mose venezia come bancomat

MOSE DA PAZZI – ADESSO SAPPIAMO CHE IL SISTEMA CHE PROTEGGERÀ VENEZIA FUNZIONA. MA QUANTO CI COSTA? QUASI 300MILA EURO PER OGNI VOLTA CHE LE PARATOIE VENGONO TIRATE SU – TRA BOLLETTE ELETTRICHE, PERSONALE ESTRENO SPECIALIZZATO, SOMMOZZATORI ED INGEGNERI, I COSTI DI GESTIONE REALE SONO ALTISSIMI; SE POI SI DOVESSE ATTIVARE IN ORARIO NOTTURNO O NEI GIORNI FESTIVI…

 

 

Roberta Brunetti per www.ilgazzettino.it

 

venezia senza acqua alta grazie al mose 6

Tra squadre di uomini in campo e “bollette” da pagare, il costo di una movimentazione del sistema Mose si aggira sui 300 mila euro. Tanto è costato il test di sabato, quando per la prima volta le 78 paratoie hanno “salvato” Venezia da un’acqua alta importante. E poco meno costerà quella di domani, quando il sistema tornerà ad essere azionato, anche in assenza di un evento di marea, ma per raccogliere dati ed esperienze utili a mettere a punto il sistema.

 

primo sollevamento del mose 7

Un elemento da tenere conto - anche questo del costo dei sollevamenti - in questa fase in cui la città sta prendendo coscienza che la macchina funziona e chi deve decidere sta cercando di capire quando e come usarla. Per il momento la quota di marea in vista della quale sarà azionato il Mose resta 130 centimetri. Una scelta, però, che potrebbe cambiare.

 

C’è già chi spinge per arrivare alla quota di salvaguardia prevista dal progetto di 110 centimetri. Di contro, ci sono le preoccupazioni del mondo del Porto che hanno toccato con mano, sabato, quando una chiusura incida (pesantemente) sull’attività dello scalo.

 

il mose per la prima volta in azione 1

LA LISTA DELLE SPESE

Che sollevare le barriere costi parecchio, lo si è sempre saputo. Le prime prove dell’anno scorso, quando ad essere alzata era una sola schiera alla volta, si era detto fossero costate dai 30 ai 70 mila euro l’una. E la cifra ipotizzata a suo tempo per la chiusura completa del sistema, variava tra i 120 e 130mila euro. In realtà conti a consuntivo ancora non ce ne sono.

 

venezia senza acqua alta grazie al mose 24

E le stime prodotte di recente dal Consorzio Venezia Nuova sono di molto superiori: come “costi a singola movimentazione per barriera ed Arsenale” vengono calcolati 248mila euro per 2 ore di chiusura, che salgono a 323mila per 12 ore, scendono a 177mila se la prova viene interrotta. Facile immaginare che anche su questi conti ci sarà un confronto tra Provveditorato alle Opere pubbliche e concessionario. Comunque sono tante le voci che rientrano nel conto: dal personale impegnato, al costo dell’energia elettrica necessaria a movimentare l’opera.

luigi brugnaro e il mose in azione

 

E la somma è alta. Solo gli operativi, anche quando le movimentazioni diventeranno di routine, non saranno mai meno di 70 - 80. Il cervello del sistema restano quei 30-40 tecnici, per lo più ingegneri, che azionano le paratoie dalle control room alle bocche di porto e ne verificano il funzionamento nei tunnel sott’acqua. Ma poi ci sono altre decine di persone che si devono occupare della sicurezza, che presidiano le aree delle bocche di porto, a terra e via acqua. Ci sono gli addetti dislocati all’Arsenale...

 

primo sollevamento del mose 4

Personale per lo più interno, ma anche esterno. Come le squadre di sommozzatori che devono essere a disposizione, per ogni evenienza, una per ogni bocca di porto. Un servizio che ha un costo. In generale più il test è lungo più i costi si alzano, considerando anche straordinari, festivi, turni notturni... Chiaro che il conto fa presto a salire.

primo sollevamento del mose 6

 

IL TEST DI DOMANI

Intanto domani le paratoie torneranno ad alzarsi. Per le operazioni è stata concordata con la Capitaneria di Porto una finestra che va delle 10.30 e le 15.30. Inizialmente, visto il test di sabato con l’acqua alta, si era pensato di far coincidere la nuova prova con un’altra marea critica. Ma in mancanza di eventi prossimi, la scelta è stata quella di mantenere la prova del 9 ottobre.

venezia senza acqua alta grazie al mose 10

 

Test importante per mettere a punto la macchina, raccogliendo nuovi dati da studiare. Non avendo una marea da fermare, non è detto che i sollevamenti saranno contemporanei come sabato. Anzi, la bocca di porto di Malamocco potrebbe essere liberata più rapidamente per non intralciare troppo le attività portuali. I dati raccolti in queste prove serviranno anche a studiare gli effetti dei sollevamenti sulla laguna, nonché sui successivi eventi di marea. La strada verso un pieno controllo del Mose e del suo utilizzo è ancora lunga.

piazza san marco asciutta grazie al moseil mose per la prima volta in azioneprimo sollevamento dell mose 18

 

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…