ultras e estrema destra a roma

MARCI SU ROMA - FINISCE NEL CAOS LA MANIFESTAZIONE DEGLI ULTRAS E DELL'ESTREMA DESTRA AL CIRCO MASSIMO: 2 ARRESTI E 13 FERMI. MA VISTI GLI ATTACCHI CONTRO LE FORZE DELL'ORDINE, POTEVA ANDARE PEGGIO - NIENTE MASCHERINE, AGGRESSIONI AI GIORNALISTI, TAFFERUGLI CON LA POLIZIA, SCHIAFFI (POCO FUTURISTI) TRA CAMERATI. PERCHÉ IL MINISTERO DELL'INTERNO L'HA AUTORIZZATA PUR SAPENDO CHE SAREBBE FINITA ESATTAMENTE COSÌ?

1. ROMA ULTRÀ ED ESTREMISTI GUERRIGLIA AL CIRCO MASSIMO

Camilla Mozzetti e Marco Pasqua per ''Il Messaggero''

 

ultras e estrema destra a roma

Tredici fermi, due arresti - un ultrà laziale oggi appartenente alla nuova Curva nord dopo lo scioglimento degli Irriducibili e un tifoso romanista - per violenza, lesioni a pubblico ufficiale e lancio di oggetti contundenti. Tre i momenti di forte tensione tra manifestanti e forze dell' ordine con lancio di bottiglie, fumogeni e aggressioni riservate anche ai giornalisti (un operatore resterà lievemente ferito alla testa così come un agente di polizia al gomito e alla mano, mentre altri tre poliziotti e un carabiniere saranno refertati in ospedale) fino al fuoco che divampa su un lembo di erba del Circo Massimo, dal lato del roseto comunale di Roma appiccato quando un gruppo di facinorosi prova di nuovo a sfondare il muro di polizia e carabinieri.

 

ultras e estrema destra a roma

E poi ancora l' incubo dei contagi da coronavirus in questa manifestazione-flop (adesioni di gran lunga inferiori alle 5 mila persone annunciate) che ha piegato una parte del centro storico della Capitale. Nessuna misura di sicurezza è stata rispettata, a partire dai distanziamenti sociali fino all' uso delle mascherine, indossate soltanto quando bisognava attaccare le forze dell' ordine e coprire i volti di fronte agli obiettivi della Scientifica.

 

Finisce così, con due ore di anticipo, la manifestazione indetta da Forza Nuova e dal movimento neofascista I ragazzi d' Italia con base a Brescia che ha raccolto non più di 400 persone (un flop, come commentavano alcuni aderenti al sit-in) nell' antico circo romano dove un tempo correvano i cavalli. E non è stata soltanto la tensione degli scontri che pure erano stati ampiamente previsti a stravolgere una parte della Capitale: adesso bisogna spegnere un' altra miccia, quella della possibile ripresa dei contagi del Covid-19.

 

I DISORDINI

Alle 15 - l' ora di inizio della manifestazione autorizzata in forma statica dalla Questura - il Circo Massimo è ancora vuoto, intorno si radunano poche centinaia di persone provenienti per lo più dal Nord anche se non mancheranno i romani.

 

ultras e estrema destra a roma

Alcuni si coprono il volto, altri hanno caschi, altri ancora bandiere tricolori con bastoni in legno (che poi saranno usati contro forze dell' ordine e i giornalisti). Poi un blogger nero - Simone Carabella - si offre ai giornalisti (non graditi dalla piazza, tanto che sono stati costretti a stare ai margini) e inizia a farsi intervistare. La sua esuberanza viene notata da Giuliano Castellino, ultrà romanista ma soprattutto leader romano di Forza Nuova, arrestato più volte e con numerosi procedimenti penali ancora aperti, che lo prende a schiaffi: «Nessuno deve parlare con i giornalisti».

 

 Un episodio che fa uscire allo scoperto il vero deus ex machina di questo raduno-flop. Dal tafferuglio tra i due, che può essere letto come un pretesto, partono i primi fumogeni e petardi contro la polizia. Ma non bastano, alcuni di loro su via dei Cerchi svuotano i bidoncini del vetro da poco riempiti con numerose bottiglie di birra e iniziano a lanciarle contro le autorità. Dieci minuti di grida e tensione, che si smorzano quando alcuni organizzatori richiamano i gruppi dentro al Circo Massimo. Ma la calma non tiene, sempre da via dei Cerchi riparte la carica dello stesso gruppetto mentre si urlano cori fascisti inneggianti al Duce con tanto di saluti romani.

