green pass

PASS INDIETRO – IL GARANTE DELLA PRIVACY BOCCIA IL CERTIFICATO VERDE CHE DALLA PROSSIMA SETTIMANA PERMETTERÀ DI SPOSTARSI TRA REGIONI DI COLORE DIVERSO: “CI SONO GRAVI CRITICITÀ, È NECESSARIO UN INTERVENTO URGENTE A TUTELA DEI DIRITTI E DELLE LIBERTÀ DELLE PERSONE” – SECONDO IL GARANTE NON C’È UNA BASE NORMATIVA IDONEA PER INTRODURLO E RISCHIEREBBE DI ESSERE IN CONTRASTO CON IL REGOLAMENTO EUROPEO IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Michela Allegri per “il Messaggero”

digital green pass vaccinale

 

Dovrebbe essere uno strumento studiato per facilitare la vita degli italiani e consentire, in modo agevole e soprattutto in sicurezza, gli spostamenti tra regioni di diverso colore, comprese quelle rosse. Ma la strada per la realizzazione del green pass parte piena di ostacoli: nella versione attuale il documento pensato dal governo potrebbe addirittura essere inutilizzabile.

 

pass vaccinale

Mentre la comunità scientifica invita alla prudenza e a non considerare il green pass come un «liberi tutti», ieri è arrivata la bocciatura del certificato da parte del Garante della Privacy, per la presenza di «gravi criticità» che potrebbero «inficiare la validità e il funzionamento del sistema previsto per la riapertura degli spostamenti durante la pandemia». È scritto nell'avvertimento formale inviato al Governo: «È necessario un intervento urgente a tutela dei diritti e delle libertà delle persone».

 

I PROBLEMI

ROBERTO SPERANZA MARIO DRAGHI

Ecco i problemi riscontrati. Il Garante sottolinea che il cosiddetto «decreto riaperture» non sembra garantire una base normativa idonea per l'introduzione e l'utilizzo dei pass vaccinali.

 

Ma non è tutto: il certificato verde sarebbe anche gravemente incompleto in materia di protezione dei dati personali, in contrasto con quanto previsto dal Regolamento europeo in materia. Nel decreto, infatti, ci sarebbero diverse lacune riscontrate dall'Authority. Per prima cosa, non sono state definisce le finalità del trattamento dei dati sulla salute degli italiani.

 

pass vaccinale in israele

Non viene inoltre specificato chi sia il titolare del trattamento dei dati in questione, in violazione del principio di trasparenza. Un altro problema è che, secondo il Garante, ci sarebbe un utilizzo eccessivo di informazioni personali sui certificati da esibire in caso di controllo, in violazione del principio di minimizzazione.

 

pass vaccinale

Un esempio: il progetto prevede che vengano utilizzati modelli differenti - e quindi riconoscibili - per chi è stato ammalato di Covid, oppure ha effettuato la vaccinazione o si è semplicemente sottoposto a un tampone.

 

Un altro dettaglio grave, per l'Authority, è che non sono stati previsti i tempi di conservazione dei dati e non sono nemmeno state studiate misure adeguate per garantirne l'integrità e la riservatezza. Sul tema del passaporto vaccinale la comunità scientifica è categorica: serve ancora molta cautela.

 

«Il green pass è un green certificate, ma non è un libera tutti - avverte il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro - certifica un ridotto rischio di trasmissione dell'infezione da Covid, quindi è uno strumento prezioso che aiuta a standardizzare i comportamenti nell'Ue, ma è anche uno strumento dinamico che può variare».

 

CORONA-PASS

green pass

 Intanto in Alto Adige arriva la prima versione locale del green pass: da lunedì 26 aprile nella provincia autonoma di Bolzano saranno rilasciati i Corona-pass, dei certificati che consentono di partecipare ad attività riservate solo a chi sia vaccinato, guarito dal Covid, risultato negativo a un test antigenico o molecolare.

 

Nei primi due casi il certificato è valido sei mesi, nel terzo caso scade a 72 ore di distanza dal tampone. Si tratta di un semplice QR code che potrà essere stampato o salvato sullo smartphone. A differenza del pass governativo, questo non servirà per regolare gli spostamenti. Sarà invece necessario per partecipare a sport di squadra, per accedere a teatri, musei, palestre e piscine. Dovrà essere esibito anche essere autorizzati a sedersi al ristorante nelle sale interne, in anticipo rispetto al resto dell'Italia, dove da lunedì, dalle 18 alle 22, si potrà mangiare solo nei tavoli all'aperto.

 

pass vaccinalepass vaccinalethierry breton mostra in tv il passaporto vaccinale

 

ROBERTO SPERANZA MARIO DRAGHIpass vaccinale usa

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…