da marzo a dicembre 2020 rinviate a date da definire, spesso annullate senza poter stabilire un'altra data certa. La pandemia da Covid ha significato anche questo per moltissimi malati di altre patologie.

 

E quando diciamo moltissimi, intendiamo proprio una massa enorme: ben 32,8 milioni di persone, in pratica la metà della popolazione italiana. Di questi il 73% (ovvero 23,9 milioni) si è visto rinviare una o più volte l'appuntamento programmato presso la struttura sanitaria pubblica, e il 34,3% (cioè la bellezza di 11,3 milioni di cittadini) ha visto annullare tutto e basta.

 

covid malati neurologici

LE RINUNCE Tre le alternative: rimettersi in fila nelle lunghe liste d'attesa, rinunciare nell'auspicio che presto arrivino tempi meno complicati, oppure rivolgersi a una struttura sanitaria privata. Tre milioni di persone ha scelto la seconda strada, anche per il timore di essere contagiati dal Covid. Una scelta il cui costo, in termini di peggioramento della patologia e aumento della mortalità, sarà evidente solo nei prossimi anni.

 

O magari no, qualche conto possiamo iniziare a farlo già ora: non sono pochi infatti gli esperti che spiegano la differenza statistica tra i decessi accertati causa Covid e l'aumento delle morti rispetto agli anni passati attribuendola alla volontà di molti malati di evitare a tutti i costi gli ospedali per paura del contagio.

 

Il terzo plotone riguarda i cittadini che non se la sono sentita di rinunciare del tutto, hanno quindi cambiato destinazione e si sono rivolti a cliniche, studi e laboratori privati: ben sette milioni di persone. Era troppa l'ansia per quel dolore che non passava con i farmaci prescritti dal medico di famiglia, enorme la preoccupazione di avere qualche malattia seria che se diagnostica in ritardo avrebbe potuto rivelarsi irreversibile. Una parte ha approfittato delle copertura, magari parziale, delle assicurazioni sanitarie.

anziano malato

 

SENZA POLIZZA Ma la stragrande maggioranza, il 76,6% non ha potuto, semplicemente perché una polizza non ce l'ha. E allora c'è stato davvero poco da fare: qualcuno per pagare la visita o l'accertamento diagnostico ha attinto ai risparmi, qualcun altro ha chiesto un prestito a familiari, amici, finanziare, banche.

 

Secondo un'indagine di MUp Research e Norstat commissionata da Facile.it e Prestiti.it, tra marzo e dicembre 2020 ben due milioni e duecentomila persone - età media 46 anni, 61% uomini, 39% donne - è ricorsa a un prestito per cure mediche. Indebitandosi per una media di oltre seimila euro, con rate mensili anche fino al 2025. E vai a sentire gli appelli in tv a non farsi prendere dalle paure, a non abbandonare i controlli periodici, a non trascurare segnali di sofferenza che ci manda il nostro corpo perché non si muore solo di Covid e le altre malattie non sono andate in vacanza.

 

Il 61,1% dei pazienti cardiologici ed il 47,2% di quelli oncologici hanno ricevuto dalle strutture sanitarie pubbliche avvisi di visite e controlli rinviati o addirittura annullati. E non parliamo di rinvii di poche settimane ma di mesi, oltre due (63 giorni) per i malati di tumore, che in quei casi può sembrare un'eternità; due mesi e mezzo (72 giorni) per i reparti di cardiologia, un intero trimestre per la ginecologia.

 

Il primato dei disservizi va ai reparti di gastroenterologia e urologia, rispettivamente con l'81,2% e il 75% di pazienti che hanno subito ritardi o annullamenti su visite, esami od operazioni già programmate. Nel 68% dei casi l'appuntamento è stato rimandato sine die.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…