matteo messina denaro armando palmeri

IL PENTITO DI MAFIA ARMANDO PALMERI È STATO TROVATO MORTO NELLA SUA CASA, ALLE PORTE DI PALERMO. ERA STATO UN TESTIMONE CHIAVE NEL PROCESSO CHE HA PORTATO ALLA CONDANNA ALL'ERGASTOLO DI MATTEO MESSINA DENARO – PALMERI ERA STATO L'AUTISTA DEL BOSS DI ALCAMO VINCENZO MILAZZO. E, AI MAGISTRATI, AVEVA PARLATO DI STRAGI E 007 DEVIATI – SUL SUO CORPO NON CI SONO SEGNI DI AGGRESSIONE, POTREBBE AVERE AVUTO UN INFARTO. MA LA PROCURA DI PALERMO HA DISPOSTO ACCERTAMENTI…

Estratto dell’articolo di Salvo Palazzolo e Francesco Patanè per https://palermo.repubblica.it

 

IL LIBRO DI ARMANDO PALMERI SONO UN UOMO... SOLO

E' stato un testimone chiave nel processo di Caltanissetta che ha condannato all'ergastolo Matteo Messina Denaro come mandante delle stragi Falcone e Borsellino. Il collaboratore di giustizia Armando Palmeri è stato trovato morto questo pomeriggio nella sua abitazione di Partinico, alle porte di Palermo.

 

La prima ricostruzione dei carabinieri parla di morte naturale, forse per infarto, ma sono in corso approfonditi accertamenti disposti dalla procura di Palermo. L'ex boss Palmeri non era più da tempo nel programma di protezione […]

 

Palmeri era stato l'autista del capomafia di Alcamo Vincenzo Milazzo, ucciso poco prima della strage di via D'Amelio perché contrario alla strategie delle bombe. Il giorno dopo, assassinarono anche la compagna, Antonella Bonomo, che era incinta, era parente di un generale dei servizi segreti.

 

"Un giorno Milazzo mi chiese di accompagnarlo a una serie di incontri con due personaggi che mi indicò come appartenenti ai servizi segreti", aveva raccontato Palmeri ai magistrati di Palermo quando iniziò a collaborare con la giustizia, a metà anni Novanta.

 

il boss di alcamo vincenzo milazzo

"Tre incontri avvenuti nel 1992, a distanza di un mese l’uno dall’altro. L’ultimo, se non erro, si svolse una decina di giorni prima della sua scomparsa". Aggiunge: "Mi confidò che erano persone che conosceva già da tempo. Le prime due riunioni avvennero nelle prime ore del pomeriggio, mentre la terza in ore serali. Io da lontano li guardavo con il binocolo".

 

Milazzo aveva confidato molte cose al suo autista: "Gli venne proposto di adoperarsi per la destabilizzazione dello Stato: una finalità da perseguire attraverso atti terroristici da compiere fuori dalla Sicilia. Ma Milazzo era contrario a queste cose. Diceva che non avrebbero portato nessun vantaggio a Cosa nostra. Anzi, avrebbero portato a una dura reazione dello Stato".

 

matteo messina denaro 2

Quel verbale sui misteriosi uomini dei servizi segreti fu poi ripreso dall'allora procuratore aggiunto di Caltanissetta Gabriele Paci, che ha istruito il processo a Messina Denaro, imputato di essere fra i mandanti delle stragi Falcone e Borsellino. Processo adesso giunto in appello, e fermo perché non si riesce a trovare un avvocato d'ufficio.

 

Alla ricerca di tracce per individuare quegli uomini, i magistrati di Caltanissetta hanno verificato se, effettivamente, Antonella Bonomo avesse un parente nei servizi segreti. E ne hanno avuto riscontro. Si tratta di un generale dei carabinieri, che aveva allora un incarico al Sisde. Convocato dai pubblici ministeri, il generale negò di avere avuto mai contatti con la giovane donna e il suo compagno mafioso. Allora, cosa c’era davvero dietro quell’esecuzione del boss Milazzo organizzata con tanta fretta? [...]

matteo messina denaro 1matteo messina denaro 2

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...