metoo woody allen

NESSUNO PUÒ METTERE WOODY IN UN ANGOLO. O FORSE SÌ – QUATTRO CASE EDITRICI SI SONO RIFIUTATE DI DARE ALLE STAMPE IL SUO LIBRO DI MEMORIE – DOPO LA PELLICOLA PRODOTTA E POI CESTINATA DA AMAZON, CONTINUA IL PERIODO NERO DEL REGISTA: COLPA DEL METOO E DELLE ACCUSE DI MOLESTIE NEI CONFRONTI DELLA FIGLIA ADOTTIVA PER LE QUALI CONTINUA A PAGARE NONOSTANTE L’ASSOLUZIONE – A FAR INDIETREGGIARE GLI EDITORI È…

Mario Manca per “www.vanityfair.it”

 

woody allen e dylan

La prima volta che qualcuno propose a Woody Allen di scrivere un’autobiografia fu nel 2003. A farsi avanti fu la Penguin, che mise sul piatto un’offerta di 3 milioni di dollari che il regista rifiutò con fermezza: «Per questa voglio molti più soldi», scrisse alla sua agente di allora in una lettera pubblicata diversi anni dopo. Oggi, invece, sono gli editori a voltargli le spalle.

 

Secondo quanto riporta il New York Times, infatti, quattro case editrici avrebbero rifiutato di dare alle stampe il libro di memorie che Allen avrebbe scritto in questo ultimo periodo.

 

mia farrow, woody allen e i figli 2

«Colpa» del movimento #MeToo e dell’accusa che cadde sulla sua testa nel 1992, quando la figlia adottiva Dylan Farrow accusò il padre di averla toccata in modo inappropriato all’età di 7 anni. Dalla sua parte si schierarono l’ex fidanzata Mia e il figlio Ronan, autore dell’articolo-inchiesta contro il produttore Harvey Weinstein del 2017.

 

WOODY ALLEN - A RAINY DAY IN NEW YORK

Da quella del regista, invece, da sempre, il fratello Moses. Gli investigatori non trovarono prove degli abusi e la giustizia diede ragione ad Allen, senza tuttavia che la frattura della sua famiglia si risanasse.

 

Quello che era stato archiviato in passato, però, è tornato con prepotenza a tormentare il regista. Inclusa la sua carriera nell’editoria, iniziata negli anni Sessanta in un’agenzia pubblicitaria di New York e culminata nella pubblicazione di diversi libri e antologie da tutto esaurito (la sua raccolta umoristica Mere Anarchy ha venduto più di 40.000 copie nel 2007).

jude law elle fanning e woody allen a rainy day in new york

 

Dirigenti di più case editrici non avrebbero fatto alcuna offerta per accaparrarsi i diritti di pubblicazione del nuovo memoir che porta la sua firma. Alcuni si sarebbero addirittura rifiutati di leggere il materiale che, stando alle prime informazioni, consisterebbe in un manoscritto completo. A pesare sulla scelta sarebbero il rischio di un possibile boicottaggio da parte dei lettori e un’attività di promozione che gli avrebbe impedito di presentare il libro senza il peso della critica preventiva, da sempre poco incline a valutare con obiettività il lavoro di un autore accusato di una cattiva condotta sessuale.

 

mia farrow, woody allen e i figli 1

Tuttavia, sul libro di Allen ci sarebbero teorie discordanti. Se da una parte la scrittrice Daphne Merkin ha affermato che si tratterebbe di un progetto su cui il regista stava lavorando da tempo, forse proprio sulle accuse e le successive ricadute subìte, dall’altra la produttrice Letty Aronson e il regista Robert Weide, da sempre dalla parte di Allen, avrebbero addirittura messo in discussione l’esistenza dello scritto.

 

dylan farrow

«Per i 30 anni in cui ho lavorato con Woody, il mantra su qualsiasi cosa era sempre: “non posso discutere dei suoi affari”», ha dichiarato John Burnham, agente di ICM Partners e grande amico di Allen. Resta che la tiepida risposta di alcuni editori segna l’ennesimo colpo per la sua carriera.

 

La sua posizione di regista immortale pare ormai messa in discussione e le sue prospettive sarebbero ormai tutto fuorché rosee: «Personalmente non prevedo alcun lavoro nel suo futuro», ha detto il vicepresidente di Variety Tim Gray. «Tuttavia, è possibile che la storia sarà più gentile con Woody Allen di quanto non sembri il momento attuale», ha aggiunto citando l’esempio di Ingrid Bergman, di Charlie Chaplin e di Elizabeth Taylor: tutti artisti finiti al centro di uno scandalo, ma che Hollywood ha perdonato e riaccolto.

scarlett johansson e woody allen

 

Il periodo nero di Allen, tuttavia, rimane. Molte celebrità che un tempo gareggiavano per prendere parte ai suoi film ora dichiarano di essersi pentiti di aver lavorato con lui. Fra loro, Greta Gerwig, Ellen Page, Evan Rachel Wood, Michael Caine, Colin Firth e Timothée Chalamet, che ha addirittura dichiarato di voler donare i proventi ricevuti per girare Un giorno di pioggia a New York, il suo ultimo film, in beneficenza.

scarlett johansson e woody allen 3

 

Proprio la mancata uscita della pellicola, stoppata da parte di Amazon, con cui Allen aveva stretto un accordo per la realizzazione di quattro film, è alla base di una battaglia legale che vede Woody contro il gigante dello streaming, al quale chiede 68 milioni di dollari di risarcimento. La causa è in archiviazione in tribunale e, nel frattempo, la produzione è ormai ferma.

scarlett johansson e woody allen 2

 

Insieme con la cancellazione degli adattamenti teatrali del film Pallottole su Broadway si aggiunge, però, un nutrito gruppo di celebrities che difende l’artista. Come l’attrice Anjelica Huston che, in un’intervista a Vulture, ammette che lavorerebbe di nuovo con lui «in un secondo», o come Javier Bardem, che punta il dito contro il «linciaggio pubblico» a cui il regista è sottoposto ormai da due anni.

 

woody allen mira sorvino

Intanto, la casa di produzione spagnola MediaPro continua a collaborare con Allen per la realizzazione del suo nuovo film: al momento non conosciamo né il titolo né il cast che ne farà parte anche se, stando al portavoce dell’azienda, è già stato convocato. Si inizierà a girare a luglio a nord dei Paesi Baschi, poco dopo la tournée che porterà Allen in otto città europee (fra cui Milano) insieme alla New Orleans Jazz Band di Eddy Davis.

selena gomez sul set con woody allenwoody allen con la sua jazz bandWOODY ALLEN 7woody allen set a romawoody allen non ha computerwoody allen soon yi previn

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