 

ultras e estrema destra a roma

Su Twitter gli ultrà rimaracano: «Giornalista terrorista». E benché quasi tutti abbiano indossato magliette bianche gli estremisti di destra si riconoscono dai tatuaggi - sugli avambracci con la scritta Sieg heil - dalle mascherine con impressa l' aquila vittoriana e la scritta boia chi molla. In piazza c' è anche Roberto Fiore e Luigi Aronica, meglio conosciuto come il pantera ex Nar molto vicino a Castellino.

 

LE CONDANNE

La guerriglia, pur cercata, non riesce, e sembra finita qui. Ma no. Resta il tempo per incendiare una parte del prato dell' arena e provare a sfondare un altro cordone di agenti e carabinieri. La Digos alla fine dovrà identificare 142 persone ed è pronta a inviare domani un' informativa in Procura mentre la politica si indigna: il deputato Pd Andrea De Maria parla di fatti «inaccettabili» e di «apologia del fascismo». Il capo politico del M5s Vito Crimi auspica «condanne» ponendo l' accento sulla «mancanza di qualunque forma di rispetto per la salute personale e collettiva».

ultras e estrema destra a roma

 

In serata arriva anche il tweet della sindaca di Roma Virginia Raggi: «Le violenze da parte di alcuni gruppi di neofascisti, sono vergognose. Roma condanna queste prepotenze inaccettabili. Solidarietà a forze dell' ordine e giornalisti», il Silp Cgil commenta: «Una brutta pagina per il Paese», mentre la città resta muta a guardare. Impietrita e sconvolta.

 

 

2. POLEMICA SULL'AUTORIZZAZIONE DOPO L'ALLERTA DELL'INTELLIGENCE E ORA SI PENSA A UNA "STRETTA"

Simone Canettieri per ''Il Messaggero''

 

Perché nessuno si è opposto alla richiesta di Forza Nuova di organizzare la manifestazione di ieri? D' altronde è stato proprio il gruppo neofascista a presentarsi in questura a fine maggio. La pratica poi è stata vagliata dai livelli più alti della Polizia fino ad arrivare al Viminale.

ultras e estrema destra a roma

 

Inizialmente Fn aveva chiesto la disponibilità di piazza del Popolo, ma ha ricevuto un diniego dalle forze dell' ordine: potrete andare al Circo Massimo, ma rispettando una serie di prescrizioni. A partire cioè dall' obbligo di manifestazione statica per rispettare le norme anti-assembramento vista l' emergenza Covid-19 in Italia.

 

Condizioni che, come si è visto, non solo non sono state rispettate, ma hanno portato ad altro, ben altro. Al di là dell' assenza di mascherine sul volto di molti manifestanti, l' evento ha preso la piega che tutti ieri hanno visto: aggressioni ai giornalisti, tafferugli con la polizia, schiaffi (poco futuristi) tra camerati, come nel caso del ceffone dato da Giuliano Castellino, leader di Forza Nuova a Roma e «noto agli uffici», a Simone Carabella, giustiziere anti-degrado su Facebook e già candidato con Fratelli d' Italia alle ultime regionali.

ultras e estrema destra a roma

 

LA REAZIONE

Ieri pomeriggio nessuna voce ufficiale si è levata dai vertici della questura, della prefettura e del ministero degli Interni. Di fatto si è verificato quanto la ministra Luciana Lamorgese aveva messo per iscritto in una circolare ai prefetti inviata durante la fine della Fase 1: «Servirà un' attenzione particolare alle proteste, c' è il pericolo di rabbia sociale». Uno scenario delineato, con maggiore precisione, anche in una relazione dell' intelligence al Copasir che sempre lo scorso maggio aveva posto l' accento «sui movimenti sovversivi di estrema destra».

 

ultras e estrema destra a roma

 

Questi alert non hanno comunque influito sulla questura che ieri oltre alla manifestazione delle curve nere al Circo Massimo ha autorizzato anche quella del Fronte Unico di Classe, movimento di estrema sinistra, in piazza San Silvestro, sempre nel centro di Roma. Dal Viminale trapelano «rammarico» e «preoccupazione» per quanto accaduto.

 

Ma anche la consapevolezza che a priori, forse, era complicato negare del tutto l' iniziativa degli ultras neofascisti, dopo aver loro già negato la disponibilità di Piazza del Popolo.

