andrea pignani ardea

PERCHE’ LA PISTOLA USATA DA ANDREA PIGNANI, IL KILLER DI ARDEA, ERA RIMASTA IN FAMIGLIA DOPO LA MORTE DEL PADRE? IN ITALIA SE MUORE UNA PERSONA CHE DETIENE ARMI DA FUOCO NON SCATTA NESSUN ALLARME PRESSO LE FORZE DI POLIZIA – SONO ALMENO 10 MILIONI LE ARMI DA FUOCO IN GIRO E 2 MILIONI DI TITOLARI DI LICENZA IL SISTEMA “SPACE”, CHE DOVREBBE MONITORARE LA PRESENZA DI ARMI PASSATE IN EREDITÀ E’ SPENTO DAL 2009 E IN ASSENZA DI DENUNCIA E CONSEGNA DA PARTE DEI FAMILIARI DELLE ARMI DETENUTE IN CASA NESSUNO INTERVIENE…

Fra. Gri. per "la Stampa"

 

Alla fine, sembra tutto un banale problema burocratico. Il papà di Andrea Pignani, ex guardia giurata, muore nel novembre scorso.

 

ANDREA PIGNANI

La mamma non sa o non capisce, comunque non si rivolge alle forze dell' ordine. La pistola sparisce. E ricompare nelle mani del figlio fuori di testa che fa una strage. E ora, il giorno dopo, tutti a interrogarsi: ma come è possibile? Anche Enrico Letta: «Chiediamo al governo di rivedere le norme sulle armi». E la ministra dell' Interno, Luciana Lamorgese: «Lavoriamo per capire come mai quell' arma era ancora lì dove non doveva essere». Promette, la ministra, che a breve sarà pronto un regolamento che dovrebbe evitare casi simili.

 

È almeno dal 2010 che questo regolamento dovrebbe aver visto la luce. Decreto legislativo numero 204, articolo 2: «Sentito il Garante per la Privacy, sono definite le modalità dello scambio protetto di dati tra il Servizio sanitario nazionale e le forze dell' ordine nei procedimenti per qualunque licenza di porto d' armi».

OMICIDIO DI ARDEA

 

Siamo alle solite. In Italia le amministrazioni non dialogano tra di loro. Così le informazioni di tipo sanitario, anche quelle più rilevanti tipo i trattamenti psichiatrici, restano patrimonio delle Asl e non sono condivise con le forze di polizia. Né sono collegate le anagrafi e il ministero dell' Interno; perciò se muore una persona che detiene regolarmente armi, non scatta nessun allarme presso le forze di polizia. E secondo stime sono almeno 10 milioni le armi in giro e 2 milioni i titolari di qualche licenza: da caccia, da tiro sportivo, da difesa personale.

 

«Occorre una profonda riflessione sul tema della circolazione delle informazioni rilevanti in materia di armi, concernenti sia il titolare della detenzione o della licenza, sia dei suoi conviventi», sottolinea Enzo Letizia, segretario dell' associazione dei funzionari di polizia. La realtà è che nessun agente o carabiniere sa di eventuali problemi psichiatrici quando è chiamato a intervenire.

 

Andrea Pignani

Nel caso della famiglia Pignani, il babbo aveva continuato a tenere in casa una pistola 7, 65. Regolarmente autorizzato. Alla sua morte, però, la moglie non si è posta il problema. «La pistola l' avevamo cercata, ma non l' abbiamo trovata», ha poi spiegato ai carabinieri. Ora rischia un procedimento penale.

 

Per le guardie giurate era stato pensato un regime ancor più stringente. Racconta un sindacalista del settore, Vincenzo Del Vicario: «Non parliamo di fantascienza, ma di un sistema informatizzato che era stato realizzato dal ministero dell' Interno e pagato milioni di euro con fondi pubblici. Era anche entrato regolarmente in funzione ma poi, per motivi misteriosi, non è stato mai utilizzato. Si chiamava Space».

sparatoria ardea

 

L' INIZIATIVA RISALE AL 2006.

Con fondi europei, il sistema Space prevedeva schede dettagliate sulla guardia giurata, l' arma in dotazione, i proiettili, le verifiche sanitarie. E ovviamente era previsto il caso del vigilante andato in pensione, per tracciarne l' arma. Tutto bellissimo, tutto rimasto sulla carta. «Basterebbe una app - dice ancora Enzo Letizia - e si potrebbero superare così le perplessità eventuali sulla privacy».

