donna in coma partorisce bambina

MAMMA A SUA INSAPUTA – IN COMA DA TRE MESI E MEZZO, UNA DONNA DI 33 ANNI HA PARTORITO A MANTOVA – LA DONNA DURANTE IL TRAVAGLIO HA APERTO GLI OCCHI PIÙ VOLTE MA SECONDO I MEDICI NON È COSCIENTE DI QUANTO AVVENUTO - LA BAMBINA È…

Roberto Bo per la “Gazzetta di Mantova”

 

neonato

È diventa mamma, ma ancora non lo sa. Parto eccezionale ieri mattina al Carlo Poma. Una donna di 33 anni di Mantova, in coma da tre mesi e mezzo per una grave forma di encefalopatia che l’ha colpita al terzo mese di gravidanza, ha dato alla luce una splendida bambina, che alla nascita ha fatto registrare peso e funzioni vitali del tutto normali per un neonato partorito all’ottavo mese.

 

La piccola, per precauzione, è stata comunque subito ricoverata in Patologia Neonatale sotto stretta osservazione. Anche la madre ha superato bene l’intervento, durato oltre due ore ed eseguito dal ginecologo Giampaolo Grisolia, anche se ovviamente le sue condizioni di salute restano piuttosto impegnative in relazione alla grave patologia di cui soffre da mesi e originata da un improvviso arresto cardiaco.

 

L’intervento era stato programmato già da alcuni giorni non potendo rischiare il prolungamento della gravidanza. Troppo elevati i pericoli, sia per la gestante che per il feto.

 

ospedale carlo poma mantova 1

Arrivati all’ottavo mese gli specialisti hanno deciso di dare il via libera al parto anticipato e in emergenza dopo aver accertato che gli organi del nascituro avevano raggiunto la giusta maturazione.

 

Del resto già da settimane il direttore sanitario dell’Asst di Mantova, Maurizio Galavotti, e il direttore sanitario di presidio, Consuelo Basili, avevano creato una task force multidisciplinare composta da medici di sette reparti.

 

E ieri mattina alle 11.30 c’è stato l’attesissimo primo vagito. Alla complessa operazione hanno partecipato 30 professionisti tra medici, infermieri e tecnici. Fuori dalla sala operatoria c’erano il padre e la nonna della neonata.

ospedale carlo poma mantova

 

Durante l’intervento la donna, sottoposta ad anestesia spinale, ha più volte aperto gli occhi senza però parlare. Timidi segnali, che non danno la certezza che possa aver preso coscienza di essere diventata mamma. «E’ improbabile – filtra dall’ospedale – visto che non comunica ed è ancora difficile prevedere quali saranno gli esiti della sua patologia di base».

 

Attualmente è stata nuovamente trasferita nell’ala di terapia intensiva cardiologica sotto costante monitoraggio. È in uno stato di coma leggero, in alcuni momenti vigile, ma non parla.

 

Una pesante condizione che sta vivendo da circa tre mesi e mezzo, durante i quali ha continuato, consapevolmente o meno, a lottare con la forza dell’istinto materno per cercare di portare a termine la gravidanza.

 

ginecologia carlo poma mantova

Quella messa in campo dall’Asst di Mantova è stata una vera e propria corsa contro il tempo. Una battaglia per salvare la vita a due persone, madre e piccola. Poco più di tre mesi fa la donna era stata colpita da un improvviso arresto cardiocircolatorio, sfociato poi in ictus con conseguenti danni di natura neurologica.

 

Da quel momento vive in uno stato di coma leggero con respiro spontaneo, che le ha consentito però, grazie alla continua assistenza di medici e infermieri, di proseguire l’iter della gravidanza.

 

Alla fine di fine maggio la gestante era stata trasferita al Poma dall’ospedale di Pieve di Coriano dove aveva intrapreso un percorso riabilitativo in seguito all’arresto cardiocircolatorio.

 

Uno spostamento a Mantova deciso per mettere la 33enne in una condizione di massima sicurezza nell’ipotesi che si rendesse necessario un parto urgente.

 

E ieri mattina alle 11.30 tutti hanno tirato un respiro di sollievo per questa bella bambina e per questa mamma che però ancora non sa di esserlo.

 

 

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