minigonna

QUELLA DELLA MINIGONNA È L'UNICA RIVOLUZIONE DEL NOVECENTO CHE NON SIA FINITA IN TRAGEDIA - MARINO NIOLA: “E’ LA SOLA AD AVER MANTENUTO LE SUE PROMESSE DI LIBERAZIONE. QUEI POCHI CENTIMETRI DI TESSUTO ZIPPATI DI PROVOCAZIONI, ALLUSIONI, MUTAZIONI, RIBELLIONI, HANNO POTUTO PIÙ DI OGNI MANIFESTO FEMMINISTA. PERCHÉ HANNO TRADOTTO IL DESIDERIO DI EMANCIPAZIONE NEL LINGUAGGIO DEL CORPO”

Marino Niola per “R Club – la Repubblica”

 

MARINO NIOLA

Quella della minigonna è l' unica rivoluzione del Novecento che non sia finita in tragedia. E la sola ad aver mantenuto le sue promesse di liberazione. È fuor di dubbio, infatti, che quei pochi centimetri di tessuto zippati di provocazioni, allusioni, mutazioni, ribellioni, hanno potuto più di ogni manifesto femminista. Perché hanno tradotto il desiderio di emancipazione delle donne, occidentali e non solo, nel linguaggio del corpo. Il più concreto e universale, visto che non ha bisogno delle parole per farsi capire.

 

In fondo è da sempre che l' abito, soprattutto quello femminile, fa il monaco perché apparentemente prende le misure al corpo in carne e ossa, ma in realtà disegna ogni volta il suo modello ideale. Stilizza cioè quel format femminino che riempie le vetrine dell' immaginario e condiziona la vita reale del secondo sesso.

 

passeggiare in minigonna

Non a caso l' accorciamento dei vestiti - orli e maniche - è da sempre direttamente proporzionale al livello di autodeterminazione dell' altra metà del cielo. Fu così negli anni Venti quando le svolazzanti gonnelline charleston salirono ben sopra il ginocchio mandando a quel paese longuettes e crinoline, gonnelloni e bacchettoni. E fu così nel 1963, nel clima effervescente dei Sixties, ben prima che scoppiasse il Sessantotto, quando Mary Quant ( alla quale è dedicata una mostra a Londra, come raccontiamo nella pagina accanto), sparò la sua skirt ad alzo zero colpendo al cuore il maschilismo patriarcale che aveva sempre chiesto a consorti, sorelle, figlie e amanti di coltivare vizi privati ed esibire pubbliche virtù. Ora ad esibirsi erano le gambe: era iniziata l' era dell' apparenza ingonna. A ispirare la stilista inglese fu l' auto Mini Minor, creata qualche anno prima dal designer Alec Issigonis che voleva svecchiare le quattroruote adeguandole a un modo di vivere giovane, informale, disinibito.

minigonna

 

In realtà il riconoscimento di maternità della gonnella inguinale non avvenne senza colpo ferire. Il celebre stilista André Courrèges si attribuì a lungo la paternità dell' indumento fatto a immagine e somiglianza del Novecento: un capo corto per il secolo breve.

 

Ma nonostante l' invenzione se la attribuiscano anche altri fashionist meno celebri, ormai nel lessico della moda contemporanea si scrive mini skirt e si legge Mary Quant. Che per la verità con understatement molto britannico ha sempre ammesso che ad inventare la gonna più sognata di sempre non è stata lei, ma la strada. E quale strada sarebbe stata in grado di partorire questa idea vincente e trasgressiva se non King' s Road, la via della moda che si distende tra Chelsea e Fulham?

mary quant11

Quella via che dagli anni Sessanta è l' epicentro creativo della Swinging London, la città dei Beatles e dei Rolling Stones, degli Who e di Marianne Faithfull, immortalata dall' obiettivo di David Bailey, che insieme a Richard Avedon e Helmut Newton riscrive i canoni della bellezza femminile facendo delle gambe scoperte di Twiggy e di Jean Shrimpton un' arma più contundente delle molotov e perfino degli zoccoli femministi.

 

Non a caso le reazioni dei guardiani della morale e del pudore altrui furono violentissime. E la minigonna diventò l' emblema del male, nonché del malcostume. In realtà l' autogoverno del corpo rivendicato dalle ragazze mandava in frantumi l' immagine familiare e familista, sottomessa e materna di un femminile oblativo e non seduttivo, sublimato nelle virtù domestiche.

mary quant e modelle

Ma la prova del valore rivoluzionario di questo pezzettino di stoffa è l' ostilità di cui è ancora oggetto in quei Paesi dove conservatorismo e misoginia vanno a braccetto, come in molti stati islamici.

L' amica Azar Nafisi, celebre scrittrice iraniana e autrice del bestseller Leggere Lolita a Teheran, per sintetizzare le libertà civili di cui godeva il suo popolo nell' era pre- khomeinista ripete sempre: « Quando mio padre era sindaco di Teheran, le ragazze andavano tutte in minigonna».

 

Ma anche da noi i rigurgiti censorii non si sono mai del tutto esauriti, tant' è che tornano periodicamente a farsi sentire. Proprio di recente a Resia, un paesino del Friuli, il vicario parrocchiale don Alberto Zannier ha scagliato un anatema contro le gambe scoperte delle giovani parrocchiane paragonandole a prosciutti appesi all' aria. Il sacerdote ha arricchito la sua reprimenda di metafore gastronomiche, tipo " carne al vento" o "cosce resiane Igt".

MINIGONNA 1

 

Rivelando, dietro l' apparente ironia, la stessa volgarità di quell' immaginario maschile che mortifica le donne definendole pollastre e bisteccone. Lo stesso immaginario patriarcale che accusa le ragazze in minigonna di andarsi a cercare le molestie. Perché le vorrebbe protette e prigioniere della famiglia sovranista. Insomma la strada è ancora lunga, ma dopo la rivoluzione di Mary Quant non si può più tornare indietro.

Mike Bongiorno e Sabina Ciuffini con la minigonna negli anni SessantaLa regina Elisabetta celebra la minigonna e nomina Mary Quant dama minigonna inguinaletwiggy inventa la minigonna

Ultimi Dagoreport

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

FLASH! – OLTRE AL SILURAMENTO DI FEDERICO FRENI ALLA GUIDA DELLA CONSOB (CERCASI UN TECNICO), NEL TURBOLENTO VERTICE DI MAGGIORANZA DI IERI NON POTEVA MANCARE IL CASO VANNACCI - IN TEMPI DI CRUCIALI E DEMENTI TRUMPATE GEOPOLITICHE, MELONI HA MESSO ALLE STRETTE SALVINI: O IL TUO VICE SEGRETARIO CON LE STELLETTE AL CONTRARIO SI DA’ UNA REGOLATA E LA FINISCE DI SPARARE CAZZATE (L’ULTIMA: L’INVITO ALL’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA) OPPURE, CARO MATTEO, LO DEVI ESPELLERE DALLA LEGA – IL BARCOLLANTE LEADER DEL CARROCCIO L’HA RASSICURATA: “NON SARÀ UN PROBLEMA” (MA NESSUNO CI CREDE…)