usca assistenti domiciliari

NON SOLO IL TRACCIAMENTO E I PRONTO SOCCORSO DEGLI OSPEDALI, OGGI IN ITALIA A NON FUNZIONARE ANCORA È ANCHE L'ASSISTENZA DOMICILIARE DEI PAZIENTI COVID –  GLI OPERATORI SONO POCHI E LI USANO COME TELEFONISTI - IL TAR DEL LAZIO HA STABILITO CHE I MEDICI DI BASE NON POSSONO EFFETTUARE VISITE A DOMICILIO PER I MALATI COVID SOTTOLINEANDO CHE QUEL COMPITO SPETTA GLI ASSISTENTI DOMICILIARI. MA...

Francesco Malfetano per “Il Messaggero”

 

usca assistenti domiciliari

Non solo il tracciamento e i pronto soccorso degli ospedali, oggi in Italia a non funzionare (ancora) è anche l' assistenza domiciliare dei pazienti Covid. «Delle 1200 USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) istituite per decreto ormai a marzo scorso stanziando 721 milioni di euro in modo da averne almeno una ogni 50 mila abitanti - spiega Antonio Magi, presidente dell' Ordine dei medici di Roma - al momento solo 611 risultano essere state attivate dalle Regioni».

 

Ovvero ci sono poco più della metà delle unità speciali - si tratta di squadre che lavorano su turni composte da un medico di continuità assistenziale affiancato da uno o due operatori sanitari e indirizzate dai medici di base - ritenute necessarie per affrontare il virus. Peraltro la metà di una cifra che con grande probabilità è sottostimata perché elaborata nei mesi in cui i numeri erano più clementi o comunque sommersi a causa dei pochi tamponi.

 

usca assistenti domiciliari

Vale a dire che i circa 680mila cittadini che al momento si trovano in isolamento domiciliare se avvertono sintomi o necessitano di cure, con i medici di base ormai sovraccarichi, sono formalmente abbandonati a se stessi e quindi finiscono con il correre in pronto soccorso. E questo succede sia perché non ci sono abbastanza USCA (nella sola città di Milano ad esempio, sarebbero dovute essere 65, ma ad oggi sono 16) sia perché non hanno strumenti adeguati a disposizione. A Roma ad esempio, «A volte le squadre non hanno macchine per spostarsi - continua Magi - e altre non hanno dispositivi di protezione adeguate».

 

Non solo, c' è anche chi fa peggio e impiega le unità nate con un compito specifico in altri servizi. È il caso ad esempio della Campania, dove l' associazione Medici senza carriere denuncia che «è stato fatto un pastrocchio» e «le USCA sono impiegate dalle Aassll per dare informazioni a telefono, per fare i tamponi ai drive-in e per misurare la temperatura alla stazione e all' aeroporto con il termoscanner». Niente visite domiciliari quindi. Con la beffa che se nelle case non ci vanno gli operatori dell' USCA non può andarci nessun altro. Il Tar del Lazio infatti lunedì ha stabilito che i medici di base non possono effettuare visite a domicilio per i malati Covid sottolineando che quel compito spetta agli operatori delle Usca che, giustamente, da quando istituite vengono pagati ben 40 euro l' ora.

usca assistenti domiciliari

 

«È semplicemente un caos in tutto il Paese - spiega Domenico Crisarà, vicesegretario nazionale della Fimmg - ci sono state modalità di arruolamento e numeri fantasiose. Il risultato è che ora non si sa queste persone sono a disposizione e a quale contratto rispondano, quali servizi possono erogare, le modalità con cui devono affiancare noi medici nell' assistenza e quali sono gli strumenti a loro disposizione». Nel complesso in pratica, tutte le Regioni si sono mosse male.

 

«Ci sono aziende sanitarie che funzionano bene come a Reggio Emilia e Modena, ma non è la totalità dell' Emilia Romagna - continua Crisarà - E poi anche quando i numeri delle USCA sono adeguate, come ad esempio in Liguria, se non si sa come usarle non servono a molto. Tant' è che lì a fronte di un 97% di copertura delle unità, il tasso di ospedalizzazione non è sceso affatto».

 

Inoltre non tutte le regioni le hanno istituite. Il Lazio ad esempio, si è inventato le USCAR che nella prima ondata, in camper, in pratica inseguivano le zone rosse per fare tamponi e circoscriverle. «Una funzione giusta per la situazione dell' epoca - afferma Magi - che però è rimasta anche dopo, usando quei medici per fare qualcosa di diverso da ciò che serve oggi. Solo 10 giorni fa è stato deliberato che una parte delle USCAR debbano fare il lavoro delle USCA e andare a casa o nei covid hotel». Si sta cioè inseguendo il virus, pagando la mancata programmazione estiva. Tant' è che solo ora molte regioni stanno correndo ai ripari. La Puglia ad esempio ha appena arruolato 300 medici, la Sicilia ne ha istituite altre 10 e il Friuli Venezia Giulia altre 5.

 

«Ma vede - conclude Magi - le guerre si preparano durante la pace».

usca assistenti domiciliari

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…