 

E' SPENTO DA 11 ANNI IL DATABASE PER TRACCIARE LE ARMI

 

Stefano Vladovich per "il Giornale"

 

sparatoria ad ardea 1

Spento dal 2009. Il sistema che avrebbe dovuto monitorare la presenza di armi passate in «eredità» a figli e parenti di poliziotti, guardie giurate, militari, cacciatori, collezionisti non funziona. In assenza di denuncia e consegna da parte dei familiari delle armi detenute in casa nessuno interviene. Ecco perché Andrea Pignani, il 35enne ingegnere informatico che domenica con la pistola del padre defunto, una Beretta modello 81 calibro 7,65, ha ucciso ad Ardea due bambini e un 74enne per poi togliersi la vita, andava in giro armato. «Io ai domiciliari, quel pazzo per strada con una pistola in mano» urla di rabbia il papà di David e Daniel, 5 e 11 anni ancora da compiere, Domenico Fusinato, quando portano via i corpi crivellati.

 

sparatoria ad ardea daniel e david i fratellini uccisi

A puntare il dito su un sottobosco di armi, su un arsenale «sotterraneo» lasciato in balìa di pazzi e criminali, è ancora Vincenzo Del Vicario, segretario nazionale del Savip, il Sindacato autonomo di vigilanza privata, che spiega come nasce il progetto Space, promosso dal ministero dell' Interno, finanziato dalla Comunità Europea e inspiegabilmente accantonato.

sparatoria ad ardea 2

 

«Nasce nel 2000 inizialmente destinato solo al Mezzogiorno - dice Del Vicario - Un portale in grado di gestire licenze, autorizzazioni, visualizzando in tempo reale il quadro di tutta la movimentazione di armi ed esplosivi. Si sarebbe dovuto interfacciare con l' Inps e le autorità sanitarie, in maniera tale che se il possessore di un' arma muore, immediatamente le autorità di polizia intervengono». Nonostante tre milioni di euro spesi per il progetto, Space è morto e sepolto.

 

sparatoria ad ardea 4

IMBARAZZO ANCHE AL VIMINALE.

«Attualmente la tracciabilità è garantita attraverso il Ced - dice il ministro dell' Interno Lucia Lamorgese -, ma è in via di conclusione un regolamento che disciplina il sistema informatico di questi dati. È stato un testo condiviso già con le altre forze di polizia, è stato anche portato alla condivisione con le associazioni del relativo comparto. C' è stato un po' di tempo, è verissimo, speriamo che nel giro di pochissimo questo regolamento che doveva essere adottato da fine 2018 veda la luce».

ANDREA PIGNANI

 

E così l' ex guardia giurata Stefano Pignani, passato nel 1986 alle Poste Italiane con la qualifica di portalettere, resta in possesso, regolarmente, della sua Beretta d' ordinanza. Ma quando, alla fine dell' anno passato, l' uomo muore, nessuno si pone il problema di quella pistola semiautomatica rimasta in casa di un soggetto, il figlio, che era stato già ricoverato per problemi psichiatrici. È l' 11 maggio 2020 quando in viale di Colle Romito 238 arriva una pattuglia dei carabinieri. Il giovane ce l' ha con i genitori, in particolare con la madre.

 

Spacca tutto quello che trova andrea, che su fb si fa chiamare mister hyde. La sorella chiama il 112. Lo fermano i sanitari arrivati con i carabinieri. Lo bloccano, lo sedano e lo portano al Noc, il Nuovo Ospedale dei Castelli ad Ariccia. La diagnosi: «Stato di agitazione psicomotoria», codice azzurro. Il paziente viene sottoposto a consulenza psichiatrica. «Veniva dimesso la mattina dopo - chiariscono i carabinieri del comando provinciale di Roma con una nota - con diagnosi di stato di agitazione - paziente urgente differibile che necessita di trattamento non immediato. Si affida al padre».

OMICIDIO DI ARDEA - LA FAMIGLIA FUSINATO - CAROL E DOMENICO CON DANIEL E DAVID

 

Il giovane torna a casa ma non si sottopone a nessuna cura. Lo lascia la fidanzata, una ragazza straniera, a novembre muore il padre. Qualcosa, a questo punto, scatta nella sua psiche già compromessa. «Siamo venuti ad abitare a Colle Romito due anni fa da Roma, dalla Cecchignola» racconta Frida Rossetti, la madre. L' ennesimo cambiamento che, evidentemente, turba ancora di più l' assassino.

SALVATORE RANIERIOMICIDIO DI ARDEA - DANIEL E DAVID FUSINATOOMICIDIO DI ARDEA - LA FAMIGLIA FUSINATO - CAROL E DOMENICO CON DANIEL E DAVIDsparatoria ad ardea 3

 

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