«Di sicuro, però, è un precedente che apre gli occhi a molti», spiega una fonte politica di primissimo piano del ministero dell' Interno.

 

ultras e estrema destra a roma

Significa che d' ora in poi saranno vagliate con un' ulteriore attenzione la provenienza di tutte le richieste. Con la possibilità di bloccarle subito sul nascere.

E dunque di negare i permessi.

Una «stretta», ma stando ben attenti a tutelare i diritti sanciti nella Costituzione. La polemica però ormai è scoppiata.

 

Il deputato e membro della segreteria dem Emanuele Fiano, oggetto tra l' altro di minacce antisemite, chiede al prefetto Gerarda Pantalone «di spiegare le cause delle violenze». E annuncia un' interrogazione urgente. Vito Crimi, capo politico del M5S e viceministro dell' Interno, nel condannare «questi fatti inqualificabili», auspica una reazione «di tutte le forze politiche». Cioè anche del centrodestra. Che non viene però registrata, almeno fino a ieri sera.

ultras e estrema destra a roma

 

Ancora più dura Virginia Raggi. La sindaca sottolinea come «questa guerriglia offenda Roma». E bolla i manifestanti come «bestie». Con una postilla: «I danni materiali saranno pagati dai romani e questo non è tollerabile». Sullo sfondo un segnale di cui tenere conto, soprattutto se la crisi economica dovesse deflagrare alla fine dell' estate.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni tommaso longobardi giovanbattista fazzolari gian marco chiocci filini

DAGOREPORT - COME MAI GIORGIA MELONI HA FATTO “ROTOLARE LA TESTA” DEL SUO STRATEGA SOCIAL, TOMMASO LONGOBARDI? A POCHI MESI DALLE ELEZIONI, CON I SONDAGGI CHE DANNO IL CAMPO LARGO IN VANTAGGIO E VANNACCI CHE SCIPPA CONSENSI A DESTRA, LA DUCETTA SI È ACCORTA CHE LA PROPAGANDA DI PALAZZO CHIGI NON FUNZIONA PIÙ – LONGOBARDI ERA GIÀ FINITO NEL MIRINO DEL “CERCHIO TRAGICO” DELLA SORA GIORGIA DOPO LA DISFATTA AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DOVE ERANO STATI DECISIVI I VOTI DEGLI ELETTORI PIÙ GIOVANI PER IL “NO” – ORA LA DUCETTA VUOLE UNA SVOLTA NELLA COMUNICAZIONE DEL GOVERNO E RICICCIA L’IDEA DI ASSOLDARE COME PORTAVOCE IL DIRETTORE DEL TG1, GIAN MARCO CHIOCCI. PICCOLO PARTICOLARE: CHIOCCI, FIN TROPPO AUTONOMO ED ESPERTO, SAREBBE UN “ACQUISTO” INDIGESTO PER FAZZOLARI E FILINI, IL DUO CHE GESTISCE LA MACCHINA COMUNICATIVA DI FDI – SI VOCIFERA CHE PALAZZO CHIGI PENSI A GINO ZAVALANI, VOLTO DI ESPERIA, PER RILANCIARE I SOCIAL – LA PRECISAZIONE DI ZAVALANI

giorgia meloni antonio tajani maurizio lupi alessandro onorato giuseppe conte matteo renzi roberto vannacci ignazio la russa

DAGOREPORT! - GIORGIA MELONI HA PAURA DI TORNARE ALLE URNE E VUOLE UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE AZZOPPI GLI AVVERSARI, A PARTIRE DALL’EMENDAMENTO “AMMAZZA-CESPUGLI” SULLA RACCOLTA DELLE FIRME - IL BLITZ E' UTILE A TAJANI, CESA E LUPI PER FERMARE ONORATO CHE POTREBBE ROSICCHIARE VOTI A FORZA ITALIA, UDC E NOI MODERATI - L'APPOGGIO DI CONTE ALL'ASSESSORE DI ROMA SEMBRA UN "BACIO DELLA MORTE": "PROGETTO CIVICO" STA DIVENTANDO "PROGETTO PEPPINIELLO"? - GLI OCCHI DEGLI ADDETTI AI LAVORI SULLE ELEZIONI SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA PER IL SEGGIO ALLA CAMERA: VUOI VEDERE CHE IL CANDIDATO DI VANNACCI TOGLIERA' VOTI AL CENTRODESTRA E FARA' VINCERE IL PD?

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")