il party di halloween nella chiesa di san gennaro all'olmo a napoli

NAPOLI HORROR PICTURE SHOW – SCANDALO NELLA DIOCESI RETTA DA CRESCENZIO SEPE: UN PARTY SATANICO PER HALLOWEEN NELLA CHIESA DI SAN GENNARO ALL’OLMO – RAGAZZE SEMINUDE SUGLI ALTARI DEL 500, BAR E DJ, FINO ALL’IMPICCAGIONE MESSA IN SCENA SULL’ANTICA CANTORIA DELL’EDIFICIO – LE FOTO POSTATE SUI SOCIAL CHE FANNO TREMARE LA CURIA…

Francesco Antonio Grana per www.ilfattoquotidiano.it

 

il party di halloween nella chiesa di san gennaro all'olmo a napoli 6

Party horror satanico in una chiesa napoletana. È il nuovo scandalo che sta travolgendo l’arcidiocesi partenopea. La sera del 31 ottobre 2018 nella chiesa di San Gennaro all’Olmo, nel centro storico di Napoli, si è svolta una festa di Halloween. Un party a pagamento in pieno stile horror con ragazzi in abbigliamento satanico che ballavano all’interno dell’edificio sacro.

 

Parodie della messa improvvisate sull’altare maggiore della chiesa, musica, alcol e abiti succinti a fare da cornice alla serata. Il tutto nella chiesa dove fu battezzato Giambattista Vico. Nel corso del party si è svolta anche una rappresentazione teatrale sui martiri della rivoluzione napoletana del ‘99 che è culminata con un’impiccagione messa in scena sull’antica cantoria dell’edificio.

 

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Il tutto sarebbe rimasto all’interno delle mura sacre se le foto della serata non fossero state postate sui social facendo rapidamente il giro del web. Ma soprattutto irrompendo nelle stanze della curia di Napoli e della Santa Sede dove lo scandalo è arrivato con grande veemenza. L’arcidiocesi partenopea ha subito comunicato per iscritto alla Fondazione Giambattista Vico, a cui è affidata la chiesa di San Gennaro all’Olmo, che l’accordo di convenzione per la gestione dell’edificio sacro è immediatamente rescisso.

 

IL PARTY DI HALLOWEEN NELLA CHIESA DI SAN GENNARO ALL'OLMO A NAPOLI

Le immagini della serata non danno adito a repliche: foto di ragazze vestite in modo provocante sedute sugli altari del Cinquecento, un bar allestito in un angolo della chiesa e poco distante la postazione dei due dj che hanno animato la serata.

 

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Qualcuno si è affrettato dire che l’edificio sacro è sconsacrato. Nulla di vero. Non esiste, infatti, il “rito della sconsacrazione” di una chiesa, come popolarmente ed erroneamente si crede, bensì ci sono luoghi sacri che non vengono più adoperati per il culto. È il caso della chiesa di San Gennaro all’Olmo, ma sempre si chiede all’ente affidatario di rispettare l’aula liturgica consentendo lo svolgimento di manifestazioni che non siano né blasfeme, né contrarie al decoro di quel luogo. Un esempio sono i tanti convegni e concerti che sempre più spesso si svolgono negli edifici sacri.

 

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La chiesa di San Gennaro all’Olmo è stata affidata dall’arcidiocesi di Napoli, che ne è proprietaria, alla Fondazione Giambattista Vico per attività culturali. Una condizione ovviamente inderogabile per quel luogo dove sono custodite le spoglie mortali del padre del celebre filosofo e storico.

 

Al momento non si comprende come sia stato possibile che l’ente affidatario abbia concesso la chiesa per il party satanico. “Una scelta da stigmatizzare senz’altro – ha precisato don Eduardo Parlato, direttore dell’ufficio dei beni culturali della curia di Napoli – che impone di avviare le procedure per ritirare la concessione”.

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Dalla curia trapela che l’arcivescovo partenopeo, il cardinale Crescenzio Sepe, era all’oscuro di tutto e non si nasconde la sua irritazione per aver appreso, dalle foto, cosa era avvenuto in quella chiesa. Il porporato, che sulla sua scrivania ha già diversi dossier importanti che riguardano i rapporti tra l’arcidiocesi di Napoli e la Santa Sede, ha consegnato al Papa le sue dimissioni il 2 giugno 2018 al compimento dei 75 anni, così come previsto dal Codice di diritto canonico.

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Da allora nessuna proroga è arrivata dal Vaticano, benché Sepe abbia detto di aver avuto da Bergoglio altri due anni di mandato. Francesco, invece, nel 2018, ha concesso un biennio di  proroga soltanto al cardinale di Genova Angelo Bagnasco e all’arcivescovo di Bari Francesco Cacucci. Ma c’è chi pensa che dopo questo ennesimo scandalo il Papa provvederà a nominare un nuovo arcivescovo di Napoli.

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