LA MIAN VITA È UN CARNEVALE! MILIARDI, SPESE PAZZE, IL CANE GUNTHER, ECCESSI E INSUCCESSI DEL RAMPOLLO MAURIZIO MIAN

Emiliano Liuzzi per il "Fatto quotidiano"

La mamma, finché ci riuscì, lo tenne lontano dagli affari di famiglia, pagandogli gli studi in tutto il mondo. Quando entrò nella vita pubblica - e mai nella casa farmaceutica, vero tesoro di casa - aveva ormai sorpassato i 40 anni, stanco dalla vita del miliardario mantenuto purché tacesse, lo fece a gamba tesa.

Maurizio Mian, classe 1956, azionista dell'Unità, compare a metà anni Novanta sulle pagine del Miami Herald con una storiella annoiata almeno quanto lo è lui: il suo cane, Gunther, che ha ereditato una fortuna stimata in 200 milioni di dollari da una nobile tedesca, la fantomatica Charlotte Libenstein, vuole comprarsi la villa di Sylvester Stallone a Miami.

Perché, proprio quella villa? "A Gunther è piaciuta subito. È molto elegante", dice Mian al cronista dell'Herald. Già sull'eleganza di Stallone potevano cadere i primi tabù. Ma ai giornali la storia del cane piace assai e non hanno intenzione di smascherarla, gli americani ci vanno a nozze. La villa non passò mai di proprietà e la storia del cane la smentì lo stesso Mian qualche anno dopo: era inventata.

UNA BURLA, più o meno la risposta alle teste di Modigliani false, visto che il cane e il suo padrone sono pisani. In realtà un modo per scudare i soldi all'estero e tenerli in cassaforte alle Bahamas. Un gioco al quale Mian crede ormai così fortemente che, dopo il rientro in Italia, arriva a comprarsi due squadre di calcio, il Pisa e il Pontedera. Alla guida nomina Gunther, membri del consiglio di amministrazione due pornostar e un rapper.

Ma Mian, che non è stupido, sa bene che può raccontare qualsiasi frottola. Al tifoso di calcio non frega niente da dove vengano i soldi, se sono di un cane è anche meglio. Purché arrivino giocatori e promozioni.

Mian firma il passaggio di proprietà dalle Bahamas. Il gruppo Gentili, la casa farmaceutica che arricchisce le tasche del ragazzo, smentisce attraverso un comunicato il 24 aprile del 2002 con una lettera al Tirreno: "La famiglia Gentili non compra nessuna squadra di calcio", scrive il signor Augusto Gentili attraverso il suo legale , il professor Claudio Cecchella.

Vero, perché Mian è Mian, casomai è sua madre che lo affianca in questa operazione di marketing, Maria Gabriella Gentili, che di lì a breve diventerà "mamma ultras" per i pisani. Un cane, un figlio un po' sopra le righe, una madre anziana che non ce la fa più a tenere a bada il rampollo.

E tanti, tanti miliardi di lire. Eccolo il trucco. Vaglielo a spiegare ai giornali che la Gentili è una delle case farmaceutiche più importanti del mondo, che è stata fondata nei primi del Novecento grazie a un giornalista poeta, Alfredo Gentili, detto Voltolino, ha i brevetti dei maggiori medicinali in circolazione, campa a suon di miliardi grazie ai brevetti. Vaglielo a spiegare che il cane non è intestatario di un bel niente. Ci cascano tutti.

Perché il ragazzo annoiato nel frattempo, si è comprato anche Penthouse e con le ballerine ha una dimestichezza che Silvio Berlusconi al cospetto pare un dilettante. L'unico a non prenderlo sul serio è il geniale direttore del Vernacoliere, Mario Cardinali, che invece di massacrare il riccone e il suo cane, più o meno li ignora. Arrivano insuccessi, poche vittorie, "mamme ultras". E Maurizio, che sotto ai riflettori ci sa stare, dopo il corteggiamento di un altro ragazzaccio che porta il nome di Marco Pannella si candida alle elezioni per la Rosa nel Pugno.

Vuole che diventi legale la pillola abortiva. Di chi è il brevetto del farmaco non è facile scoprirlo: la Gentili, casa farmaceutica che Mian non controlla, ma che gli fa lievitare i conti in banca ogni mese. Perché nonostante sia passata di mano, alcuni brevetti continua a controllarli. Comunque nessun problema: Mian non viene eletto.

Nel grande gioco Maurizio si compra anche, questa volta per davvero e con 15 miliardi, la casa che fu di Madonna a Miami. Intestatario? Sempre il cane. In realtà la Gunther Group, che col cane ha in comune il nome e il proprietario. Dopo Pannella è Veltroni ad attirare il giovane Maurizio. L'Unità, come al solito, perde soldi. E gli chiede un'iniezione di fiducia. La mamma ultras dice sì, purché il ragazzo si svaghi.

Compra il 20 per cento, ma non entra mai nella gestione diretta. Nel 2007 l'ex calciatore, Cristiano Lucarelli, cerca di coinvolgerlo nell'acquisto di un quotidiano, il Corriere di Livorno. L'affare sfuma. Ma Mian e Lucarelli resteranno amici e, insieme a Buffon, tre anni fa rilevano la Carrarese calcio. Operazione naufragata subito. Come lo fu col Pisa e il Pontedera. Non bastano i soldi. Neppure se ne hai molti.

 

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