raul castro miguel diaz canel

È MEGLIO LEVARSI DAL CASTRO - A CUBA IL REGIME COMUNISTA COMINCIA A FARSELA SOTTO DOPO LE MANIFESTAZIONI DI PIAZZA CHE SEMBRANO INARRESTABILI: C'È UN PIANO PER METTERE IN FUGA L'EX PRESIDENTE 90ENNE RAÚL CASTRO, PRONTO A RIFUGIARSI IN SUDAFRICA - I SERVIZI ERANO ALLERTATI PER FARLO ESPATRIARE GIÀ DOMENICA 11 LUGLIO: IL VECCHIO LEADER SI STA CURANDO PER IL SUO CANCRO ALL'ESOFAGO E AL RETTO E SOFFRE ANCHE DI CIRROSI EPATICA CRONICA...

Paolo Manzo per "il Giornale"

 

raul castro e miguel diaz canel

Il 90enne Raúl Castro aveva giù preparato la sua fuga domenica scorsa, 11 luglio, quando sembravano inarrestabili le proteste quasi ovunque pacifiche e diffusesi a tempo record in almeno 40 città di Cuba.

 

Proteste che hanno fatto tremare i polsi del regime comunista che da oltre 62 anni ininterrotti fa il bello e cattivo tempo all'Avana ed hanno provocato una vera e propria ondata di panico ai vertici del potere, poco più di una settimana fa.

 

raul castro

Lo scoop con i dettagli della fuga programmata in fretta e furia di Raúl Castro lo ha pubblicato ieri il quotidiano spagnolo ABC, a firma del suo capo degli Esteri, l'esperto e sempre ben informato Alexis Rodríguez.

 

raul e fidel castro

Grida «libertà, libertà!» la gente di Camaguey, Holguin, Ciego de Ávila e Santiago de Cuba, mentre la massa di cubani furenti con il regime comunista sembra inarrestabile e le immagini in diretta social delle proteste davanti al Campidoglio, il simbolo del potere politico della capitale cubana, fanno il giro del mondo.

 

RAUL CASTRO

In quelle ore la dittatura si spaventa e scopre che la chiusura di Internet sull'isola non riesce a fermare i manifestanti perché la generazione under 40 sa usare le reti private virtuali (VPN) per aggirare la censura.

 

Proteste a Cuba

I militari si riuniscono d'urgenza in Consiglio di Sicurezza, l'esecutivo del governo gestito dai militari e dal partito comunista (sinora un tutt'uno) con Raúl in testa ma senza la partecipazione del debole presidente Miguel Díaz-Canel. In quelle ore concitate «l'autostoppista», così i militari chiamano sprezzantemente il presidente, viene mandato nelle strade di San Antonio de los Baños, la cittadina a 26 chilometri dall'Avana da dove la protesta si è diffusa su tutta l'isola, per tentare (inutilmente) di calmare gli animi del pueblo.

 

Proteste a Cuba 13

Viene sonoramente fischiato, le sue guardie del corpo spinte e Díaz-Canel «consuma quel poco di capitale che aveva in quei giorni», scrive Rodríguez. Intanto nella riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza si vedono scene di tensione con «grida, discussioni, disaccordi e dimissioni mai vissute nelle alte sfere del potere cubano» da quando, il primo gennaio del 1959 i barbudos guidati da Fidel Castro, Camilo Cienfuegos, Raúl, Che Guevara e Huber Mattos presero il potere.

 

Proteste a Cuba 12

Impossibile accordarsi sulle misure da adottare per fermare le proteste perché i più giovani generali dell'Esercito e della Polizia Nazionale Rivoluzionaria, si rifiutano di usare la forza contro la popolazione civile.

 

Il viceministro degli Interni, il generale di brigata Jesús Manuel Burón, presenta le sue dimissioni dopo aver messo in discussione il processo decisionale all'interno del ministero e del Consiglio di Sicurezza, criticando l'uso eccessivo delle forze di polizia per reprimere il popolo.

Proteste a Cuba 8

 

Il personale militare più vicino a Raúl ed i servizi segreti intanto attivano il piano di fuga che hanno sempre pronto in caso possano sorgere situazioni altamente pericolose per il fratello di Fidel.

 

Proteste a Cuba 7

Il vecchio leader, che si sta curando per il suo cancro all'esofago ed al retto soffre anche di cirrosi epatica cronica a causa della sua vecchia dipendenza dall'alcol e deve essere portato al sicuro nel caso la situazione precipiti.

 

Proteste a Cuba 6

I servizi segreti addestrati dalla Stasi dell'ex DDR e dal KGB hanno pronto l'Ilyushin Il-96 al piccolo aeroporto civile di Baracoa. La destinazione più logica sarebbe il Venezuela, ma forse proprio per questo e per altri aspetti considerati in quella concitata giornata, decidono che l'opzione migliore è il Sudafrica.

 

Proteste a Cuba 5

Il velivolo può arrivarci senza problemi, inoltre il Sudafrica non ha un trattato di estradizione con Cuba ed i gerarchi del regime fanno da tempo affaroni in quel paese. Luis Alberto Rodríguez López-Calleja, il poderoso deus ex machina di Gaesa, il conglomerato di aziende statali gestite dai militari che tutto decide in materia economica a Cuba nonché ex cognato di Raúl, era in Sudafrica 50 giorni fa.

 

Proteste a Cuba 4

Inoltre, lì ci sono dei vecchi amici che devono dei favori alla dittatura cubana dai tempi della guerra in Angola. Poche ore dopo, però, non appena il governo ha ripreso il controllo di internet e i militari quello delle strade con una repressione brutale, il piano di fuga viene disattivato. Almeno per ora.

Proteste a Cuba 2cuba protestecuba protestecuba proteste 1Proteste a Cubacuba proteste 2Proteste a Cuba 9Proteste a Cuba 10Proteste a Cuba 11Proteste a Cuba 5Proteste a Cuba 6Proteste a Cuba 7Arresti a CubaProteste a Cuba 8Proteste a Cuba 2Proteste a Cuba 4Proteste a Cuba 3proteste a cuba 9proteste a cubaproteste a cuba 4proteste a cuba 6proteste a cuba 7proteste a cuba 8Proteste a Cuba 3

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?